www.vdnews.it

Nel mondo si stima che almeno il 2-3% della popolazione soffra del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) e sommati ai casi non diagnosticati la quota potrebbe essere anche più alta.

Le ossessioni sono pensieri, immagini, paure o sentimenti che la persona percepisce come sbagliati o pericolosi, ma non riesce a fermarli o a liberarsene. Possono essere innescati ad esempio da un evento, un’immagine o una situazione, oppure possono essere costanti durante il giorno, causando forte disagio.

Le compulsioni, spesso definite come “rituali”, sono comportamenti ripetitivi o azioni mentali che un individuo si sente spinto a compiere per ridurre l’ansia, scacciare questi pensieri e convincersi che in tal modo essi non avranno alcun effetto sulla realtà e non accadrà qualcosa di brutto. Abbandonarsi alla compulsione non porta in realtà alcun piacere: offre un sollievo temporaneo che però favorisce e amplifica il ritorno dei pensieri, innescando un ciclo ossessivo che si autoalimenta.

L’OMS in passato ha classificato il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) tra i più invalidanti al mondo, a causa del suo significativo impatto negativo su qualità della vita, relazioni interpersonali e lavoro. Lo stesso vale per altri disturbi, più noti, legati alla salute mentale.

Ma le persone con DOC possono svolgere in molti casi una vita ordinaria e gratificante. Per questo è fondamentale la diagnosi: la terapia cognitivo-comportamentale (a volte insieme a psicofarmaci come antidepressivi SSRI, se richiesti dallo psichiatra) è riconosciuta come molto efficace.

Samuele Maccolini, che è affetto da DOC fin dalla pre-adolescenza, ha visitato l’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale del prof. Tonino Cantelmi per raccontare il più noto gruppo di mutuo aiuto per persone con Disturbo Ossessivo Compulsivo in Italia.