Famiglia nel bosco: intervista a Catherine Birmingham, Nathan Travalion e Tonino Cantelmi

La puntata di 60 Minutes Australia ricostruisce il caso della famiglia nel bosco, mettendo a confronto le ragioni delle autorità italiane e il dramma vissuto dai genitori dopo l’allontanamento dei tre figli. Al centro del servizio c’è anche l’intervento del prof. Tonino Cantelmi, che invita a leggere la vicenda partendo dalla sofferenza dei bambini: la madre, osserva, non è semplicemente “rigida”, ma segnata da paura, dolore e disperazione; soprattutto, la separazione dal nucleo familiare rischia di essere il danno più grave per i minori. Per Cantelmi, il punto decisivo resta uno: fare tutto il possibile per ricomporre la famiglia nel reale interesse dei figli.

Famiglia nel bosco, la mamma non starà più con i tre bambini: cosa è successo

Colpo di scena nella vicenda della famiglia nel bosco’: il Tribunale dell’Aquila ha deciso di cambiare casa ai tre bambini e di separarli dalla mamma. La Garante dell’Infanzia: “Sospendere decisione”. Durissima la posizione dello psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, che ai microfoni di LaPresse si è detto “sgomento e incredulo”. Secondo Cantelmi, la separazione dalla madre rappresenterebbe “un nuovo trauma per i bambini”, già provati dall’allontanamento dal padre e dal precedente trasferimento in comunità. Lo psichiatra sottolinea che i minori saranno costretti a cambiare ancora ambiente, confrontandosi con nuovi adulti e nuovi contesti, con il rischio di aggravare il loro stato di sofferenza. “Questi bambini – afferma – hanno bisogno di essere restituiti ai loro genitori. Ogni giorno in più in un contesto ulteriormente traumatico può generare problemi permanenti”. Cantelmi critica anche le modalità della perizia sui minori, ritenuta dalla difesa non adeguata, e ribadisce la disponibilità della famiglia a una collaborazione equilibrata con le istituzioni, che però – secondo lui – non avrebbe trovato ascolto.

La vicenda della “famiglia nel bosco”: cronaca e posizione del prof. Tonino Cantelmi

Di seguito si riporta una ricostruzione cronologica della vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, sulla base della copertura giornalistica dell’edizione Abruzzo de Il Messaggero. Sono stati selezionati esclusivamente gli articoli in cui compare il professor Tonino Cantelmi, coinvolto nella vicenda come psichiatra e consulente della famiglia nel procedimento davanti al Tribunale per i minorenni. Dalle dichiarazioni riportate emerge una posizione che richiama soprattutto prudenza nelle valutazioni psicologiche, correttezza delle procedure peritali e necessità di collaborazione tra famiglia, consulenti e servizi sociali, con particolare attenzione alle possibili ricadute emotive e relazionali sui bambini coinvolti.

l mondo giovanile e i mezzi di comunicazione oggi: problematiche, gestione, urgenze e compiti educativi

Il 6 marzo 2026 il professor Tonino Cantelmi sarà a Termoli per un incontro dedicato al rapporto tra giovani e media digitali, nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario della Parrocchia San Francesco d’Assisi. La giornata prevede un confronto con gli studenti dell’IISS Alfano-Perrotta al Cinema Sant’Antonio e, nel pomeriggio, una conferenza pubblica aperta alla città, dal titolo “Il mondo giovanile e i mezzi di comunicazione oggi: problematiche, gestione, urgenze e compiti educativi”. Un’occasione per riflettere sulle sfide educative dell’era digitale e sul ruolo di famiglia, scuola e comunità.

L’ora che volge il disio: colloqui sul padre

Il padre tra assenza e presenza: Cantelmi a “L’ora che volge il disio”. Proseguono i colloqui de L’ora che volge il disio. Il prossimo appuntamento il 27/02/2026 ore 21.00 sarà dedicato alla figura del padre, snodo decisivo della crisi antropologica contemporanea. Il Prof. Tonino Cantelmi offrirà una lettura psicologica e culturale della paternità oggi, tra fragilità e possibilità di rinascita. Un’occasione per interrogarsi sul significato dell’“acuta presenza” del padre, anche laddove la sua assenza sembra farsi più evidente.

