“Famiglia nel bosco”: rassegna stampa 2025

Nel corso del 2025 il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli ha suscitato un ampio dibattito pubblico sul rapporto tra tutela dei minori, intervento delle istituzioni e diritti delle famiglie. In questa rassegna stampa proponiamo i principali interventi dello psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa dei genitori, raccolti su quotidiani, testate online e programmi televisivi. Cantelmi invita a interrogarsi sul rischio di traumi derivanti da un allontanamento improvviso in assenza di violenza o abusi, sulla necessità di strumenti più flessibili e su un accompagnamento “paziente” delle famiglie. Particolare attenzione è dedicata al tema della scolarizzazione, alla legittimità della scuola parentale e alle conseguenze emotive per i bambini della separazione dai genitori. Una ricostruzione che, attraverso articoli e video, offre uno sguardo critico ma non polemico sull’operato delle istituzioni e sul bisogno di nuovi paradigmi di intervento.

Corriere della Sera: “Famiglia nel bosco, come hanno trascorso il Natale. Ora il super psichiatra per ribaltare il caso”

Nel complesso caso giudiziario che coinvolge la famiglia Trevallion, separata dai figli per decisione del Tribunale, entra come consulente di parte Tonino Cantelmi, psichiatra e professore associato alla Pontificia Università Gregoriana. Il suo contributo si inserisce in una fase delicata, segnata da valutazioni sul benessere psicologico dei minori e sul rapporto tra modelli educativi alternativi, convinzioni personali e tutela dei diritti dei bambini. L’obiettivo è favorire una lettura clinica ed equilibrata della vicenda, ponendo al centro lo sviluppo psicoaffettivo dei minori e il dialogo tra famiglia e istituzioni, in un contesto giuridico e umano di particolare complessità.

Il danno biologico di natura neuropsichiatrica come conseguenza dell’uso del social

Nella consulenza tecnico-scientifica, redatta per la class action promossa dal MOIGE e dallo Studio Ambrosio & Commodo contro Meta e TikTok, Tonino Cantelmi riporta le evidenze relative a come l’uso prolungato dei social da parte dei minori possa determinare un danno biologico di natura neuropsichiatrica. Anche grazie al contributo della collega Prof.ssa Marta Cacciotti, emerge che questi strumenti possono alterare alcuni processi di pensiero, aumentare l’impulsività, favorire ansia e depressione e, soprattutto, incidere sul circuito della ricompensa in un cervello ancora in sviluppo, fino a determinare possibili modificazioni cerebrali permanenti. Si tratta di dati che rafforzano la necessità di regole molto più stringenti per tutelare davvero i giovani nell’uso dei social media.