Social sotto processo: il parere scientifico sui rischi dei social per adolescenti e preadolescenti

Social media sotto processo: Il parere scientifico pro veritate firmato dal prof. Tonino Cantelmi e dalla prof.ssa Marta Cacciotti, presentato in occasione della causa Moige contro Meta e TikTok, porta al centro del dibattito il rapporto tra social media, adolescenza e salute mentale. Il documento analizza i meccanismi che rendono le piattaforme digitali particolarmente coinvolgenti per i più giovani: algoritmi di raccomandazione, notifiche, like, scroll infinito e rinforzi intermittenti che possono favorire comportamenti compulsivi. Una riflessione scientifica importante, che non si limita al tempo trascorso online, ma guarda al modo in cui i social influenzano attenzione, gratificazione, confronto sociale, immagine di sé e sviluppo emotivo. Il parere richiama l’urgenza di una maggiore tutela dei minori nell’ambiente digitale e invita famiglie, istituzioni ed educatori a interrogarsi sui rischi di un’esposizione sempre più precoce e intensa alle piattaforme social. LEGGI IL DOCUMENTO

IA e psicoterapia: impatto e sinergia

Roberto Milani intervista Tonino Cantelmi per Caput Mundi in un dialogo dedicato a una delle sfide più decisive del nostro tempo: il rapporto tra intelligenza artificiale, salute mentale e cura della persona. Cantelmi riflette sull’ingresso delle tecnologie intelligenti nella medicina e nella psicoterapia, sottolineando l’importanza di governare l’innovazione senza smarrire la centralità della relazione terapeutica. Dalla bioetica al consenso informato, dalla responsabilità clinica alla tutela dei dati, emerge una visione chiara: l’intelligenza artificiale può essere una risorsa preziosa solo se resta al servizio dell’uomo. Una riflessione intensa e attuale sulla necessità di costruire una medicina sempre più tecnologica, ma proprio per questo ancora più umana.

App ITCI Compassion

ITCI Compassion, un’App pensata per accompagnare i percorsi psicoeducativi e psicoterapeutici attraverso esercizi di autocompassione, ascolto di sé e regolazione emotiva. Ispirata al volume “Psicologia della compassione. Accogliere e affrontare le difficoltà della vita”, di Emiliano Lambiase e Tonino Cantelmi, l’App nasce da un’idea semplice ma decisiva: imparare a trattarsi con maggiore consapevolezza, responsabilità e cura può diventare una risorsa concreta nei momenti di difficoltà. ITCI Compassion offre esercizi mirati alla self-compassion e accompagna la persona in un percorso di maggiore ascolto interiore, regolazione emotiva e gentilezza verso se stessa. Non sostituisce la relazione terapeutica, ma può diventare un aiuto concreto e quotidiano nel lavoro personale. Gratuita, semplice da usare e disponibile su Apple Store e Google Play, ITCI Compassion è uno strumento pensato per portare nella vita quotidiana un allenamento interiore prezioso.

Manifesto sulla salute mentale e l’Intelligenza Artificiale

In occasione del convegno “Intelligenza Artificiale e Psicoterapia”, promosso dalla Consulta delle Scuole di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, è stato presentato il Manifesto sulla salute mentale e l’intelligenza artificiale, un documento che ribadisce un principio fondamentale: in psicoterapia l’IA può essere una risorsa, ma non può sostituire la relazione terapeutica. Il testo richiama la necessità di coniugare innovazione, responsabilità clinica, tutela dei dati, trasparenza e centralità della persona. Tra i promotori dell’iniziativa, il prof. Tonino Cantelmi, Consigliere Nazionale della Consulta Italiana delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Anche senza l’algoritmo. Dall’empatia all’ascolto: la cura umana

Nell’inserto MoltoFuturo del quotidiano Il Messaggero si discute di intelligenza artificiale applicata alla medicina, e in questo contesto emerge con forza il messaggio del prof. Tonino Cantelmi. Nel dibattito sull’intelligenza artificiale in medicina, il prof. Tonino Cantelmi lancia un messaggio chiaro: la tecnologia è utile, ma non può rimpiazzare ciò che rende autentica la cura. Nei momenti di fragilità, spiega, il paziente ha bisogno di ascolto, empatia e presenza umana. Ridurre la medicina a una procedura automatizzata rischia di generare solitudine e perdita di senso. La sfida, oggi, è una sola: integrare innovazione e umanità senza sacrificare la relazione terapeutica, cuore insostituibile di ogni percorso di cura.

La rivoluzione digitale e il mondo che verrà – Saggio

Pubblicato nel volume “L’antropologia dell’artificiale. Prospettive di ricerca per una ricomprensione della tecno-umanità” (Morcelliana), l’intervento di Tonino Cantelmi offre una riflessione profonda sulle trasformazioni prodotte dalla rivoluzione digitale.
Non è solo la tecnologia a cambiare: è l’uomo. Cambiano le relazioni, l’identità, il modo di vivere il corpo, l’affettività e la sessualità. Nell’era dei social network e della connessione permanente emerge una nuova condizione esistenziale che Cantelmi definisce “tecno-liquida”: fragile, esposta, spesso disorientata. L’analisi attraversa temi cruciali come la dipendenza digitale, la frammentazione dell’io, la crisi dei legami e il narcisismo online, ma indica anche una direzione possibile: recuperare il senso della bellezza, della responsabilità e della profondità delle relazioni umane. Una riflessione attuale e necessaria per comprendere il mondo che stiamo costruendo – e l’uomo che stiamo diventando.

La sostenibilità nell’era digitale: custodire l’umano tra infosfera e incarnazione

Proponiamo la lettura di un articolo di approfondimento che affronta il tema della sostenibilità nell’era digitale, spostando lo sguardo dalla sola dimensione ambientale a quella antropologica e spirituale. Nel testo si riflette sugli effetti del paradigma tecnocratico sulla persona, sulla frammentazione dell’identità e sulla crisi delle relazioni, indicando nell’ecologia integrale e nell’Incarnazione una possibile via di ricomposizione dell’umano. L’articolo richiama anche il contributo dello psichiatra Tonino Cantelmi, citato per aver teorizzato la nascita dell’homo tecnodigitalicus, espressione della mutazione antropologica prodotta dall’iperconnessione, in cui l’esistenza è sempre più definita dalla presenza in rete piuttosto che dalla relazione incarnata.

La relazione terapeutica nell’era della rivoluzione IA

Autore Tonino Cantelmi. Ed. Cisu 2025. L’IA in sanità non è solo innovazione tecnologica, ma un cambiamento culturale che ridefinisce cura, responsabilità e relazione medico-paziente. La sfida è governare l’IA con un’etica interdisciplinare per tutelare dignità, trasparenza e umanità della medicina. La vera sfida etica non è evitare la tecnologia, ma umanizzarla: l’IA deve rafforzare l’intelligenza relazionale, non rimpiazzarla; non deve oscurare il volto umano della medicina, ma illuminare le decisioni con evidenze migliori. In questa prospettiva, l’IA può – e deve – essere progettata per sostenere la relazione di cura, ampliare la capacità predittiva del clinico e aiutare a prendere decisioni più fondate e giuste. Perché questo accada, servono pilastri chiari: responsabilità condivisa, trasparenza e comprensibilità dei processi decisionali, tutela della dignità, della privacy e dell’autonomia della persona, formazione continua dei professionisti e un confronto pubblico informato. Se intesa e governata come intelligenza aumentata, l’IA può contribuire a una medicina più attenta, equa e vicina alla persona. Solo in questo modo sarà davvero al servizio della cura.

Come orientare l’uso clinico dell’IA

L’intelligenza artificiale sta cambiando la medicina, ma chi si prenderà cura della relazione medico-paziente, soprattutto quando il malato è fragile? Nel suo articolo, Tonino Cantelmi mostra come gli algoritmi non siano solo strumenti tecnici, ma fattori che ridisegnano responsabilità, fiducia e consenso informato.
Dalla chirurgia robotica alla medicina predittiva, l’innovazione offre precisione e prevenzione personalizzata, ma porta con sé rischi di delega acritica, diseguaglianze e “soluzionismo tecnologico”. Per questo l’IA deve diventare una “seconda opinione controllata”: supporta, non sostituisce, e resta sempre dentro un circuito di decisione umana documentata e responsabile. Spiegazioni multilivello, log delle decisioni, audit indipendenti e clausole di responsabilità congiunta sono le nuove “protezioni etiche” che difendono pazienti e professionisti.
Decisiva è anche l’educazione digitale del paziente, per trasformare la paura della “scatola nera” in partecipazione consapevole alle scelte di cura. “Etica by design” ed “etica by default” diventano così il vero banco di prova di una sanità digitale giusta, trasparente e inclusiva. Solo allora l’algoritmo non erode il patto di fiducia, ma lo rafforza: la cura resta un incontro tra persone, potenziato dalla tecnologia, mai rimpiazzato da essa.