Processo ai social, la sentenza USA che cambia le regole del gioco

Tonino Cantelmi evidenzia come le piattaforme digitali agiscano direttamente sui meccanismi cerebrali della ricompensa, stimolando il sistema limbico e il nucleo accumbens e favorendo dinamiche di piacere e dipendenza, soprattutto nei minori. Il cervello dei bambini, ancora in fase di sviluppo, risulta particolarmente vulnerabile a una stimolazione tecnologica precoce e intensiva, con il rischio di creare una predisposizione marcata alla dipendenza. Secondo Cantelmi, non è corretto attribuire la responsabilità esclusivamente ai genitori: è necessario introdurre regole chiare sull’accesso dei minori alle piattaforme e sui contenuti, affiancando le famiglie in questo compito. Sottolinea inoltre fenomeni preoccupanti come l’“erotizzazione precoce dell’infanzia”, legata all’accesso anticipato a contenuti inappropriati.
Il punto centrale del suo pensiero è che l’uso della tecnologia nei bambini non può essere lasciato al caso: serve una regolamentazione consapevole e sistemica, capace di tutelare lo sviluppo psicologico dei minori nell’ecosistema digitale.

Un messaggio forte di speranza: si può vincere la depressione!

Pierluigi Diaco, ospite a Domenica In, ha condiviso una testimonianza intensa e autentica sul suo percorso attraverso una depressione clinicamente significativa. Con parole sincere, ha raccontato il dolore vissuto e la strada che lo ha aiutato a uscire da un periodo molto buio. Abbiamo scelto di proporre questo video perché offre un messaggio importante: parlare apertamente di depressione aiuta a combattere lo stigma e a rompere il silenzio che spesso circonda il disagio psichico. Una testimonianza reale che può dare sostegno e ricordare che, anche nei momenti più difficili, è possibile ritrovare la speranza.

Minori, A.I., media digitali: quale bussola?

Giovedì 16 aprile 2026 alle ore 16.00, presso Europa Experience – David Sassoli in Piazza Venezia 6 a Roma, si terrà l’incontro “Minori, A.I., media digitali: quale bussola?”, dedicato al rapporto tra nuove generazioni, intelligenza artificiale ed educazione digitale. Tra i protagonisti dell’evento il professor Tonino Cantelmi, che interverrà con una riflessione su “Cervelli AI modificati”, offrendo uno sguardo attento agli effetti che le tecnologie possono avere sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei più giovani. Un appuntamento di grande attualità che riunisce esperti, istituzioni e mondo educativo per interrogarsi sulle responsabilità degli adulti nell’era digitale.

Famiglia nel bosco, i consulenti: “Rischi per la salute mentale dei bimbi”

Famiglia nel bosco, nuovo parere dei consulenti: a rischio la salute mentale dei bambini
Nel nuovo parere tecnico depositato al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, il professor Tonino Cantelmi, insieme alla psicologa-psicoterapeuta Martina Aiello, richiama l’attenzione sulle gravi conseguenze psicologiche che la separazione dalla madre starebbe producendo sui tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Dal documento emergono segnali clinici di forte sofferenza emotiva — volti spenti, sguardi fissi, ritiro relazionale, comportamenti compulsivi — letti come espressione di un trauma ancora in atto.
Secondo i consulenti, l’assenza di un adeguato accompagnamento psicologico e di una cornice protettiva negli incontri starebbe aggravando la condizione dei minori, esponendoli al rischio di danni ulteriori alla salute mentale. Per questo il parere sottolinea l’urgenza di un ripensamento serio delle modalità di intervento e del tempestivo ripristino del nucleo familiare, indicato come misura prioritaria per la tutela psicologica dei bambini.

Relazione di cura, consenso informato e responsabilità nell’era dell’Intelligenza Artificiale – Parere del CNB

È stato pubblicato il nuovo Parere del Comitato Nazionale per la Bioetica su “Relazione di cura, consenso informato e responsabilità nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, coordinato e redatto anche dal prof. Tonino Cantelmi. Il documento richiama con forza una questione decisiva per il presente e per il futuro della medicina: l’IA può offrire strumenti potenti, ma non può sostituire la responsabilità del medico né la dimensione umana della cura. Come sottolinea il Parere, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella sanità rappresenta una “netta discontinuità epistemica e organizzativa” e impone di custodire principi fondamentali come dignità, autodeterminazione, equità, trasparenza e controllo umano continuo sulla tecnologia. Un testo di grande rilievo bioetico e culturale, che pubblichiamo integralmente.

