Fonte: Virgilio notizie del 11/02/2026
Di Giulia Bassi

Famiglia nel bosco, il consulente attacca i servizi sociali: “Scambia la sofferenza della madre per ostilità”

Il consulente della famiglia nel bosco sull’atteggiamento dei servizi sociali nei confronti della madre: “Serve cambio di passo per il bene di tutti”

“A me colpisce e stupisce che questo dolore dei bambini sia invisibile al servizio sociale che continua a depositare relazioni nelle quali scambia la sofferenza della madre per ostilità”. Sono parole di Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente della difesa della famiglia nel bosco. Lo specialista ha anche invocato un “cambio di passo” per il bene di tutti e per una soluzione definitiva della vicenda.
Il consulente attacca i servizi sociali
Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente della difesa, è intervenuto nel corso della trasmissione Mattino Cinque.
“Io rimango veramente stupito da questo sorta di ostinazione su qualcosa che è drammatico”, ha detto, ribadendo la sofferenza dei bambini, come già affermato da nonna Pauline recentemente (“Da tutto quello che vediamo stanno male, non c’è dubbio”, ha sottolineato riferendosi a loro il consulente).
Poi, nello specifico, ha parlato dei servizi sociali: “A me colpisce e stupisce che questo dolore dei bambini sia invisibile al servizio sociale che continua a depositare relazioni nelle quali scambia la sofferenza della madre per ostilità.
Il “fallimento” dei servizi sociali
E in questo, ha aggiunto, ci sarebbe da parte dei servizi sociali la certificazione del “proprio fallimento perché non c’è un minimo di autocritica sull’incapacità di gestire e accompagnare una famiglia.
Tonino Cantelmi, nella sua analisi a Mattino Cinque, si è poi soffermato “sull’incapacità dei servizi sociali di fare una mediazione ed entrare in relazione empatia con questa famiglia”.
I servizi sociali, secondo il consulente, “non hanno fatto tesoro del fallimento relazionale che è avvenuto prima del prelievo, dove in pochi incontri non sono riusciti a capire la ricchezza e la complessità di questa famiglia, l’affetto e l’amore per questi bambini”.
Il consulente chiede un cambio di passo
Tonino Cantelmi ha poi spiegato che “è accaduto qualcosa di doloroso ma poi di fronte al dolore continua a rimanere inerme il servizio sociale”.
Non solo: i servizi sociali secondo lui continuano a “non cogliere la necessità di un cambio di passo, cioè fare in modo di accompagnare questa famiglia verso una riunificazione virtuosa”.Di fronte alla alla domanda se possa servire un atteggiamento più collaborativo da parte della madre, il consulente ha risposto: “Io credo che la collaborazione da parte della madre ci sia stata, tutte le osservazioni fatte sono state discusse e c’è la disponibilità a superarle, insisto perché si cambi passo e ci si allei per l’interesse dei bambini”.
Nel frattempo non hanno voluto rilasciare commenti ai giornalisti i parenti arrivati dall’Australia per far visita ai bambini nel cortile della struttura protetta.


Fonte: La verità del 10/02/2026

Bimbi con crisi di panico notturne, mamma Trevallion non può consolarli

Gli avvocati della famiglia nel bosco denunciano: ormai le assistenti sociali si sono irrigidite e violano i loro stessi codici deontologici. Ignorate le perizie dei neuropsichiatri che chiedono di restituire i piccoli.

Alla fine di gen­naio, i neu­ro­psi­chia­tri della Asl di Vasto hanno cer­ti­fi­cato che per i tre bam­bini della fami­glia del bosco sarebbe «indi­spen­sa­bile favo­rire e ripri­sti­nare una con­sue­tu­dine nella situa­zione affet­tiva, attra­verso la garan­zia di con­ti­nuità dei legami fami­liari, al fine di estin­guere i com­por­ta­menti di disa­gio evi­den­ziati dai bam­bini, nell’ottica di una neces­sa­ria con­di­vi­sione con la fami­glia degli obiet­tivi didat­tici, di adat­ta­mento alla col­let­ti­vità tra pari e di scelte per il benes­sere dei minori». Sem­pli­fi­cando, signi­fica che i pic­coli dovreb­bero essere ricon­giunti alla fami­glia onde poter ritro­vare sere­nità. Eppure sono ancora sepa­rati dal padre e di fatto anche dalla madre. Con­ti­nuano a rima­nere nella casa pro­tetta di Vasto, dove vivono – così dicono la zia e la nonna che sono riu­scite ad andare a tro­varli una situa­zione di ten­sione e ango­scia.

E per quale ragione con­ti­nuano a stare lì? Sem­plice: per­ché l’assi­stente sociale che li segue e i respon­sa­bili della strut­tura con­ti­nuano a dimo­strare una incre­di­bile rigi­dità, insi­stono a pun­tare il dito con­tro la madre Cathe­rine, soste­nendo che sia poco col­la­bo­ra­tiva, anzi ostile. Nella rela­zione depo­si­tata dall’assi­stente sociale Veru­ska D’Angelo si legge che la madre manda mes­saggi «ambi­va­lenti», insomma per l’enne­sima volta si riba­di­sce che il ruolo della donna sarebbe in qual­che modo osta­tivo al cor­retto svi­luppo dei bam­bini.

