Fonti: Agensir, articolo di Daniele Rocchi del 13/12/2025 Avvenire, Alessia Guerrieri del 13/12/2025

Intelligenza artificiale: Roma, presentato manifesto “Singolarità tecnologica verso Malattia zero”. Cantelmi, “impatto in ambito sanitario questione etica”
È stato presentato ieri a Roma il manifesto dal titolo “Singolarità tecnologica verso Malattia zero”, un documento che intende costruire un’alleanza tra medicina e tecnologia, fondata sull’umanità della relazione. A firmarlo Angelo Barbato, professore di Igiene generale ed applicata presso la Sapienza Università di Roma e direttore sanitario Asl Rieti; Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di Indirizzo dell’Istituto nazionale Salute migranti povertà (Inmp), componente del Comitato nazionale per la bioetica della Presidenza del Consiglio dei ministri e professore associato di Psicopatologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma; Paola Comite della Asl Rieti; Andrea Costanzo di Dreamcom srl. La presentazione, si legge in un comunicato, è avvenuta nell’ambito del convegno dal titolo “Singolarità, tecnologia e AI verso malattia zero – un manifesto per un think tank”, promosso dall’Istituto di Terapia cognitivo-interpersonale (Itci) con la direzione scientifica della Asl Rieti e il patrocinio del ministero della Salute, che si è tenuto presso l’auditorium del ministero della Salute. Il manifesto evidenzia come l’innovazione tecnologica sia accelerata esponenzialmente, creando il terreno fertile per la forza definitiva: l’Intelligenza artificiale (IA), che ad oggi è un moltiplicatore di velocità e forza per il pensiero umano. “Si tratta, per ora, – si legge nel testo – di un’IA ‘debole’ o ‘ristretta’, progettata per compiti specifici, la cui implementazione solleva già oggi le pressanti urgenze bioetiche e regolatorie. Proprio perché è un acceleratore così potente, ma privo di creatività e giudizio etico, la sua traiettoria deve essere governata con saggezza. L’IA, infatti, non è un dispositivo neutrale: le modalità con cui viene progettata e applicata riflettono visioni implicite della medicina, del corpo e della decisione clinica. La direzione di questo cambiamento deve rimanere saldamente nelle nostre mani, guidata da un’etica della responsabilità, della trasparenza e della giustizia”. Il manifesto si fonda su quattro pilastri tecnologici e sociali interconnessi, che rappresentano le direttrici fondamentali dell’azione: “L’IA, come motore di una sanità proattiva e predittiva; la Nanotecnologia, per la rigenerazione biologica e il superamento dei limiti cellulari; la ‘Medicina di popolazione’ all’interno di sistemi universalistici, come garanzia di equità e accesso per l’intera comunità; una dimensione etica che assicuri nella tutela della salute un approccio integrato (scientifico, umano, sociale e spirituale) e umanizzante (la salute non può essere algoritmica), in una logica di salute olistica”. “L’introduzione progressiva dell’intelligenza artificiale (IA) nei contesti sanitari – commenta Cantelmi – non rappresenta un semplice avanzamento tecnologico, ma configura un profondo mutamento epistemologico e operativo nella concezione stessa della medicina. Si tratta, pertanto, di confrontarsi con una trasformazione del paradigma che informa l’idea di salute, malattia, cura e, soprattutto, relazione terapeutica. In questo scenario in rapida evoluzione, l’etica biomedica assume un ruolo centrale quale ambito di riflessione critica e orientamento normativo”. “L’impatto dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario – aggiunge Cantelmi – non può essere dunque affrontato esclusivamente in termini di efficienza, accuratezza o ottimizzazione delle risorse. Si tratta, piuttosto, di una questione eminentemente etica, che chiama in causa la nostra concezione della medicina, del rapporto umano nella cura e del ruolo del sapere clinico. È fondamentale che l’adozione dell’IA sia guidata da un’etica della responsabilità, della trasparenza e della giustizia, capace di garantire che il progresso tecnologico non comprometta, ma piuttosto rafforzi, la qualità relazionale, la personalizzazione dell’assistenza e la presa in carico globale della persona sofferente”.


Quattro pilastri, senza mai togliere di vista il cuore pulsante di tutto, ovvero la persona. Il Manifesto per un uso etico dell’IA in medicina vuole infatti essere un documento che prova a costruire un’alleanza tra medicina e tecnologia, fondata appunto sull’umanità della relazione. A presentarlo ieri al ministero della Salute i primi firmatari – Angelo Barbato, professore di Igiene generale ed applicata presso la Sapienza Università di Roma e direttore sanitario Asl di Rieti; Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di indirizzo dell’Istituto nazionale Salute migranti povertà (Inmp), componente del Comitato nazionale per la bioetica della presidenza del Consiglio dei ministri e professore associato di Psicopatologia presso la Pontificia università Gregoriana di Roma – durante il convegno dal titolo “Singolarità, tecnologia e AI verso malattia zero”. Certo un’utopia, ammettono gli stessi organizzatori, ma il senso è arrivare a ridurre il rischio della malattia agendo sulla predittività. Il manifesto, infatti, vuole «creare un movimento di pensiero aperto a chiunque per governare questo processo – spiega appunto Cantelmi – perché l’IA sia una possibilità per tutti e soprattutto sia un’occasione di uguaglianza ed equità. È ancor più l’approccio a questo tema deve essere basato sull’etica della responsabilità». Direttrici fondamentali dell’azione sono i quattro pilastri sociali e tecnologici su cui è basato il documento: l’IA, come motore di una sanità proattiva e predittiva; la nanotecnologia, per la rigenerazione biologica e il superamento dei limiti cellulari; la “Medicina di Popolazione” all’interno di sistemi universalistici, come garanzia di equità e accesso per l’intera comunità. Ed infine, una dimensione etica che assicuri nella tutela della salute un approccio integrato (scientifico, umano, sociale e spirituale) e umanizzante (la salute non può essere algoritmica), in una logica di salute olistica. Il tema dell’IA, toccato anche da Papa Francesco nel messaggio per la 57esima giornata della pace, «da un lato suscita il timore di diventare succubi della macchina, ma dall’altro – sottolinea il presidente della Conferenza episcopale toscana, cardinale Augusto Paolo Lojudice – c’è l’auspicio che il progresso tecnologico sia al servizio della persona».
Sintesi degli articolo
Il convegno “Singolarità tecnologica e AI. Verso malattia zero – Un manifesto per un think tank”, svoltosi il 12 dicembre a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute, ha rappresentato un importante momento di confronto scientifico e culturale sul futuro della sanità, alla luce delle profonde trasformazioni introdotte dall’innovazione tecnologica e dall’intelligenza artificiale. Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il Manifesto “Singolarità tecnologica verso Malattia zero”, un documento programmatico che intende promuovere una nuova alleanza tra medicina e tecnologia, fondata sulla centralità della persona, sull’umanità della relazione di cura e su una visione eticamente orientata del progresso. Il Manifesto si propone come base per la costituzione di un think tank interdisciplinare, capace di accompagnare e governare l’evoluzione dei modelli sanitari contemporanei.
Tra i principali promotori e firmatari del Manifesto si distinguono il prof. Angelo Barbato, professore di Igiene generale e applicata presso la Sapienza Università di Roma e direttore sanitario della ASL di Rieti, e il prof. Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di Indirizzo dell’Istituto Nazionale Salute Migranti e Povertà (INMP), componente del Comitato Nazionale per la Bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e professore associato di Psicopatologia presso la Pontificia Università Gregoriana.
Il contributo del prof. Barbato ha posto l’accento sulla trasformazione del modello sanitario, evidenziando come l’intelligenza artificiale consenta il passaggio da una medicina prevalentemente riparativa a una medicina predittiva e proattiva, basata sull’analisi dei dati e sulla prevenzione del rischio di malattia lungo un continuum di cura. In questa prospettiva, l’IA rappresenta uno strumento strategico per migliorare l’efficacia dei sistemi sanitari, a condizione che sia integrata in una visione universalistica ed equa dell’assistenza.
Il prof. Cantelmi ha invece sottolineato con forza la dimensione etica dell’innovazione tecnologica in ambito sanitario, richiamando l’attenzione sul fatto che l’introduzione dell’intelligenza artificiale non costituisce un semplice avanzamento tecnico, ma determina un profondo mutamento epistemologico nella concezione stessa della medicina, della cura e della relazione terapeutica. Secondo Cantelmi, l’impatto dell’IA non può essere valutato esclusivamente in termini di efficienza o ottimizzazione delle risorse, ma deve essere governato da un’etica della responsabilità, della trasparenza e della giustizia, affinché il progresso tecnologico rafforzi – e non indebolisca – la centralità della persona e la qualità della relazione di cura.
Il Manifesto si articola attorno a quattro pilastri fondamentali: l’intelligenza artificiale come motore di una sanità predittiva; la nanotecnologia per la rigenerazione biologica; la medicina di popolazione come garanzia di equità e accesso universale alle cure; una solida dimensione etica, capace di integrare aspetti scientifici, umani, sociali e spirituali, in una visione olistica della salute.
Nel loro insieme, gli interventi e i contributi emersi nel convegno delineano una prospettiva condivisa: l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale rappresentano una grande opportunità per il futuro della sanità solo se governate con responsabilità, visione e attenzione alla dimensio/ne umana, ponendo sempre la persona al centro dei processi di cura.
