Il fallimento della funzione educativa

Ragazzini buoni, 15 e 16 anni, ingenui. Terni, una piccola città. Famiglie per bene. Nessun degrado, anzi, parrocchia, sport, scuola e famiglia. E allora, cosa non ha funzionato, dove si è inceppato il meccanismo, cosa ha generato il bisogno di assumere quella droga sdoganata da certa musica rap, quella “roba” americana, fatta di metadone, codeina e qualche altro farmaco, tutto a basso costo, ma micidiale perché arresta il respiro? Che valore dare alle parole di persone importanti di quella comunità cittadina, al mea culpa del procuratore, co- lui che ha condotto le indagini, al grido del parroco, che ha celebrato il funerale, allo sconcerto del sindaco e di tanti adulti, che hanno elevato il coro “è colpa nostra”? Come valutare l’incredibile contraddizione nella vita di questi ragazzini, bravi e buoni, eppure, a detta di altri ragazzini, capaci di dimestichezza inusuale con droghe di strada e persone di strada? Ci sono molte considerazioni che possiamo fare. Anzi, dobbiamo fare.

Droga e "trap", che nesso c'è

L'inchiesta di Avvenire sul mondo della Trap di domenica 19 luglio. La codeina, il sesso, l’istigazione a trasgredire: viaggio nel mondo della musica che piace ai ragazzi. C’è chi sniffa cocaina in diretta, chi viaggia a 100 all’ora in città. I fenomeni del web spesso accumulano fama postando, oltre ai video musicali, quelli di gesti estremi. Che effetto hanno sugli adolescenti e come si può intervenire. «Ovviamente la musica non è il colpevole, ma in effetti la trap ha sdoganato la droga anche tra i giovanissimi: 12, 13, 14 anni – spiega Tonino Cantelmi.
 

La famiglia nella società tecnoliquida

LA FAMIGLIA A PARTIRE DALL'ULTIMO RAPPORTO CISF Radio Rai 1, programma giorno per giorno, Intervista a Francesco Belletti, sociologo, direttore Cisf - centro internazionale studi famiglia; Tonino Cantelmi, docente di psichiatria all'Università Gregoriana

ITCI - Video di presentazione dell'istituto

L’ITCI – Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale – è stato costituito dal Prof. Tonino Cantelmi nel 2007. L’obiettivo principale dell’Istituto è la cura della persona e del suo benessere psico - fisico. I professionisti che operano nell’Istituto, seguendo l’approccio Cognitivo Interpersonale, elaborato dallo stesso Cantelmi, svolgono la loro attività ponendo, dunque, al centro la Persona quale somma delle proprie esperienze emozionali e relazionali. Il ponte stilizzato, scelto come logo, vuole essere proprio la metafora di un passaggio da uno stato di disagio e sofferenza ad uno stato di maggiore consapevolezza ed equilibrio psicofisico.