Lo psichiatra Cantelmi: «Il rischio è perdere il senso critico»

Proponiamo l’intervista a Tonino Cantelmi pubblicata su Quotidiano Nazionale, dedicata agli effetti dell’intelligenza artificiale sulla mente umana. Cantelmi parla di un passaggio decisivo: dal cervello digitale al “cervello AI modificato”, con il rischio di mettere a riposo memoria di lavoro, pensiero critico e autonomia di giudizio. La vera sfida, però, non è demonizzare la tecnologia, ma imparare a governarla: distinguere tra chi saprà usare l’AI e chi finirà per esserne usato. Per questo diventa urgente custodire la human originality, l’originalità umana, e formare adulti capaci di consegnare ai ragazzi libertà, senso critico e relazione autentica.

La credibilità dell’adulto è la prima vera forma di educazione

Proponiamo l’intervista a Tonino Cantelmi, a cura di Alice Landi, pubblicata su il Maestro, periodico dell’AIMC – Associazione Italiana Maestri Cattolici. Al centro del dialogo, una domanda decisiva per il nostro tempo: come educare bambini e ragazzi nell’epoca dell’intelligenza artificiale senza smarrire l’originalità della persona? Cantelmi riflette sui rischi del conformismo digitale, sulla necessità di formare al pensiero critico e sul ruolo insostituibile degli adulti. Perché nessuna tecnologia, per quanto potente, potrà mai sostituire lo sguardo, la parola e la testimonianza di un adulto credibile.

Enciclica, l’IA deve restare dentro la relazione di cura

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più profondamente nelle relazioni umane, fino a diventare confidente, consulente e supporto nei momenti di maggiore fragilità. Tonino Cantelmi riflette sulle opportunità e sui rischi dell’IA in medicina e in salute mentale, ricordando che nessun algoritmo può sostituire la responsabilità, l’ascolto e l’empatia del professionista. La tecnologia può aiutare a curare, ma deve rimanere al servizio della persona e dentro una relazione autenticamente umana.

Magnifica Humanitas: la Persona oltre l’algoritmo

Proponiamo l’intervista di Roberto Milani a Tonino Cantelmi, dedicata ai temi della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale e della custodia dell’umano nell’epoca della tecnoliquidità. A partire dalle riflessioni dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, Cantelmi invita a interrogarsi su un rischio sempre più attuale: non stiamo delegando alla tecnologia solo compiti operativi, ma anche funzioni interiori come il giudizio, l’attesa, la creatività e persino il modo di comprendere ciò che proviamo. Dal brain rot alla dipendenza cognitiva, dall’economia dell’attenzione alla necessità di una nuova igiene digitale, l’intervista richiama l’urgenza di educare giovani e adulti a un uso della tecnologia che non impoverisca la relazione, la libertà e il desiderio dell’altro. Perché, come ricorda Cantelmi, non basta rendere l’IA più umana: occorre impedire che l’uomo diventi meno capace di umanità.

Mamma, scrivi che stiamo sempre insieme». La verità di Catherine e Nathan

All’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma si è svolta la presentazione del libro “La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco” di Catherine Louise Birmingham, un incontro intenso e partecipato che ha riportato al centro la vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco attraverso il racconto diretto dei genitori. La frase dei bambini — “Mamma, scrivi che stiamo sempre insieme” — ha restituito il cuore più profondo della storia: il desiderio di continuità affettiva, presenza e legame familiare. Tonino Cantelmi ha proposto una riflessione equilibrata sul valore della diversità educativa, ricordando che ogni scelta familiare va compresa con attenzione e valutata sempre a partire dal bene concreto dei bambini.

“La mia verità”, incontro all’ITCI con Catherine e Nathan Birmingham: la rassegna stampa

Si è svolta ieri, presso l’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma, la presentazione del libro “La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco” di Catherine Louise Birmingham, in un incontro promosso e organizzato dal Prof. Tonino Cantelmi. L’evento, dal titolo “AI Conformism or Human Originality. Verso una nuova umanità”, ha riunito voci autorevoli per riflettere sulla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, sul valore della libertà educativa, sulla tutela dei minori e sul bisogno di guardare oltre gli schemi del conformismo contemporaneo. Riportiamo alcune notizie di stampa dedicate all’incontro e alle parole di Catherine e Nathan, in attesa della decisione sul possibile ricongiungimento con i figli.

Da Rimini un invito a cambiare sguardo sulla disabilità: fare meglio il bene

Proponiamo l’articolo di Simone Baroncia, pubblicato su ACI Stampa, dedicato alla seconda edizione di EXPOAID 2026 – “Io, persona di valore”, il grande evento nazionale che a Rimini ha riunito il mondo del Terzo Settore sui temi della disabilità e dell’inclusione. Al centro della riflessione il Progetto di Vita, inteso non più come percorso costruito “per” la persona, ma come progetto “della” persona, fondato su desideri, talenti e aspirazioni. Nell’articolo viene richiamato anche l’intervento di Tonino Cantelmi, Direttore sanitario dell’Opera Don Guanella di Roma, che invita a “fare sempre meglio il bene” e a cogliere nella nuova legislazione sulla disabilità una vera occasione di cambiamento, capace di superare la frammentazione dei servizi e di costruire comunità più accoglienti, inclusive e generative.

Expo Aid 2026 intervento video di Tonino Cantelmi

Proponiamo l’intervento video di Tonino Cantelmi all’incontro “Dove la vita fiorisce: comunità e innovazione per il progetto di vita”, svoltosi venerdì 26 giugno presso la Sala del Parco di Expo Aid 2026 a Rimini. Il seminario ha posto al centro il progetto di vita come prospettiva decisiva per ripensare i servizi sanitari, sociali ed educativi, superando la logica della prestazione standard e riconoscendo la persona nella sua interezza: desideri, talenti, aspirazioni, fragilità e possibilità. Nel suo intervento, Cantelmi ha contribuito ad approfondire il valore della relazione di cura, della presa in carico globale e della centralità della persona, evidenziando l’importanza di comunità capaci di accogliere, sostenere e generare reali percorsi di inclusione.

Dvořák, Gaudí and ‘the Family in the Woods’

L’articolo propone una riflessione intensa sulla vicenda della famiglia nel bosco, mettendola in dialogo con le storie di Dvořák e Gaudí, due grandi artisti la cui creatività è stata profondamente nutrita dal contatto con la natura. Il testo invita a interrogarsi sul confine tra tutela dei minori e rispetto della diversità educativa, ricordando che crescere tra alberi, silenzio, semplicità e libertà non significa necessariamente essere privati di relazioni o opportunità. In questa prospettiva viene richiamata anche la posizione di Tonino Cantelmi, secondo cui la separazione familiare rischia di rappresentare la situazione più dannosa per i bambini, soprattutto quando i genitori sono affettuosi, presenti e capaci di cura. Una lettura che spinge a guardare oltre gli standard dominanti e a chiedersi se, talvolta, ciò che viene percepito come “diverso” non possa invece custodire possibilità preziose di crescita, identità e futuro.

Cantelmi: Il medico è già sostituibile dalla IA. Ci sarà bisogno di medici specialisti in umanità

Al convegno “Health-AI 2026: Intelligenza, Dati e Persone”, promosso da UCID Lazio presso la Regione Lazio, Tonino Cantelmi ha posto al centro del dibattito la vera sfida dell’intelligenza artificiale in sanità: non più solo tecnologica, ma profondamente etica. «Il medico è già sostituibile dalla AI», ha dichiarato Cantelmi, aprendo una riflessione decisiva sul futuro della cura: quale sarà il ruolo dell’umano? In una sanità sempre più guidata da algoritmi, dati e sistemi predittivi, la priorità diventa formare “specialisti in umanità”, capaci di custodire relazione, empatia, responsabilità e centralità della persona.