«La rela­zione che i ser­vizi hanno con­se­gnato in realtà cer­ti­fica il loro fal­li­mento», dice alla Verità Tonino Can­telmi, il super esperto con­tat­tato dalla fami­glia. «Di chi è la respon­sa­bi­lità di un fal­li­mento rela­zio­nale, di una inca­pa­cità empa­tica di costruire una rela­zione con l’intera fami­glia, se non dei pro­fes­sio­ni­sti che dovreb­bero fare que­sto? È incre­di­bile come in que­sta rela­zione venga sot­to­va­lu­tato il dolore di una madre che è stata pri­vata di figli di 6 e 8 anni, il dolore dei figli stessi, evi­dente a tutti, ma invi­si­bile per gli ope­ra­tori e per il ser­vi­zio sociale. Viene usato un linguag­gio pro­fes­sio­nale pieno di giu­dizi e di pre­giu­dizi, giu­di­cante, privo di ogni rifles­sione autocri­tica sui pro­pri fal­li­menti. Inol­tre», con­ti­nua Can­telmi, «per­si­ste una sorta di osti­na­zione, non si è fatto tesoro del fal­li­mento rela­zio­nale che ha pre­ce­duto il prelievo. Su que­sta fase sarà neces­sa­rio aprire un vero dibat­tito e una rifles­sione pro­fonda: sono stati com­messi errori gra­vis­simi, soprat­tutto una sostan­ziale inca­pa­cità di media­zione e di presa in carico dell’intera fami­glia. Nell’ultima rela­zione non si è fatto tesoro degli errori com­messi e sem­bra per­si­stere una sorta di osti­na­zione in un per­corso inu­til­mente dolo­roso. Ciò che dovrebbe fare oggi il ser­vi­zio sociale e ogni per­sona che si occupa di que­sto caso, sarebbe prendere in carico l’intera fami­glia e lavo­rare per la riu­ni­fi­ca­zione della stessa. Non pren­dere coscienza di que­sto e non farlo ora con­fi­gura pro­fili di respon­sa­bi­lità impor­tan­tis­simi, di cui in futuro biso­gneràtener conto».

A quanto pare, però, i ser­vizi sociali e il per­so­nale della strut­tura pro­tetta in cui si tro­vano i bam­bini e la madre non hanno inten­zione di cam­biare atteg­gia­mento. Così almeno scri­vono nelle rela­zioni depo­si­tate negli ultimi giorni. «Le rela­zioni sono due, ma sono pres­so­ché sovrap­po­ni­bili nel con­te­nuto», dice Danila Soli­nas, avvo­cato della fami­glia. «Una è appunto quella dell’assi­stente sociale. L’altra è quella che viene dalla dire­zione della strut­tura, nella per­sona della diret­trice. Per quanto riguarda l’assi­stente sociale D’Angelo, la nostra posi­zione è asso­lu­ta­mente ferma, tant’è che abbiamo fatto per conto dei geni­tori un espo­sto in cui se ne chie­deva la revoca, pro­prio per­ché dedu­ciamo una serie di vio­la­zioni di prin­cipi e del codice deon­to­lo­gico di rife­ri­mento».

Secondo l’avvo­cato, per ciò che riguarda l’assi­stente sociale emerge una «esa­spe­ra­zione dei rap­porti, ed emerge come il ruolo di media­zione, di ponte fra le isti­tu­zioni e i geni­tori sia total­mente venuto a man­care. Non c’è alcun rap­porto di ter­zietà, non c’è alcuna impar­zia­lità: la rela­zione dell’assi­stente sociale risulta infar­cita e impre­gnata di valu­ta­zioni che con­tra­stano con i dati fat­tuali».

I dati di fatto sono esat­ta­mente quelli che sfug­gono nel rac­conto che da mesi pro­se­gue sui media, nutren­dosi delle nume­rose indi­scre­zioni che sono state fatte cir­co­lare anche sul ver­sante isti­tu­zio­nale. In tutta la nar­ra­zione fatta fin qui, ad esem­pio, manca un tas­sello fon­da­men­tale, ovvero: come stanno real­mente i bam­bini? Quali sareb­bero le riot­to­sità della madre? Secondo l’avvo­cato Soli­nas, i bam­bini non stanno per niente bene. Gran parte della ten­sione nasce­rebbe da quel che accade la sera, quando i bam­bini devono andare a letto.

