FarmaCrea 2026, Tonino Cantelmi: «Il farmacista è la sentinella delle relazioni»

«Il farmacista è la sentinella delle relazioni»: è questo il messaggio centrale dell’intervento del Prof. Tonino Cantelmi alla terza edizione di FarmaCrea, l’evento promosso da MondoFarmacia il 5 ottobre 2026 al MACRO di Roma. Cantelmi ha acceso i riflettori sulle nuove forme di disagio giovanile, dalla loneliness (solitudine) degli adolescenti alla rabbia, dalla fragilità delle relazioni all’impatto crescente dell’intelligenza artificiale. Ha sottolineato come la risposta alla sofferenza psicologica non possa limitarsi al farmaco, ma debba valorizzare l’ascolto, le relazioni umane e una rete di sostegno. In questo contesto, il farmacista diventa una figura di prossimità fondamentale, capace di intercettare i primi segnali di disagio e orientare verso percorsi di cura adeguati.

Non perdere l’umanità

Proponiamo l’articolo “Non perdere l’umanità”, pubblicato su Valore Medico, in cui Tonino Cantelmi intreccia due grandi questioni del nostro tempo: la tutela dei minori e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Dalla vicenda della famiglia Trevallion-Birmingham alla sfida dell’AI-conformism, Cantelmi richiama la necessità di un cambio di paradigma: accompagnare le famiglie senza spezzare i legami affettivi e governare la tecnologia senza consegnarle pensiero, cura e responsabilità. Al centro, una parola chiave: human originality, la capacità di conservare riserve umane di pensiero, libertà e relazione nell’epoca dell’AI.

Intelligenza artificiale e medicina del futuro

Alessandro Bettero, intervista Tonino Cantelmi sul tema “Intelligenza artificiale e medicina del futuro”. Un dialogo lucido e provocatorio su come l’IA possa trasformare la sanità senza cancellare ciò che resta irriducibilmente umano: la responsabilità clinica, l’ascolto, la relazione e il valore della persona. Cantelmi introduce il concetto di “riserva umana”, indicando quegli ambiti in cui nessun algoritmo può decidere al posto dell’uomo, soprattutto quando sono in gioco vita, dignità e fragilità del paziente. Nell’intervista viene affrontato anche il tema della medicina difensiva, che assorbe risorse importanti del sistema sanitario e impone una riflessione seria su appropriatezza, sostenibilità e cura autentica. Perché l’IA può ordinare i dati, ma non può stabilire il valore delle persone.

Lo psichiatra Cantelmi: «Il rischio è perdere il senso critico»

Proponiamo l’intervista a Tonino Cantelmi pubblicata su Quotidiano Nazionale, dedicata agli effetti dell’intelligenza artificiale sulla mente umana. Cantelmi parla di un passaggio decisivo: dal cervello digitale al “cervello AI modificato”, con il rischio di mettere a riposo memoria di lavoro, pensiero critico e autonomia di giudizio. La vera sfida, però, non è demonizzare la tecnologia, ma imparare a governarla: distinguere tra chi saprà usare l’AI e chi finirà per esserne usato. Per questo diventa urgente custodire la human originality, l’originalità umana, e formare adulti capaci di consegnare ai ragazzi libertà, senso critico e relazione autentica.

La credibilità dell’adulto è la prima vera forma di educazione

Proponiamo l’intervista a Tonino Cantelmi, a cura di Alice Landi, pubblicata su il Maestro, periodico dell’AIMC – Associazione Italiana Maestri Cattolici. Al centro del dialogo, una domanda decisiva per il nostro tempo: come educare bambini e ragazzi nell’epoca dell’intelligenza artificiale senza smarrire l’originalità della persona? Cantelmi riflette sui rischi del conformismo digitale, sulla necessità di formare al pensiero critico e sul ruolo insostituibile degli adulti. Perché nessuna tecnologia, per quanto potente, potrà mai sostituire lo sguardo, la parola e la testimonianza di un adulto credibile.

