La rivoluzione digitale e il mondo che verrà – Saggio

Pubblicato nel volume “L’antropologia dell’artificiale. Prospettive di ricerca per una ricomprensione della tecno-umanità” (Morcelliana), l’intervento di Tonino Cantelmi offre una riflessione profonda sulle trasformazioni prodotte dalla rivoluzione digitale.
Non è solo la tecnologia a cambiare: è l’uomo. Cambiano le relazioni, l’identità, il modo di vivere il corpo, l’affettività e la sessualità. Nell’era dei social network e della connessione permanente emerge una nuova condizione esistenziale che Cantelmi definisce “tecno-liquida”: fragile, esposta, spesso disorientata. L’analisi attraversa temi cruciali come la dipendenza digitale, la frammentazione dell’io, la crisi dei legami e il narcisismo online, ma indica anche una direzione possibile: recuperare il senso della bellezza, della responsabilità e della profondità delle relazioni umane. Una riflessione attuale e necessaria per comprendere il mondo che stiamo costruendo – e l’uomo che stiamo diventando.

La sostenibilità nell’era digitale: custodire l’umano tra infosfera e incarnazione

Proponiamo la lettura di un articolo di approfondimento che affronta il tema della sostenibilità nell’era digitale, spostando lo sguardo dalla sola dimensione ambientale a quella antropologica e spirituale. Nel testo si riflette sugli effetti del paradigma tecnocratico sulla persona, sulla frammentazione dell’identità e sulla crisi delle relazioni, indicando nell’ecologia integrale e nell’Incarnazione una possibile via di ricomposizione dell’umano. L’articolo richiama anche il contributo dello psichiatra Tonino Cantelmi, citato per aver teorizzato la nascita dell’homo tecnodigitalicus, espressione della mutazione antropologica prodotta dall’iperconnessione, in cui l’esistenza è sempre più definita dalla presenza in rete piuttosto che dalla relazione incarnata.

Come orientare l’uso clinico dell’IA

L’intelligenza artificiale sta cambiando la medicina, ma chi si prenderà cura della relazione medico-paziente, soprattutto quando il malato è fragile? Nel suo articolo, Tonino Cantelmi mostra come gli algoritmi non siano solo strumenti tecnici, ma fattori che ridisegnano responsabilità, fiducia e consenso informato.
Dalla chirurgia robotica alla medicina predittiva, l’innovazione offre precisione e prevenzione personalizzata, ma porta con sé rischi di delega acritica, diseguaglianze e “soluzionismo tecnologico”. Per questo l’IA deve diventare una “seconda opinione controllata”: supporta, non sostituisce, e resta sempre dentro un circuito di decisione umana documentata e responsabile. Spiegazioni multilivello, log delle decisioni, audit indipendenti e clausole di responsabilità congiunta sono le nuove “protezioni etiche” che difendono pazienti e professionisti.
Decisiva è anche l’educazione digitale del paziente, per trasformare la paura della “scatola nera” in partecipazione consapevole alle scelte di cura. “Etica by design” ed “etica by default” diventano così il vero banco di prova di una sanità digitale giusta, trasparente e inclusiva. Solo allora l’algoritmo non erode il patto di fiducia, ma lo rafforza: la cura resta un incontro tra persone, potenziato dalla tecnologia, mai rimpiazzato da essa.

Il paziente digitalmente modificato – Intervento del Prof. Cantelmi

Nel suo intervento, il Prof. Tonino Cantelmi ha ripercorso la storia dei suoi studi a partire dalla fine degli anni ’90 – dagli esordi sulla psicopatologia delle condotte on-line e sulle prime descrizioni della dipendenza da Internet, fino alla formulazione della categoria di mente tecno-liquida e di società incessante. In questo quadro ha parlato di “insurrezione digitale” e “mutazione antropologica. Successivamente ha affrontato il tema della “recessione cognitiva” e del cosiddetto brain rot.

Prima Class Action in Italia contro TikTok e Meta: «Vietare i social agli under 14, provocano danni cerebrali e dipendenza»

Il Moige, insieme a un pool di esperti -tra cui il Prof. Tonino Cantelmi – e avvocati da Torino porta in tribunale Meta e TikTok chiedendo di tutelare i minori dagli effetti nocivi dei social: vietare l’accesso under 14, stop agli algoritmi che creano dipendenza. La class action nasce da due anni di attività di una squadra di avvocati e studiosi; la parte psicologica è stata curata da Tonino Cantelmi e Marta Caciotti.

Un Manifesto sulla “Singolarità Tecnologica verso Malattia Zero”

Sulle pagine digitali di Quotidiano Sanità è stato pubblicato un documento firmato da Angelo Barbato e Tonino Cantelmi, che rappresenta una proposta e un impegno nella trasformazione che sta ridisegnando il futuro della medicina. Il manifesto richiama tre forze tecnologiche decisive – la Legge di Moore, Internet e la rivoluzione genomica – che hanno preparato il terreno all’Intelligenza Artificiale, definita dagli autori un “moltiplicatore di velocità e forza per il pensiero umano”.È in questo contesto di crescita non più lineare, ma esponenziale, che gli autori hanno sentito l’urgenza di definire una visione strategica per la sanità.

Emozioni dal silicio

Era il 2000 quando Tonino Cantelmi e Massimo Talli pubblicavano su Psicologia Contemporanea un articolo dal titolo “Emozioni dal silicio”. Già allora, ben 25 anni fa, gli autori mettevano in luce il passaggio dall’intelligenza artificiale “razionale” a quella capace di simulare emozioni, anticipando temi oggi di assoluta attualità. Rileggendolo oggi, col senno di quanto l’AI sia entrata nelle nostre vite quotidiane e nei nostri processi cognitivi, questo contributo appare straordinariamente avanguardistico: aveva già colto i rischi e le potenzialità di un mondo in cui le macchine non solo pensano, ma provano – o simulano – emozioni e incidono profondamente sulla nostra mente e sulle nostre relazioni.

L’IA e la ricerca dell’umano

Rivista Insght. La cultura dell’altro 2024 – Per quanto riguarda la psicologia e la psicoterapia, il progresso dell’Intelligenza Artificiale ha comportato notevoli cambiamenti e innovazioni: pensiamo, ad esempio, all’uso delle chatbot, introdotte per la prima volta negli anni ’60 con ELIZA, uno psicoterapeuta artificiale ad approccio rogersiano; oppure agli interventi psicologici di ultima generazione con APP e psicoterapie online

Uso di Internet in adolescenza: dipendenza o svolgimento dei compiti di sviluppo?

Fonte: Modelli della Mente 1/2023 – Autori Tonino Cantelmi e Annunziata Rizzi La relazione tra uso di Internet e svolgimento dei compiti di sviluppo in adolescenza è un ambito centrale della ricerca attuale in psicologia. Nel dibattito scientifico si confrontano vari approcci teorico-esplicativi che suscitano interessanti questioni e prospettive. La presente ricerca ha inteso approfondire questa tematica attraverso l’utilizzo di due test che indagano il costrutto di dipendenza da Internet (UADI-2) e i compiti di sviluppo in adolescenza (TCS-A). I risultati appaiono rilevanti anche dal punto di vista clinico e applicativo e si inseriscono a pieno titolo nel filone della cyberpsicologia che riconosce Internet come terreno fertile per lo svolgimento dei compiti di sviluppo in adolescenza.