“La mia verità”: Catherine Birmingham racconta la storia della famiglia nel bosco

Proponiamo il video della presentazione del libro “La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco” di Catherine Louise Birmingham, svoltasi presso l’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma. Un incontro intenso, promosso da Tonino Cantelmi, che ha dato voce alla storia della cosiddetta famiglia nel bosco attraverso il racconto diretto di Catherine e Nathan, il contributo di ospiti autorevoli e una riflessione sul valore del legame familiare, della libertà educativa e della tutela concreta dei bambini. Al centro dell’evento, una frase semplice e profondissima affidata dai figli alla madre: “Mamma, scrivi che stiamo sempre insieme”, diventata il cuore umano di una vicenda che continua a interrogare coscienze, istituzioni e opinione pubblica.

“La mia verità”, incontro all’ITCI con Catherine e Nathan Birmingham: la rassegna stampa

Si è svolta ieri, presso l’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma, la presentazione del libro “La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco” di Catherine Louise Birmingham, in un incontro promosso e organizzato dal Prof. Tonino Cantelmi. L’evento, dal titolo “AI Conformism or Human Originality. Verso una nuova umanità”, ha riunito voci autorevoli per riflettere sulla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, sul valore della libertà educativa, sulla tutela dei minori e sul bisogno di guardare oltre gli schemi del conformismo contemporaneo. Riportiamo alcune notizie di stampa dedicate all’incontro e alle parole di Catherine e Nathan, in attesa della decisione sul possibile ricongiungimento con i figli.

Dvořák, Gaudí and ‘the Family in the Woods’

L’articolo propone una riflessione intensa sulla vicenda della famiglia nel bosco, mettendola in dialogo con le storie di Dvořák e Gaudí, due grandi artisti la cui creatività è stata profondamente nutrita dal contatto con la natura. Il testo invita a interrogarsi sul confine tra tutela dei minori e rispetto della diversità educativa, ricordando che crescere tra alberi, silenzio, semplicità e libertà non significa necessariamente essere privati di relazioni o opportunità. In questa prospettiva viene richiamata anche la posizione di Tonino Cantelmi, secondo cui la separazione familiare rischia di rappresentare la situazione più dannosa per i bambini, soprattutto quando i genitori sono affettuosi, presenti e capaci di cura. Una lettura che spinge a guardare oltre gli standard dominanti e a chiedersi se, talvolta, ciò che viene percepito come “diverso” non possa invece custodire possibilità preziose di crescita, identità e futuro.