Famiglia del bosco, lo psichiatra Cantelmi: «I genitori devono cambiare qualcosa, ma la loro è una sfida pacifica che i progressisti non hanno compreso»

Per Tonino Cantelmi, il caso della famiglia Trevallion non è riducibile a una semplice vicenda giudiziaria. I genitori devono correggere qualcosa, ma la loro esperienza esprime anche una critica radicale a una società disumanizzante e tecnocratica. Al centro, secondo lo psichiatra, resta una domanda decisiva: si può ignorare l’amore profondo che lega questi bambini ai loro genitori?

Metodo Hamer, tumori e ‘santoni’: se la suggestione incrocia la fragilità

La morte di Rita Benini, madre di Eleonora Bottaro, riaccende l’attenzione sui rischi del Metodo Hamer e delle false cure antiscientifiche. Tonino Cantelmi, intervistato da LaPresse, sottolinea come il caso affondi le radici nel potere della suggestione: quando fragilità, disperazione e rifiuto della realtà si intrecciano, il pensiero critico può essere compromesso fino a conseguenze drammatiche. Una vicenda dolorosa che richiama l’urgenza di difendere la cultura scientifica, l’alleanza terapeutica e la protezione delle persone più vulnerabili dai “santoni” e dai falsi percorsi di cura.

Famiglia nel bosco, depositata la perizia finale. Cantelmi: “Restano non risolte le criticità sollevate dai CTP”

Depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila la perizia finale sul caso della famiglia nel bosco. Nelle conclusioni, la CTU auspica che possano realizzarsi quanto prima le condizioni per il rientro a casa dei bambini, compatibilmente con il loro benessere. Tonino Cantelmi e Martina Aiello, periti di parte della famiglia, ribadiscono tuttavia le criticità già formulate: secondo Cantelmi, resta non risolto il nodo della distinzione tra difficoltà pregresse, effetti del collocamento, trauma da separazione, stress procedimentale e fattori ambientali sopravvenuti. La vicenda è stata approfondita anche nelle trasmissioni “10 Minuti” di Nicola Porro, in onda su Rete 4 il 9 giugno, e “Storie Italiane” di Eleonora Daniele, in onda su Rai 1 il 10 giugno, entrambe con ospite Tonino Cantelmi.

Recensione del libro di Catherine la mamma nel bosco – La mia verità

Una storia che divide, interroga e costringe a guardare oltre il pregiudizio. Nel libro La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco, Catherine Louise Birmingham racconta la scelta radicale di una famiglia che ha cercato libertà, natura, legami autentici e un’educazione diversa per i propri figli. Proponiamo la recensione del Prof. Tonino Cantelmi, che legge questa vicenda come un potente invito a interrogarsi sui confini tra libertà educativa, tutela dei minori, conformismo sociale e desiderio di una nuova umanità.

Modena, lo psichiatra Cantelmi: “Salute mentale e questione sociale strettamente collegate”

Il caso di Modena riporta al centro del dibattito il tema della salute mentale e della prevenzione del disagio sociale. Nell’intervista, il Prof. Tonino Cantelmi offre una riflessione che va oltre la cronaca, sottolineando l’importanza di intercettare precocemente le fragilità, rafforzare la rete dei servizi e costruire una comunità capace di non lasciare sole le persone più vulnerabili.

Social sotto processo: il parere scientifico sui rischi dei social per adolescenti e preadolescenti

Social media sotto processo: Il parere scientifico pro veritate firmato dal prof. Tonino Cantelmi e dalla prof.ssa Marta Cacciotti, presentato in occasione della causa Moige contro Meta e TikTok, porta al centro del dibattito il rapporto tra social media, adolescenza e salute mentale. Il documento analizza i meccanismi che rendono le piattaforme digitali particolarmente coinvolgenti per i più giovani: algoritmi di raccomandazione, notifiche, like, scroll infinito e rinforzi intermittenti che possono favorire comportamenti compulsivi. Una riflessione scientifica importante, che non si limita al tempo trascorso online, ma guarda al modo in cui i social influenzano attenzione, gratificazione, confronto sociale, immagine di sé e sviluppo emotivo. Il parere richiama l’urgenza di una maggiore tutela dei minori nell’ambiente digitale e invita famiglie, istituzioni ed educatori a interrogarsi sui rischi di un’esposizione sempre più precoce e intensa alle piattaforme social. LEGGI IL DOCUMENTO