La famiglia del bosco: troppa superficialità

Dopo aver appreso le ultime notizie sul caso, il prof. Tonino Cantelmi ha rilasciato il seguente commento: «Ho letto con stupore i post social in cui la testista condivide gravissime giudizi sulla famiglia del bosco: se le cose stanno così si tratta di una grave violazione deontologica, infatti chi esprime giudizi pubblici, secondo quanto previsto dal regolamento deontologico dell’Ordine degli Psicologi, non può assumere incarichi peritali sul caso stesso. Inoltre era iscritta all’Albo da poco più di 3 anni al momento dell’incarico e non ottempera a quanto previsto dall’art. 4, comma 4 del D.M. 109/2023, che stabilisce i requisiti di speciale competenza richiesti ai consulenti tecnici per operare in ambito minorile, e cioè di possedere cinque anni di esperienza professionale documentata o docenza universitaria. La norma mira a garantire che solo esperti con comprovata esperienza nel trauma infantile valutino il destino dei minori, rendendola uno strumento per contestare la legittimità dei periti che ne siano privi. A questo punto mi chiedo se la Dr.ssa Ceccoli fosse a conoscenza di questi due macigni che pesano sulla persona che dovrebbe sottoporre a test i 3 bimbi. Infine già nella prima seduta di test abbiamo avuto molte perplessità. Tutto questo sarà dettagliato nelle sedi opportune.»

Promuovere il benessere psicologico: dalla ricerca alla vita quotidiana

Promuovere il benessere psicologico: dalla ricerca alla vita quotidiana. Martedì 3 marzo, alle ore 16.00, presso il Senato della Repubblica (Sala Caduti di Nassiriya, Roma), si terrà la conferenza stampa di presentazione del libro “Lo psicologo in tasca” di David Lazzari.
All’incontro parteciperà anche il prof. Tonino Cantelmi, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo scientifico, per riflettere sul valore della psicologia come strumento concreto di benessere nella vita quotidiana.

Dolore invisibile: “Serve un cambio di passo” – Rassegna stampa la famiglia nel bosco

Rassegna Stampa e Video – La vicenda della “famiglia nel bosco” entra in una fase decisiva: mentre proseguono perizie e relazioni, cresce l’allarme sullo stato emotivo dei tre bambini, descritti da più articoli come in sofferenza e segnati dalla separazione. In diversi passaggi vengono richiamati pareri e documenti che sottolineano l’importanza della continuità affettiva e la centralità del benessere dei minori, con l’invito a ridurre l’impatto traumatico dell’allontanamento. Sullo sfondo, anche l’attenzione istituzionale (Garante e dibattito pubblico) e il cambio al vertice del Tribunale dei minori dell’Aquila. La posizione finale che emerge con più forza è quella di Tonino Cantelmi: il punto non è alimentare contrapposizioni, ma avviare “una fase nuova” in cui tutti – servizi sociali compresi – lavorino per un’unica meta: accompagnare la famiglia verso una riunificazione virtuosa, perché la distanza prolungata dai genitori rischia di aggravare il disagio dei bambini.

La rivoluzione digitale e il mondo che verrà – Saggio

Pubblicato nel volume “L’antropologia dell’artificiale. Prospettive di ricerca per una ricomprensione della tecno-umanità” (Morcelliana), l’intervento di Tonino Cantelmi offre una riflessione profonda sulle trasformazioni prodotte dalla rivoluzione digitale.
Non è solo la tecnologia a cambiare: è l’uomo. Cambiano le relazioni, l’identità, il modo di vivere il corpo, l’affettività e la sessualità. Nell’era dei social network e della connessione permanente emerge una nuova condizione esistenziale che Cantelmi definisce “tecno-liquida”: fragile, esposta, spesso disorientata. L’analisi attraversa temi cruciali come la dipendenza digitale, la frammentazione dell’io, la crisi dei legami e il narcisismo online, ma indica anche una direzione possibile: recuperare il senso della bellezza, della responsabilità e della profondità delle relazioni umane. Una riflessione attuale e necessaria per comprendere il mondo che stiamo costruendo – e l’uomo che stiamo diventando.

Pil e felicità – Articolo

In questo articolo, Tonino Cantelmi analizza in modo critico il rapporto tra PIL, felicità e salute mentale, mettendo in luce le contraddizioni delle società contemporanee: all’aumento della ricchezza e del progresso tecnologico non corrisponde un reale incremento del benessere psicologico. Il testo, tratto dal volume Tutela del creato, transizione ecologica e nuovo modello di sviluppo, invita a ripensare i criteri con cui misuriamo il progresso, spostando l’attenzione dalla sola economia alla qualità delle relazioni, al senso della vita e alla cura della persona. Un contributo lucido e attuale per comprendere perché senza salute mentale non può esserci vera felicità né sviluppo autentico.