Enciclica, l’IA deve restare dentro la relazione di cura

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più profondamente nelle relazioni umane, fino a diventare confidente, consulente e supporto nei momenti di maggiore fragilità. Tonino Cantelmi riflette sulle opportunità e sui rischi dell’IA in medicina e in salute mentale, ricordando che nessun algoritmo può sostituire la responsabilità, l’ascolto e l’empatia del professionista. La tecnologia può aiutare a curare, ma deve rimanere al servizio della persona e dentro una relazione autenticamente umana.

Magnifica Humanitas: la Persona oltre l’algoritmo

Proponiamo l’intervista di Roberto Milani a Tonino Cantelmi, dedicata ai temi della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale e della custodia dell’umano nell’epoca della tecnoliquidità. A partire dalle riflessioni dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, Cantelmi invita a interrogarsi su un rischio sempre più attuale: non stiamo delegando alla tecnologia solo compiti operativi, ma anche funzioni interiori come il giudizio, l’attesa, la creatività e persino il modo di comprendere ciò che proviamo. Dal brain rot alla dipendenza cognitiva, dall’economia dell’attenzione alla necessità di una nuova igiene digitale, l’intervista richiama l’urgenza di educare giovani e adulti a un uso della tecnologia che non impoverisca la relazione, la libertà e il desiderio dell’altro. Perché, come ricorda Cantelmi, non basta rendere l’IA più umana: occorre impedire che l’uomo diventi meno capace di umanità.

Mamma, scrivi che stiamo sempre insieme». La verità di Catherine e Nathan

All’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma si è svolta la presentazione del libro “La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco” di Catherine Louise Birmingham, un incontro intenso e partecipato che ha riportato al centro la vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco attraverso il racconto diretto dei genitori. La frase dei bambini — “Mamma, scrivi che stiamo sempre insieme” — ha restituito il cuore più profondo della storia: il desiderio di continuità affettiva, presenza e legame familiare. Tonino Cantelmi ha proposto una riflessione equilibrata sul valore della diversità educativa, ricordando che ogni scelta familiare va compresa con attenzione e valutata sempre a partire dal bene concreto dei bambini.

“La mia verità”, incontro all’ITCI con Catherine e Nathan Birmingham: la rassegna stampa

Si è svolta ieri, presso l’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma, la presentazione del libro “La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco” di Catherine Louise Birmingham, in un incontro promosso e organizzato dal Prof. Tonino Cantelmi. L’evento, dal titolo “AI Conformism or Human Originality. Verso una nuova umanità”, ha riunito voci autorevoli per riflettere sulla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, sul valore della libertà educativa, sulla tutela dei minori e sul bisogno di guardare oltre gli schemi del conformismo contemporaneo. Riportiamo alcune notizie di stampa dedicate all’incontro e alle parole di Catherine e Nathan, in attesa della decisione sul possibile ricongiungimento con i figli.

Da Rimini un invito a cambiare sguardo sulla disabilità: fare meglio il bene

Proponiamo l’articolo di Simone Baroncia, pubblicato su ACI Stampa, dedicato alla seconda edizione di EXPOAID 2026 – “Io, persona di valore”, il grande evento nazionale che a Rimini ha riunito il mondo del Terzo Settore sui temi della disabilità e dell’inclusione. Al centro della riflessione il Progetto di Vita, inteso non più come percorso costruito “per” la persona, ma come progetto “della” persona, fondato su desideri, talenti e aspirazioni. Nell’articolo viene richiamato anche l’intervento di Tonino Cantelmi, Direttore sanitario dell’Opera Don Guanella di Roma, che invita a “fare sempre meglio il bene” e a cogliere nella nuova legislazione sulla disabilità una vera occasione di cambiamento, capace di superare la frammentazione dei servizi e di costruire comunità più accoglienti, inclusive e generative.