Il dolore di Catherine

Il dolore di Catherine emerge in queste ore con una forza difficile da ignorare: sapere che i suoi figli stanno male, senza poterli vedere, accudire o confortare, trasforma la distanza in una ferita ancora più profonda. Nelle parole riportate dalla stampa si avverte tutta l’impotenza di una madre che si domanda quale colpa possa giustificare una separazione tanto dura, mentre immagina i suoi bambini spaventati, fragili, lontani da tutto ciò che per loro ha rappresentato casa, affetto e continuità. In questo quadro si colloca con chiarezza la posizione del prof. Tonino Cantelmi, che invita a leggere questa vicenda partendo anzitutto dalla sofferenza umana. Cantelmi parla di un dolore autentico, non di ostilità, e chiede che a Catherine venga restituita dignità, ascolto e rispetto. Il suo richiamo è netto: una madre che soffre per i propri figli non può essere liquidata con superficialità. Al contrario, quella sofferenza chiede di essere accolta e accompagnata, soprattutto quando al centro ci sono il legame familiare, la fragilità dei bambini e le conseguenze emotive di una separazione tanto prolungata.

I bambini della casa nel bosco vanno riportati in famiglia

Nel servizio di Gente firmato da Barbara Nevosi, il professor Tonino Cantelmi replica alle dichiarazioni dell’avvocato Annamaria Bernardini de Pace sul caso dei bambini della casa nel bosco di Palombaro. Lo psichiatra contesta con fermezza i giudizi rivolti alla madre, definiti “parole gravi”, e chiarisce di non aver mai riscontrato in lei i tratti di instabilità descritti pubblicamente: “la madre non l’ho mai vista così. La mamma è molto collaborativa”. Cantelmi respinge anche la lettura di una presunta condizione di degrado, spiegando che si tratta piuttosto di “un diverso assetto valoriale”, non di una realtà da stigmatizzare. Centrale, nella sua analisi, è il trauma dell’allontanamento dei minori e la necessità di lavorare al ricongiungimento: “chiediamo il ricongiungimento e l’affiancamento al padre”, fino alla convinzione finale che “il bene dei bambini è che siano restituiti alla famiglia”.

InteIlligenza artificiale e psicoterapia: a Roma un convegno nazionale promosso dalla Consulta

Il professor Tonino Cantelmi parteciperà al convegno nazionale “Intelligenza Artificiale e Psicoterapia”, promosso dalla Consulta delle Scuole di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale in collaborazione con l’Università Pontificia Salesiana. L’appuntamento, in programma a Roma il 20 aprile 2026, metterà al centro una questione decisiva per il futuro della clinica: l’impatto dell’IA sulla psicoterapia, sulla relazione terapeutica e sulla responsabilità etica dei professionisti. Cantelmi interverrà tra i relatori della prima sessione e coordinerà il panel dedicato all’irruzione dell’AI nella relazione terapeutica.

I nuovi papà, presenti ma “zoppicanti”: solo il 17% si sente realizzato. Cantelmi: «Generazione di genitori adultescenti, impreparati al passaggio»

Padri più presenti, ma ancora fragili nel ruolo educativo. È questo il quadro che emerge dall’articolo pubblicato da Leggo, commentato dal professor Tonino Cantelmi, secondo cui molti genitori di oggi vivono una genitorialità “zoppicante” perché non hanno compiuto fino in fondo il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Pur essendo più coinvolti nella cura dei figli, spesso faticano a offrire contenimento emotivo, autorevolezza e direzione. Per Cantelmi, la vera sfida non è organizzare meglio i compiti familiari, ma maturare interiormente: diventare genitori significa infatti passare dall’egocentrismo all’oblatività, assumendosi fino in fondo la responsabilità di esserci per l’altro. In questa prospettiva, la paternità non è solo presenza, ma scelta consapevole di cura, generosità e autenticità nel rapporto con i figli.