Articolo in: L’antropologia dell’artificiale. 
Prospettive di ricerca per una ricomprensione della tecno-umanità
Autore: Tonino Cantelmi 

Nel saggio La rivoluzione digitale e il mondo che verrà, Tonino Cantelmi analizza la trasformazione antropologica prodotta dalla rivoluzione tecnologica. Non si tratta solo di un cambiamento negli strumenti, ma di una mutazione profonda dell’identità, delle relazioni e del modo stesso di essere umani.

La tecnologia digitale ridefinisce il confine tra reale e virtuale, modifica la percezione del corpo, dell’intimità e della sessualità, genera nuove forme di relazione e, insieme, nuove fragilità. L’uomo “tecno-liquido” vive una tensione continua tra connessione e solitudine, tra esposizione narcisistica e bisogno autentico di legami significativi.

Cantelmi evidenzia rischi concreti: frammentazione dell’identità, impoverimento delle relazioni, dipendenza da social network, riduzione dell’esperienza affettiva a performance. Ma accanto ai rischi indica anche una via: recuperare il senso, la bellezza, la responsabilità e la profondità delle relazioni.

La sfida non è demonizzare la tecnologia, ma governarla. Solo un’antropologia capace di integrare innovazione e umanità potrà evitare che il progresso tecnico si trasformi in regressione esistenziale.

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