Autore Tonino Cantelmi Edizioni FrancoAngeli 2025
Dall’introduzione del volume
La costruzione del Sé e il mantenimento della sua coerenza interna rappresentano un nodo cruciale nella comprensione della sofferenza psicologica contemporanea. Sempre più spesso, la psicopatologia viene interpretata non soltanto come disfunzione di processi cognitivi o affettivi isolati, ma come espressione complessa e integrata delle modalità con cui l’identità personale si sviluppa, si organizza e viene messa alla prova — o compromessa — dalle esperienze relazionali, in particolare quelle disfunzionali. Comprendere tali processi è fondamentale per ogni approccio clinico che miri a restituire senso, agency e continuità alla persona nella sua interezza.
In questa prospettiva, il modello cognitivo-interpersonale offre una cornice teorica ampia e articolata, in grado di integrare dimensioni cognitive, affettive e relazionali in un’unica lettura coerente della sofferenza psichica. Questo approccio valorizza i significati soggettivi, gli stili interpersonali appresi e le memorie emotive interiorizzate, elementi che, congiuntamente, plasmano la struttura narrativa dell’identità e la qualità delle relazioni con sé stessi e con gli altri. L’intervento terapeutico, pertanto, non può limitarsi alla modifica di credenze disfunzionali o alla gestione sintomatica, ma deve mirare a un più profondo lavoro di integrazione narrativa ed emotiva del Sé.
Un contributo fondamentale in questa direzione è rappresentato dalla teoria post-razionalista di Vittorio Guidano, che ha sottolineato il ruolo centrale della dimensione soggettiva, della continuità narrativa e dell’organizzazione personale dell’esperienza. Secondo Guidano (1992), l’identità non è data una volta per tutte, ma è il risultato di un processo evolutivo continuo, strutturato in organizzazioni di significato personale che si formano attraverso le esperienze affettive precoci e vengono mantenute nel tempo tramite narrazioni coerenti. La sofferenza psicologica, in quest’ottica, emerge quando la persona sperimenta una frattura tra il senso di continuità interna ed eventi di vita che sfidano o disconfermano le proprie strutture di significato. L’intervento terapeutico si configura, quindi, come un processo di co-costruzione narrativa volto a riorganizzare l’esperienza soggettiva in modo più coerente e flessibile.
Negli ultimi decenni, il cognitivismo della cosiddetta “terza ondata” ha ulteriormente arricchito questo quadro, portando l’attenzione su accettazione, valori, consapevolezza e flessibilità psicologica. A differenza delle forme precedenti di terapia cognitivo-comportamentale, la terza ondata non si focalizza principalmente sulla ristrutturazione dei contenuti cognitivi, bensì sul modo in cui la persona si relaziona ai propri pensieri, emozioni e sensazioni corporee. In questo senso, la consapevolezza fenomenologica, la mindfulness (Segal et al., 2013) e l’accettazione rappresentano strumenti fondamentali per favorire una maggiore integrazione del Sé e una ridefinizione delle narrazioni interne, senza rinunciare al riconoscimento della complessità e della molteplicità dei vissuti.
L’integrazione tra il modello cognitivo-interpersonale e il cognitivismo di terza ondata consente di combinare l’analisi delle dinamiche relazionali profonde con strategie terapeutiche che promuovono la presenza consapevole e la flessibilità nei processi mentali, contribuendo a una riorganizzazione più funzionale e adattiva dell’identità personale.
Inoltre, l’innovazione tecnologica e la crescente diffusione dell’Intelligenza Artificiale (IA) stanno trasformando in modo significativo il panorama della psicoterapia. Strumenti digitali, piattaforme di telemedicina, app di supporto emotivo e realtà virtuale offrono nuove opportunità per l’accesso, la personalizzazione e la modulazione degli interventi terapeutici (Botella et al., 2017). Questo scenario solleva però nuove sfide, in particolare per quanto riguarda l’alleanza terapeutica, la tutela della privacy e la personalizzazione dell’intervento, aspetti che il terapeuta è chiamato a integrare consapevolmente nel proprio lavoro clinico.
Questo manuale nasce con l’intento di offrire strumenti teorici e operativi per comprendere, valutare e intervenire sui processi di costruzione, frammentazione e ricostruzione dell’identità personale, secondo un’ottica cognitivo-interpersonale arricchita dall’approccio della terza ondata e dalle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Particolare attenzione sarà dedicata alla formazione dell’identità narrativa, ovvero al modo in cui la persona organizza la propria esperienza in una trama coerente di significati e a come questa venga influenzata dalle esperienze relazionali precoci e dalle relazioni significative lungo il corso della vita.
Una sezione centrale sarà riservata al contributo di Lorna S. Benjamin, ideatrice del modello SASB (Structural Analysis of Social Behavior), uno strumento teorico e clinico particolarmente utile per comprendere le dinamiche relazionali in modo strutturato e processuale (Critchfield & Benjamin, 2024). Il modello SASB consente di mappare i pattern interpersonali appresi, le modalità di auto-relazione e le corrispondenze tra relazioni esterne e mondo interno, facilitando così un intervento terapeutico mirato, modulato e sensibile al contesto.
Infine, il manuale si concluderà con la presentazione di un caso clinico esemplificativo, volto a illustrare come disfunzioni narrative e relazionali possano radicarsi in un’organizzazione personologica rigida e disfunzionale. Attraverso l’analisi delle fasi terapeutiche e delle strategie adottate, verrà mostrato come sia possibile accompagnare la persona verso una maggiore integrazione emotiva, una revisione dei significati personali disfunzionali e il recupero di un senso di continuità e coerenza del Sé.