«Il pro­blema è che i bam­bini vor­reb­bero dor­mire con la madre», dice l’avvo­cato. «In par­ti­co­lare uno dei bam­bini si sve­glia con crisi di panico, con pianti e urla. E si pre­tende che la madre assi­sta a tutto que­sto senza poter scen­dere al piano di sotto o senza poter far salire i figli al piano di sopra, per­ché que­sta è la regola. E allora io mi chiedo: ma dav­vero la regola può pre­va­lere sulla sof­fe­renza, pre­va­lere sul buon senso? Per altro – è ultile rimar­carlo – in una situa­zione in cui non ci sono epi­sodi di mal­trat­ta­menti, di abusi, di peri­colo, di pre­giu­di­zio per la vita dei minori. Qui abbiamo a solo due geni­tori a cui si con­te­sta una moda­lità di vita e non certo l’affi­da­bi­lità o l’ade­gua­tezza. E allora io mi chiedo», con­clude l’avvo­cato, «è lecito impu­tare alla madre un irri­gi­di­mento oppure que­sta rigi­dità va impu­tata a chi in que­sto momento dovrebbe fun­gere da ponte?».

La rispo­sta, alla luce dei fatti, è quasi scon­tata. La posi­zione degli assi­stenti sociali e di coloro che stanno seguendo i pic­coli Tre­val­lion rimane gra­ni­tica, nono­stante le opi­nioni dei neu­ro­psi­chia­tri, del garante dell’infan­zia e di nume­rosi esperti che hanno preso la parola sul caso. Il pro­blema, in fondo, è tutto lì: qual­cuno si è impun­tato, e con la scusa di fare il «migliore inte­resse» dei bam­bini con­ti­nua a dan­neg­giarli.


Fonte: lapresse del 10/02/2026 
di Margherita Lopes

Famiglia nel bosco, lo psichiatra: “I bambini stanno male”

Il dolore dei bambini della famiglia nel bosco. Ma per Cantelmi “restituire loro i genitori potrà curare questa ferita”.  Passano i giorni e non si è ancora sbloccata la situazione di quella che è stata ribattezzata la famiglia nel bosco. Questo mentre tre figli di Catherine e Nathan Trevallion Birmingham che, fino a ottobre, vivevano isolati in un bosco di Palmoli, restano nella casa famiglia di Vasto. Ma come stanno davvero i bimbi?

“La certificazione degli specialisti della Asl di Vasto segnala il disagio attuale, comprensibile all’interno di un processo traumatico da separazione da figure genitoriali valide ed affettuose, ma anche la capacità di questi bimbi di reagire. Stanno male, ma restituire loro i genitori potrà curare questa ferita”, dice a LaSalute di LaPresse Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta specializzato in neurosviluppo, professore dell’Università Gregoriana, nel team dei consulenti dei legali di Catherine e Nathan Trevallion Birmingham.
Un dolore invisibile
“Quello che stupisce – dice lo specialista – è che il dolore dei bimbi è invisibile per il servizio sociale e gli operatori e che il dolore della madre venga scambiato per ostilità. Ma stupisce ancor di più che gli unici a non cambiare passo e a non comprendere che è necessario avere l’obiettivo di accompagnare questa famiglia verso la riunificazione siano proprio gli operatori del servizio sociale”, aggiunge lo psichiatra.
Il tempo passa e la famiglia nel bosco resta divisa
A che punto è la situazione? “Da un lato i documenti e le dichiarazioni del Garante per l’Infanzia sottolineano l’eccessiva potenzialità traumatica di un provvedimento di sottrazione e di eradicazione dei bambini, dall’altro le evidenze cliniche di specialisti indipendenti della Asl di Vasto certificano che i genitori sono un valido riferimento emotivo per i bimbi, che questi ultimi presentano un disagio e che è necessario restituire loro i genitori. In mezzo – insiste lo psichiatra – un servizio sociale che rimane critico e non sembra disponibile a cambiare passo”.
“Occorre aprire una fase nuova”
Come leggere allora gli ultimi sviluppi? “Tutto indica che dovremmo abbandonare ogni contrapposizione: tutti, ma davvero tutti, dovremmo aprire una nuova fase in cui l’obiettivo è lavorare per accompagnare questa famiglia verso una riunificazione virtuosa”, conclude Cantelmi.


Fonte: adnkronos del 04/02/2026

Famiglia nel bosco, Garante minori: “Salute dei bambini sia messa al primo posto”

Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa: “Stare lontani dai genitori è un rischio per i bimbi”. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila cambia presidente: Nicoletta Orlando al posto di Cecilia Angrisano


Fonte Corriere della sera 02/04/2026
di Valentina Baldisseri e Ilaria Sacchettoni

Famiglia nel bosco, gli psichiatri: «I bambini tornino dai genitori, ma vanno monitorati».