Famiglia nel bosco: le 15 criticità nella perizia secondo i consulenti di Nathan e Catherine

Tonino Cantelmi e Martina Aiello contestano la perizia della CTU sulla “famiglia nel bosco”, evidenziando 15 criticità raccolte in 322 pagine di note tecniche. Al centro dell’intervento c’è una domanda decisiva: si può giudicare una famiglia senza osservare davvero il legame tra genitori e figli? Secondo i consulenti di parte, la perizia avrebbe trasformato scelte di vita non convenzionali in segnali di inadeguatezza, trascurando il trauma vissuto dai bambini dopo lo sradicamento, il collocamento in struttura e l’allontanamento dalla madre. Un contributo che richiama l’importanza di valutazioni scientifiche rigorose, rispettose della complessità familiare e libere da pregiudizi socioculturali.

Cantelmi: “Servizi sociali e salute mentale devono lavorare insieme. Sul tema dell’integrazione c’è ancora tanto da fare”

Tonino Cantelmi, psichiatra e professore, è intervenuto a Radio Cusano affrontando il tema della salute mentale come emergenza sociale e sanitaria. Dall’integrazione delle seconde generazioni alla povertà come fattore di rischio, Cantelmi richiama la necessità di ascoltare la rabbia e la fragilità delle persone più vulnerabili, rafforzando i servizi e investendo in un piano triennale per la salute mentale. In chiusura, un passaggio anche sulla vicenda della Famiglia nel Bosco e sulle criticità rilevate nella perizia contestata dai consulenti.

Il caso Modena, la salute mentale e le risposte che mancano. «Così si finisce fuori dai radar»

Dopo i drammatici fatti di Modena, il dibattito torna su una domanda cruciale: come evitare che persone con fragilità psichiche complesse escano dai percorsi di cura e finiscano “fuori dai radar”? Nell’articolo di Avvenire, Tonino Cantelmi sottolinea la necessità di un lavoro più stretto tra servizi sociali e salute mentale, capace di intercettare non solo la patologia, ma anche il disagio sociale, l’isolamento e le difficoltà di integrazione. Una prevenzione efficace richiede continuità assistenziale, presidi territoriali più forti, équipe multidisciplinari e investimenti adeguati: perché la salute mentale non può essere affrontata solo nell’emergenza, ma deve diventare una priorità stabile del sistema sanitario e sociale.

Salute mentale, come la famiglia può essere fattore di cura

Al XXVII Convegno nazionale di Pastorale della Salute, in corso a Falerna, psichiatri, psicoterapeuti ed esperti si sono confrontati sul tema della salute mentale, mettendo al centro il ruolo della famiglia, della comunità e degli adulti educanti nella cura e nell’accompagnamento delle nuove generazioni. Nel corso della sessione dedicata alla salute mentale, il prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e direttore sanitario del Centro Don Guanella di Roma, ha portato l’attenzione su uno dei segnali più preoccupanti del disagio giovanile contemporaneo: la solitudine degli adolescenti, sempre più spesso affidata all’intelligenza artificiale e ai social network. Cantelmi ha evidenziato come molti ragazzi arrivino a confidare stati d’animo, paure e angosce a una IA, percepita quasi come un “amico principale”, mentre nella loro vita appare sempre più fragile la presenza di adulti autorevoli, capaci di ascolto e guida. Particolare rilievo è stato dato anche ai rischi legati all’attuale architettura dei social, progettati con meccanismi simili a quelli delle slot machine e capaci di generare dipendenza nei minori. Secondo Cantelmi, il problema non può essere ridotto al tempo di esposizione o ai contenuti, né attribuito semplicemente alle famiglie: occorre invece ripensare piattaforme davvero adeguate a bambini e adolescenti, libere da dinamiche che favoriscono dipendenza e isolamento. Un confronto importante, dunque, che ha rilanciato la necessità di una cura comunitaria della salute mentale, fondata su famiglie sostenute, adulti presenti e contesti educativi capaci di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita.