Processo ai social, la sentenza USA che cambia le regole del gioco

Tonino Cantelmi evidenzia come le piattaforme digitali agiscano direttamente sui meccanismi cerebrali della ricompensa, stimolando il sistema limbico e il nucleo accumbens e favorendo dinamiche di piacere e dipendenza, soprattutto nei minori. Il cervello dei bambini, ancora in fase di sviluppo, risulta particolarmente vulnerabile a una stimolazione tecnologica precoce e intensiva, con il rischio di creare una predisposizione marcata alla dipendenza. Secondo Cantelmi, non è corretto attribuire la responsabilità esclusivamente ai genitori: è necessario introdurre regole chiare sull’accesso dei minori alle piattaforme e sui contenuti, affiancando le famiglie in questo compito. Sottolinea inoltre fenomeni preoccupanti come l’“erotizzazione precoce dell’infanzia”, legata all’accesso anticipato a contenuti inappropriati.
Il punto centrale del suo pensiero è che l’uso della tecnologia nei bambini non può essere lasciato al caso: serve una regolamentazione consapevole e sistemica, capace di tutelare lo sviluppo psicologico dei minori nell’ecosistema digitale.

Dipendenze tecnologiche nell’adolescenza: analisi del fenomeno e prospettive di intervento

Venticinque anni fa, Tonino Cantelmi pubblicava “La mente in internet. Psicopatologia delle condotte online”, il primo volume in Italia dedicato ad approfondire in modo sistematico il tema dell’Internet addiction. Un’opera pionieristica, che aprì la strada alla riflessione scientifica nazionale sulle dipendenze tecnologiche e sulle implicazioni psicologiche dell’uso della rete. Nel corso del convegno, a distanza di un quarto di secolo, il professor Cantelmi porta quello sguardo lungimirante nel presente, aggiornando analisi e prospettive alla luce dei nuovi scenari digitali e delle sfide che essi pongono soprattutto alle giovani generazioni.