La mamma: «Traumatizzati perché non dormono con noi»

Gli esperti della Asl, dopo aver incontrato i bambini, reputano «indispensabile ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva» e parlano di «continuità dei legami familiari» per risolvere «i comportamenti di disagio» dei piccoli. I servizi sociali: «La madre è riluttante alle regole»
Il parere destinato a pesare nella lunga querelle tra i Trevallion e le istituzioni è stato depositato tre giorni fa. Dopo un incontro approfondito con i bimbi, l’equipe di psichiatri della Asl Lanciano Vasto Chieti scrive parole inequivocabili in favore del ricongiungimento della famiglia nel bosco: «Indispensabile — si legge nella relazione — favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini, nell’ottica di una necessaria condivisione con la famiglia degli obiettivi didattici e di adattamento alla collettività tra pari e di scelte per il benessere dei minori».
Si monitori pure, sostiene il team, ma intanto si facciano tornare i bimbi in famiglia per attenuarne i problemi. Un documento che potrebbe neutralizzare la nuova relazione dei servizi sociali che, dopo attento monitoraggio della situazione, ha confermato le perplessità nei confronti dei metodi genitoriali.
È stata la mamma a spiegare agli esperti della Asl regole e aspirazioni della famiglia neorurale di Palmoli, sottolineandone (con sgomento) le attuali difficoltà: «I bambini sono traumatizzati dal fatto di non poter dormire assieme ai genitori, si svegliano la notte con incubi non potendo contare sulla presenza dei genitori, come avveniva in precedenza a casa per la paura del buio. Abbiamo sempre voluto garantire loro una realtà di vita lontana dai problemi del mondo».
Catherine è stata poi ascoltata dal team riguardo al capitolo-istruzione che, come si ricorderà, era un aspetto decisivo per i giudici, preoccupati dalle lacune nell’apprendimento dei bimbi e dalla mancanza di relazioni sociali scaturite, a loro dire, da una rigida educazione parentale. Ebbene Catherine spiega: «Ci sono molte migliaia di persone che la pensano come noi. La nostra intenzione non è negare le opportunità didattiche ma iniziare il lavoro di apprendimento dopo aver fatto esperienze dirette nella natura. Le persone sono maggiormente predisposte ad apprendere se prima si crea un background di interesse in tal senso, il cervello cresce più lentamente ma si sviluppa maggiormente nel tempo. I bambini acquisiscono anche più voglia di imparare perché le punizioni e l’essere ripresi abbassano l’autostima».
Catherine si dice d’accordo a introdurre la figura dell’insegnante ma senza forzature: «Favorendo l’apprendimento su spontaneità del bambino — dice — si sviluppa la creatività». È il motivo per il quale, spiega, vengono usati puzzle con le lettere che veicolano i contenuti dell’alfabeto. Un metodo che incontra l’approvazione del team in definitiva. «I bambini — spiega l’equipe di esperti — presentano una sostanziale adeguatezza delle aree emotivo relazionali. L’interazione con i genitori (oggetto di approfondimenti disposti dai giudici, ndr) risulta valida e questi rappresentano per loro un valido riferimento emotivo. Nel complesso i bambini sono risultati sereni pur con episodi di aggressività, provocatorietà e diffidenza inevitabilmente legati alle vicissitudini occorse e alla circostanza valutativa».
Toccherà ora agli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas valorizzare il parere del team in sede giudiziaria smontando le conclusioni degli assistenti sociali. Nel loro documento si lamenterebbe l’«intransigenza» di Catherine Trevallion che viene descritta come «riluttante» a condividere regole differenti dalle proprie. E se il team di psichiatri della Asl si dice favorevole al ricongiungimento affettivo osserva anche, per fare un esempio, che lo sviluppo didattico si mostra «disomogeneo» con alcune «abilità» al di sotto della fascia a causa della «mancata scolarizzazione». La crescita dei piccoli Trevallion va ancora monitorata insomma.
Su tutta la questione interviene lo psichiatra e consulente di parte Tonino Cantelmi: «Per superare il disagio che questi bambini manifestano, è necessario ricostruire al più presto l’unità familiare. Tutti dovrebbero lavorare con il medesimo obiettivo».


Fonte: Rainews del 04/02/2026

Famiglia nel bosco, periti e Garante: “Ricongiungimento urgente dei minori”

Gli esperti chiedono il ritorno dei tre bambini nel nucleo familiare: genitori valido riferimento emotivo.
Cambio alla guida del Tribunale dei Minori dell’Aquila. Nicoletta Orlando prende il posto di Cecilia Angrisano, a fine mandato.

Catherine Louise Birmingham è “una mamma esasperata e preoccupata”, ma pienamente capace dal punto di vista genitoriale. A dirlo è lo psicologo e neuropsichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della coppia anglo-australiana al centro del caso dei tre minori allontanati il 20 novembre 2025 dalla loro abitazione isolata nel bosco di Palmoli, nell’entroterra chietino.
Secondo Cantelmi, il ricongiungimento dei tre bambini – due gemelli di 6 anni e una bambina di 8 – con i genitori rappresenta un passaggio necessario e non più rinviabile. “Per superare il disagio che questi bambini manifestano è indispensabile ricostruire al più presto l’unità familiare”, sottolinea il professionista, invitando tutti i soggetti coinvolti, compresi i servizi sociali, a lavorare con un unico obiettivo: accompagnare la famiglia verso “un’evoluzione virtuosa”.

