Tonino Cantelmi al Convegno nazionale dei Cappellani della Polizia di Stato: le relazioni umane nell’era dell’intelligenza artificiale

Il valore delle relazioni umane, dell’ascolto e della prossimità nell’era dell’intelligenza artificiale è stato al centro del 24° Convegno nazionale dei Cappellani della Polizia di Stato, svoltosi a Roma dal 27 al 29 ottobre 2026, con gli interventi del Prof. Tonino Cantelmi e del Cardinale Gianfranco Ravasi. L’iniziativa, dal titolo “…e si misero in cammino…”, ha riunito 75 cappellani per riflettere sulla centralità della persona e sull’importanza dei legami autentici in una società sempre più digitale. Proponiamo due articoli tratti da AgenSIR e Avvenire, che raccontano la preparazione e lo svolgimento del convegno, approfondendo le sfide della relazione e della presenza umana nell’epoca dell’IA.

Intelligenza artificiale e diritto alla salute: il Prof. Tonino Cantelmi in audizione al Senato

Il 27 ottobre 2026, il professor Tonino Cantelmi, Presidente del Consiglio di Indirizzo dell’INMP e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, è stato audito dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica. L’audizione si è svolta nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani in Italia e nella realtà internazionale, con un approfondimento dedicato alle implicazioni dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la protezione del diritto alla salute. Un tema di particolare rilevanza per il futuro dell’assistenza sanitaria, che pone al centro del dibattito il rapporto tra innovazione tecnologica, tutela dei diritti fondamentali ed equità nell’accesso alle cure.

FarmaCrea 2026, Tonino Cantelmi: «Il farmacista è la sentinella delle relazioni»

«Il farmacista è la sentinella delle relazioni»: è questo il messaggio centrale dell’intervento del Prof. Tonino Cantelmi alla terza edizione di FarmaCrea, l’evento promosso da MondoFarmacia il 5 ottobre 2026 al MACRO di Roma. Cantelmi ha acceso i riflettori sulle nuove forme di disagio giovanile, dalla loneliness (solitudine) degli adolescenti alla rabbia, dalla fragilità delle relazioni all’impatto crescente dell’intelligenza artificiale. Ha sottolineato come la risposta alla sofferenza psicologica non possa limitarsi al farmaco, ma debba valorizzare l’ascolto, le relazioni umane e una rete di sostegno. In questo contesto, il farmacista diventa una figura di prossimità fondamentale, capace di intercettare i primi segnali di disagio e orientare verso percorsi di cura adeguati.

Non perdere l’umanità

Proponiamo l’articolo “Non perdere l’umanità”, pubblicato su Valore Medico, in cui Tonino Cantelmi intreccia due grandi questioni del nostro tempo: la tutela dei minori e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Dalla vicenda della famiglia Trevallion-Birmingham alla sfida dell’AI-conformism, Cantelmi richiama la necessità di un cambio di paradigma: accompagnare le famiglie senza spezzare i legami affettivi e governare la tecnologia senza consegnarle pensiero, cura e responsabilità. Al centro, una parola chiave: human originality, la capacità di conservare riserve umane di pensiero, libertà e relazione nell’epoca dell’AI.

Intelligenza artificiale e medicina del futuro

Alessandro Bettero, intervista Tonino Cantelmi sul tema “Intelligenza artificiale e medicina del futuro”. Un dialogo lucido e provocatorio su come l’IA possa trasformare la sanità senza cancellare ciò che resta irriducibilmente umano: la responsabilità clinica, l’ascolto, la relazione e il valore della persona. Cantelmi introduce il concetto di “riserva umana”, indicando quegli ambiti in cui nessun algoritmo può decidere al posto dell’uomo, soprattutto quando sono in gioco vita, dignità e fragilità del paziente. Nell’intervista viene affrontato anche il tema della medicina difensiva, che assorbe risorse importanti del sistema sanitario e impone una riflessione seria su appropriatezza, sostenibilità e cura autentica. Perché l’IA può ordinare i dati, ma non può stabilire il valore delle persone.

Lo psichiatra Cantelmi: «Il rischio è perdere il senso critico»

Proponiamo l’intervista a Tonino Cantelmi pubblicata su Quotidiano Nazionale, dedicata agli effetti dell’intelligenza artificiale sulla mente umana. Cantelmi parla di un passaggio decisivo: dal cervello digitale al “cervello AI modificato”, con il rischio di mettere a riposo memoria di lavoro, pensiero critico e autonomia di giudizio. La vera sfida, però, non è demonizzare la tecnologia, ma imparare a governarla: distinguere tra chi saprà usare l’AI e chi finirà per esserne usato. Per questo diventa urgente custodire la human originality, l’originalità umana, e formare adulti capaci di consegnare ai ragazzi libertà, senso critico e relazione autentica.

La credibilità dell’adulto è la prima vera forma di educazione

Proponiamo l’intervista a Tonino Cantelmi, a cura di Alice Landi, pubblicata su il Maestro, periodico dell’AIMC – Associazione Italiana Maestri Cattolici. Al centro del dialogo, una domanda decisiva per il nostro tempo: come educare bambini e ragazzi nell’epoca dell’intelligenza artificiale senza smarrire l’originalità della persona? Cantelmi riflette sui rischi del conformismo digitale, sulla necessità di formare al pensiero critico e sul ruolo insostituibile degli adulti. Perché nessuna tecnologia, per quanto potente, potrà mai sostituire lo sguardo, la parola e la testimonianza di un adulto credibile.

Enciclica, l’IA deve restare dentro la relazione di cura

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più profondamente nelle relazioni umane, fino a diventare confidente, consulente e supporto nei momenti di maggiore fragilità. Tonino Cantelmi riflette sulle opportunità e sui rischi dell’IA in medicina e in salute mentale, ricordando che nessun algoritmo può sostituire la responsabilità, l’ascolto e l’empatia del professionista. La tecnologia può aiutare a curare, ma deve rimanere al servizio della persona e dentro una relazione autenticamente umana.

Magnifica Humanitas: la Persona oltre l’algoritmo

Proponiamo l’intervista di Roberto Milani a Tonino Cantelmi, dedicata ai temi della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale e della custodia dell’umano nell’epoca della tecnoliquidità. A partire dalle riflessioni dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, Cantelmi invita a interrogarsi su un rischio sempre più attuale: non stiamo delegando alla tecnologia solo compiti operativi, ma anche funzioni interiori come il giudizio, l’attesa, la creatività e persino il modo di comprendere ciò che proviamo. Dal brain rot alla dipendenza cognitiva, dall’economia dell’attenzione alla necessità di una nuova igiene digitale, l’intervista richiama l’urgenza di educare giovani e adulti a un uso della tecnologia che non impoverisca la relazione, la libertà e il desiderio dell’altro. Perché, come ricorda Cantelmi, non basta rendere l’IA più umana: occorre impedire che l’uomo diventi meno capace di umanità.

Mamma, scrivi che stiamo sempre insieme». La verità di Catherine e Nathan

All’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma si è svolta la presentazione del libro “La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco” di Catherine Louise Birmingham, un incontro intenso e partecipato che ha riportato al centro la vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco attraverso il racconto diretto dei genitori. La frase dei bambini — “Mamma, scrivi che stiamo sempre insieme” — ha restituito il cuore più profondo della storia: il desiderio di continuità affettiva, presenza e legame familiare. Tonino Cantelmi ha proposto una riflessione equilibrata sul valore della diversità educativa, ricordando che ogni scelta familiare va compresa con attenzione e valutata sempre a partire dal bene concreto dei bambini.