Fonte: Battitori liberi Tag24
Intervista al Prof. Cantelmi

Il caso di Modena del 16 maggio 2026 ha profondamente colpito l’opinione pubblica: nel centro storico della città, un’automobile guidata dal 31enne Salim El Koudri ha travolto diversi pedoni, provocando otto feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Durante il tentativo di fuga, l’uomo ha ferito con un coltello un passante che aveva cercato di fermarlo, prima di essere bloccato e consegnato alle forze dell’ordine.

Sulla vicenda è intervenuto il Prof. Tonino Cantelmi, offrendo una riflessione che va oltre il fatto di cronaca e pone al centro il tema della salute mentale, della prevenzione e della capacità dei servizi e della comunità di intercettare le situazioni di fragilità.

Il caso richiama una domanda urgente: che cosa accade quando una persona fragile, potenzialmente a rischio, esce dai radar della cura, dei servizi, delle relazioni e della responsabilità sociale? La cronaca mostra quanto sia necessario rafforzare una rete capace di vedere prima, accompagnare prima e intervenire prima.

La vicenda di Modena si collega così al tema più ampio dell’educazione e della prevenzione del disagio sociale: una società davvero attenta non si limita a reagire all’emergenza, ma costruisce percorsi di cura, inclusione, sostegno e responsabilità condivisa, perché nessuna fragilità venga lasciata sola fino a trasformarsi in tragedia.