Sulla stessa linea la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha espresso “forte preoccupazione” sia per l’esposizione mediatica del caso sia per la possibile diffusione di informazioni riservate riguardanti i minori. “La tutela della privacy dei bambini è un diritto inviolabile – afferma – e la diffusione di atti contenenti dati sensibili rischia di aggravare una situazione già complessa”.
Dalla documentazione sociosanitaria redatta dall’equipe medica della Asl Lanciano-Vasto-Chieti emerge che l’interazione tra genitori e figli è “valida” e che i genitori rappresentano per i bambini “un solido riferimento emotivo”. Un elemento che rafforza l’auspicio, espresso dalla Garante, di una conclusione rapida delle operazioni peritali e di un ricongiungimento familiare in tempi brevi.
De Febis ribadisce inoltre la necessità di ripristinare una consuetudine affettiva stabile, garantendo la continuità dei legami familiari come presupposto fondamentale per il superamento delle manifestazioni di disagio riscontrate nei minori. Centrale, in questa prospettiva, anche la condivisione con la famiglia degli obiettivi didattici, dei percorsi di adattamento alla collettività dei pari e delle scelte orientate al benessere psicofisico dei bambini.
Particolare attenzione viene posta anche al diritto all’istruzione: pur nel rispetto dell’obbligo scolastico, la Garante invita a valutare modalità di reinserimento graduale e tutelato nel contesto educativo, per prevenire fenomeni di stigmatizzazione o bullismo legati all’elevata esposizione mediatica e al vissuto personale dei minori.
“In vicende come questa – conclude De Febis – deve prevalere esclusivamente il superiore interesse dei minori: protezione, stabilità affettiva, rispetto della loro dignità e prospettive di crescita equilibrata. I bambini non possono diventare oggetto di scontro mediatico o pubblico”.
Sul fronte istituzionale, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, finito sotto i riflettori proprio per la decisione di sospendere la responsabilità genitoriale alla coppia, vedrà un avvicendamento al vertice. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha nominato come nuova presidente Nicoletta Orlando, ex deputata Pci-Pds, che subentrerà a Cecilia Angrisano, giunta al termine del mandato. La nomina dovrà ora essere ratificata dal ministro competente.
Intanto, il caso ha riacceso il dibattito sul ruolo dei servizi sociali. Il Comitato #difesaminori ha chiesto una revisione dell’istituto dell’affidamento ai servizi sociali, richiamando i precedenti di Bibbiano e del Forteto. “Lo Stato deve essere al servizio dei cittadini e sostenere la famiglia, non sostituirsi ad essa”, ha dichiarato il portavoce Nico Liberati, invocando un ruolo dei servizi limitato ai casi di massima gravità e improntato alla vigilanza e al supporto.


Fonte: ANSA. It del 03 Feb 2026

Famiglia nel bosco: perito di parte, i bimbi tornino a casa al più presto

Lo psicologo Cantelmi, Cahterine è una mamma esasperata e preoccupata

Catherine è una mamma esasperata e preoccupata”.
Così, oggi, all’ANSA, lo psicologo e neuropsichiatra Tonino Cantelmi, perito della famiglia nel bosco che, con chiarezza, invita tutti gli operatori coinvolti nel caso a impegnarsi per accompagnare il nucleo familiare verso il ricongiungimento e un’evoluzione virtuosa.
Il professionista, intervenendo sulle dichiarazioni della Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, sottolinea come “i genitori siano un valido sostegno emotivo per questi bambini, a dimostrazione che la capacità genitoriale c’è tutta”.
Sull’importanza del ritorno ad una vita sotto lo ‘stesso tetto’ in tempi brevi dei tre figli allontanati dal Tribunale dei minori di L’Aquila in una casa-famiglia, Cantelmi aggiunge che “per superare il disagio che questi bambini manifestano, è necessario ricostruire al più presto l’unità familiare”.
“Professionisti attenti, hanno semplicemente certificato ciò che è da tempo sotto gli occhi di tutti – conclude -. Questo reclama il fatto che tutti, ma proprio tutti, compreso il servizio sociale, dovrebbero lavorare con un solo obiettivo: quello di ricostruire l’unità familiare e accompagnare questa famiglia verso una evoluzione virtuosa”.


Fonte: tgcom24 03 Feb 2026

Famiglia nel bosco, il neuropsichiatra dei genitori: “Catherine è solo esasperata”

Per Tonino Cantelmi è necessario restituire alla coppia i tre piccoli, da mesi in casa-famiglia. A L’Aquila cambio al vertice del tribunale dei minori

Catherine Birmingham è “esasperata e preoccupata”. Sono questi gli aggettivi scelti dal neuropsichiatra Tonino Cantelmi per descrivere la mamma dei tre bimbi che con lei e con il marito Nathan Trevallion vivevano nei boschi di Palmoli e che lo scorso novembre sono stati affidati a una casa-famiglia.
La posizione di Cantelmi: “Riunire la famiglia è necessario”
Cantelmi, dirigente psichiatra degli Istituti fisioterapici ospitalieri di Roma, è stato nominato proprio dalla coppia anglo-australiana come perito di parte in vista delle perizie psicologiche a cui devono sottoporsi su ordine del tribunale per i minorenni dell’Aquila per verificare se possano riacquistare la potestà genitoriale. Per lo psicoterapeuta il ricongiungimento tra i bimbi di 8 e 6 anni e i genitori è “necessario”. E sarebbe importante ricostruire al più presto l’unità familiare.
Il Comitato difesa minori: “Lo Stato non si sostituisca alla famiglia”
In linea con le posizioni del neuropsichiatra anche il Comitato #difesaminori, che oggi da Palmoli ha sollecitato nuovamente una revisione dell’istituto dell’affidamento dei minori ai servizi sociali. “Il principio fondamentale deve essere quello dello Stato al servizio dei cittadini e di sostegno alla famiglia”, ha dichiarato a LaPresse il portavoce Nico Liberati. “Lo Stato non deve sostituirsi alla famiglia naturale, bensì aiutarla, limitando in modo esplicito la facoltà dei servizi sociali di assumere funzioni sostitutive della genitorialità ai soli casi di massima gravità”.
Cambia la presidente del tribunale dei minori
Intanto c’è stato un cambio al vertice del tribunale per i minorenni dell’Aquila. Il Consiglio superiore della magistratura ha nominato come nuova presidente Nicoletta Orlandi, già giudice della sezione minorile presso la Corte d’appello della stessa città. Una scelta dovuta dalla scadenza del mandato di otto anni di Cecilia Angrisano, che ha occupato quel ruolo dal 2017 e che dallo scorso novembre si è occupata attivamente proprio del caso della famiglia nel bosco. Un coinvolgimento che le è costato insulti e minacce di morte via web.


Fonte: il centro del 31 Gennaio 2026

Famiglia del bosco, la perizia sui genitori: «Vogliamo tornare con i bimbi»

Catherine e Nathan Trevallion parlano per due ore e mezza con la psichiatra nominata dal tribunale: «Il nostro stile di vita naturale pone la famiglia al centro di tutto». Legali e consulenti: «Clima positivo»
L’AQUILA. Il loro stile di vita naturale che pone la famiglia al centro di tutto. È su questo tema che si è concentrata la prima audizione della perizia psico-diagnostica disposta dal tribunale per i minorenni dell’Aquila sulla famiglia del bosco. Una seduta lunga, densa, che segna un passaggio decisivo nella vicenda di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion che, dal 20 novembre scorso vivono separati dai loro tre figli, collocati dai giudici in una casa famiglia di Vasto, lontano da quel casolare che per anni è stato il loro mondo.
Sono arrivati insieme e se ne sono andati nello stesso modo, tenendosi per mano. Un gesto semplice che in quel contesto assumeva il valore di una dichiarazione silenziosa di resistenza. Gli occhi erano lucidi, segnati da un velo di umidità che non sono riusciti a nascondere. Sul volto portavano i segni visibili della stanchezza accumulata in giorni difficili, scanditi da una quotidianità stravolta, lontana dai ritmi lenti e naturali del bosco a cui erano abituati, lontana dalla presenza familiare del cavallo Lee e dell’asino Gallipoli, compagni di una vita che ora sembra appartenere a un’altra epoca. È lo sguardo di chi sta vivendo una frattura profonda. Catherine, che risiede nella struttura di accoglienza, può vedere i bambini solo in corrispondenza dei pasti; Nathan ha a disposizione ancora meno tempo, poche ore a settimana.
In questi frammenti di tempo condiviso, entrambi hanno percepito un mutamento. Secondo il loro racconto, l’atteggiamento dei figli è cambiato: i minori manifesterebbero una sofferenza tangibile per un contesto, quello della casa famiglia, che percepiscono come alieno, distante anni luce dalla quotidianità vissuta fino a pochi mesi fa tra la natura.
Il confronto, avvenuto alla presenza di due interpreti necessari per superare le barriere linguistiche, è durato due ore e mezza. Di fronte a loro c’era la psichiatra Simona Ceccoli, la professionista incaricata dai giudici presieduti da Cecilia Angrisano. Il compito affidatole dal tribunale è complesso e delicatissimo: non si tratta solo di valutare le condizioni psicofisiche, ma di tracciare un vero e proprio «profilo di personalità» di Nathan e Catherine. L’indagine dovrà analizzare i loro «stili relazionali» e determinare, con rigore scientifico, se i due siano capaci di riconoscere e soddisfare i bisogni psicologici, affettivi ed educativi dei figli. La relazione finale della dottoressa Ceccoli sarà l’ago della bilancia: dovrà dire al tribunale se questi genitori sono idonei a riavere con sé i bambini e, in caso di esito negativo, se le loro capacità genitoriali siano «recuperabili in tempi congrui». È una formula giuridica che racchiude il destino di una famiglia.
All’incontro hanno partecipato anche le difese, rappresentate dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, affiancati dai propri consulenti tecnici: lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello. L’atmosfera, a quanto riferito dai presenti, è stata costruttiva. Nathan e Catherine, che hanno dato la disponibilità sia a far seguire i bambini da una maestra che a sottoporli a tutti i vaccini, sperano di riabbracciare i figli il prima possibile. Ed è un concetto che hanno ribadito anche durante il confronto. Uscendo dallo studio, è stato Cantelmi a restituire il senso di quanto accaduto nelle due ore e mezza di colloquio: «Catherine e Nathan hanno avuto la possibilità di esprimersi, di essere ascoltati ed è emersa tutta l’impressionante ricchezza umana di questa coppia e di questa famiglia». Le parole del consulente, tuttavia, non nascondono una preoccupazione di fondo. «Sono molto soddisfatto», ha spiegato Cantelmi, «ma preoccupato per i tempi, perché i tempi di una perizia sono lunghi e non si accordano con il dolore che è emerso anche oggi. Catherine e Nathan sono una coppia unita, non conflittuale e, soprattutto, cementata da ideali comuni pregnanti e intensi». Anche sul fronte legale si respira un cauto ottimismo. L’avvocato Femminella ha aggiunto: «È stato un incontro positivo. Abbiamo trovato una professionista pronta al dialogo».
La strategia difensiva non si ferma all’attesa degli esiti peritali. Un particolare cruciale viene sottolineato ancora da Cantelmi, che sposta l’attenzione sul quadro normativo più ampio e sulle recenti indicazioni istituzionali: «Alla luce delle nuove linee guida diffuse dalla garante dei minori Marina Terragni non solo non si comprende perché i bambini siano stati separati dai genitori, ma credo che sia possibile fare un passo avanti sul loro ricongiungimento». È un passaggio chiave. Proprio facendo leva su queste nuove linee guida, non è da escludere che la difesa decida di reiterare una richiesta di revoca del provvedimento di allontanamento dalla casa del bosco.
La prossima settimana è già in calendario un nuovo appuntamento: i genitori saranno riascoltati, e la macchina della giustizia minorile proverà a capire se quel «nucleo» familiare, così diverso e così discusso, possa tornare a riunirsi.


