Fonte: Radio Cusano Programma: Battitori Liberi del 09/03/2026
Famiglia nel bosco: Cantelmi a Radio Cusano
Intervenuto nella trasmissione Battitori Liberi su Radio Cusano Campus, il prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente della famiglia nella vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco, ha commentato gli sviluppi del caso e le decisioni che hanno portato alla separazione dei tre bambini dai genitori.
Nel corso dell’intervista Cantelmi ha spiegato che la vicenda nasce anche da una serie di errori e incomprensioni tra servizi sociali e famiglia, che nel tempo hanno alimentato un conflitto sempre più rigido. La famiglia, descritta come “eccentrica” e non conformista, avrebbe avuto bisogno – secondo lo psichiatra – di essere accompagnata e compresa nelle sue peculiarità, piuttosto che entrare in uno scontro diretto con le istituzioni.
Il professore ha sottolineato che si tratta di una famiglia con un forte sistema di valori, orientata alla vita nella natura, lontana dal consumismo e dall’uso massiccio della tecnologia, ma che proprio per queste caratteristiche è risultata difficile da interpretare e gestire per le istituzioni.
Cantelmi ha però richiamato soprattutto l’attenzione sulla condizione dei bambini, che a suo avviso stanno pagando il prezzo più alto di questa vicenda. I minori – ha spiegato – sono stati prima allontanati dall’ambiente in cui vivevano, poi separati dal padre e infine anche dalla madre, con un impatto emotivo molto forte.
Nel racconto dello psichiatra, uno dei momenti più drammatici si è verificato quando la madre è stata costretta a lasciare la struttura in cui si trovavano i figli senza che i bambini fossero stati preparati al distacco. Una scena che Cantelmi ha definito estremamente dolorosa e potenzialmente traumatica.
Per questo motivo, il professore ha lanciato un appello alle istituzioni affinché prevalga la capacità di riconsiderare le decisioni prese: secondo Cantelmi, in casi come questo è fondamentale trovare un equilibrio tra tutela dei minori e rischio di una “violenza istituzionale”, e serve il coraggio di rivedere i provvedimenti quando producono sofferenza.
La frase chiave dell’intervento è stata proprio questa: «Serve il coraggio di tornare indietro», per evitare che il prezzo più alto continui a essere pagato dai bambini.