Fonte: Corriere.it 31/01/2026
di Valentina Baldisserri e Ilaria Sacchettoni 

Famiglia nel bosco, i coniugi Trevallion: «Sì a maestra e vaccini, ma ridateci presto i bimbi». I tre figli, la rabbia e il disagio verso i genitori

Via al confronto tra i Trevallion e la consulente nominata dal Tribunale: il primo incontro con la psichiatra che apre su tempi più brevi Noi, il bosco, la famiglia: i coniugi Trevallion parlano, finalmente, senza filtro né timori. Assistiti da due traduttori a garanzia di una corretta interpretazione delle loro parole, i neorurali di Palmoli hanno incontrato la psichiatra nominata dai giudici, Simona Ceccoli, che avrà il compito di guidarli attraverso le loro competenze «genitoriali».
La perizia predisposta dal Tribunale dei Minori parte così, da una conversazione a tema di circa due ore e mezza. Nathan e Catherine Trevallion, entrati mano nella mano nello studio di Ceccoli, e messi a loro agio dalle capacità di ascolto dell’esperta, hanno potuto intraprendere un discorso compiuto circa i propri obiettivi e ideali di vita. Con loro c’erano gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, più il consulente e psichiatra Tonino Cantelmi. Il cuore dell’incontro pomeridiano ha riguardato una lenta e dettagliata esposizione del loro credo naturale e dei loro imperativi affettivi.
«Amiamo vivere nel rispetto della natura perché ci sentiamo a contatto con essa ma prima ancora e sopra ogni altra cosa siamo parte di una famiglia. I nostri figli, il modo di crescerli, le loro esigenze quotidiane sono parte delle nostre scelte. Li amiamo più del resto», avrebbero ripetuto in sintesi estrema. Parole comprese e può darsi apprezzate dalla perita che avrebbe il compito di pesare le loro attitudini genitoriali. Per questa strada i Trevallion potrebbero, forse, raggiungere l’intesa auspicata con i magistrati. Che finora non hanno fatto altro che applicare le norme riguardo ai diritti dei minori. Ponendo al centro delle decisioni questioni essenziali come la salute, l’istruzione, la vita relazionale dei bambini.
Ebbene, la coppia anglo-australiana, che si è trasferita a Palmoli dopo il Covid, ha ribadito di voler ascoltare le esigenze dei figli e di non rifiutare aprioristicamente le indicazioni dei giudici. Passi avanti sono stati fatti, accogliendo ad esempio la maestra (Lidia Camilla Vallarolo) per ovviare alle lacune formative dei bimbi, laddove finora si era provveduto con un’educazione parentale orientata a una certa rigidità. Altra nota positiva, sopraggiunta dopo la separazione dai figli, ha riguardato la salute. Catherine e Nathan hanno manifestato l’intenzione di completare il ciclo vaccinale sui figli.
Ceccoli ha ascoltato la loro preghiera sui tempi. Occorre far presto, secondo i Trevallion, per invertire la rotta. I bimbi, in questi mesi, hanno maturato rabbia e mostrato rivendicazioni, irritandosi per piccole cose e manifestando disagio verso i genitori (soprattutto il padre). E qui avrebbero spuntato un impegno a far presto, prima ancora dei tre mesi previsti dal Tribunale.
Nulla poi vieterebbe agli avvocati di riproporre istanza di ricongiungimento al Tribunale. Alla luce, anzi, delle nuove linee guida diffuse dalla garante dell’Infanzia, Marina Terragni, che prescrive l’allontanamento per ragioni «di grave pericolo dei bambini», è possibile che ciò avvenga nei prossimi giorni.

«In effetti Terragni è stata molto chiara ed equilibrata a questo riguardo, dunque appare inspiegabile prolungare la separazione dei Trevallion dai propri figli», spiega Cantelmi definendosi «soddisfatto»: «Catherine e Nathan si dimostrano persone straordinarie con esperienze di grande valore e Ceccoli è molto esperta e capace di ascolto».
La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro. Il test appare impegnativo ma dopo l’incontro di oggi potrebbe non rivelarsi completamente in salita.


Fonte ANSA.IT

Famiglia nel bosco, psichiatra ‘emersa la ricchezza umana dei genitori’

Cantelmi: ‘la sottrazione di questi bimbi ormai incomprensibile’

Catherine e Nathan hanno avuto la possibilità di esprimersi, di essere ascoltati ed è emersa tutta l’impressionante ricchezza umana di questa coppia e di questa famiglia”.
Lo ha detto, all’ANSA, lo psicologo e neuropsichiatra Tonino Cantelmi, perito nominato dai legali della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’, oggi a conclusione della giornata caratterizzata dalla perizia psico-diagnostica disposta dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila sui due coniugi ai quali è stata sospesa, a novembre scorso, la potestà genitoriale sui tre figli.
Durante l’intervento erano presenti due interpreti. La consulente tecnica d’ufficio nominata dal Tribunale è Simona Ceccoli.
“Sono molto soddisfatto – prosegue Cantelmi -, ma preoccupato per i tempi, perché i tempi di una perizia sono lunghi e non si accordano con il dolore che è emerso anche oggi. Catherine e Nathan sono una coppia unita, non conflittuale e, soprattutto, cementata da ideali comuni pregnanti e intensi”.
Cantelmi ha poi fatto riferimento al documento della Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, dal titolo “Il prelievo dei minori – facciamo il punto”. “Da questo documento si evince quanto i servizi sociali abbiano fallito il processo di mediazione – conclude Cantelmi – e quanto la sottrazione di questi bimbi sia ormai incomprensibile”.


Fonte: Il Gazzettino del 30 gennaio 2026

Famiglia nel bosco, Nathan e Catherine alla prima seduta per le perizie psicologiche. «Molto provati, il tempo del dolore si allunga» VIDEO

Nathan Trevallion e la moglie Catherine sono arrivati a L’Aquila da Palmoli, in provincia di Chieti, per sottoporsi alla prima seduta con la psichiatra Simona Ceccoli nominata dal Tribunale dei Minorenni per redigere la perizia psicologica. Il caso della famiglia nel bosco ha diviso l’opinione pubblica e anche diversi esperti.
I genitori sono molto prostrati, sempre più lacerati da una separazione che, anche alla luce del documento diffuso ieri dal Garante nazionale per l’infanzia, appare sempre più incomprensibile». Così, all’Ansa, lo psicologo e neuropsichiatra Tonino Cantelmi, perito nominato dagli avvocati della famiglia del bosco in vista della perizia sui genitori dei tre bambini allontanati a novembre scorso dal Tribunale dell’Aquila e trasferiti in una casa-famiglia.
«Purtroppo i tempi tecnici della perizia non si accordano né con i bisogni dei bambini – prosegue lo specialista – né con i bisogni dei genitori».


Fonte: La repubblica del 30/01/2026

Famiglia nel bosco, prima perizia psichiatrica sui genitori. I legali: “Ricongiungimento possibile”
iinviato Corrado Zunino

 

Lo psichiatra Cantelmi: “Oggi un ottimo colloquio, dopo tanti errori. La situazione è urgente, potrebbe provocare danni ai piccoli”


RASSEGNA VIDEO


Porta a Porta Puntata del 29/07/2026

L’intervista del Prof. Cantelmi è  circa al minuto – 17 


Rainews del 04/02/2026

“Si tenga conto della relazione della Asl”

Il caso della famiglia neorurale di Palmoli. L’appello della Garante per l’infanzia e l’adolescenza


 

Quarta repubblica del 26/01/2026

Rainews

Nathan e Catherine, perizia al via

A L’Aquila il primo incontro della coppia angloaustraliana con la psichiatra che dovrà valutare la loro capacità genitoriale