Festival di Bioetica 2026: Tonino Cantelmi all’Agorà su robotica, intelligenza artificiale e custodia dell’umano

Il 4 e 5 settembre 2026 torna a Rapallo il Festival di Bioetica, dedicato quest’anno al tema “Speranza. Uomo, Ambiente, Animali”. Una speranza intesa non come attesa passiva, ma come responsabilità concreta, capace di orientare le scelte etiche, sociali e politiche del nostro tempo. Tra gli ospiti anche Tonino Cantelmi, che venerdì 4 settembre parteciperà all’Agorà “Custodire l’umano: le sfide della robotica e dell’intelligenza artificiale”, un confronto dedicato a una delle domande più urgenti della contemporaneità: come abitare l’innovazione tecnologica senza smarrire la centralità della persona.

IA e psicoterapia: impatto e sinergia

Roberto Milani intervista Tonino Cantelmi per Caput Mundi in un dialogo dedicato a una delle sfide più decisive del nostro tempo: il rapporto tra intelligenza artificiale, salute mentale e cura della persona. Cantelmi riflette sull’ingresso delle tecnologie intelligenti nella medicina e nella psicoterapia, sottolineando l’importanza di governare l’innovazione senza smarrire la centralità della relazione terapeutica. Dalla bioetica al consenso informato, dalla responsabilità clinica alla tutela dei dati, emerge una visione chiara: l’intelligenza artificiale può essere una risorsa preziosa solo se resta al servizio dell’uomo. Una riflessione intensa e attuale sulla necessità di costruire una medicina sempre più tecnologica, ma proprio per questo ancora più umana.

Figli iperconnessi, genitori senza campo

Martedì 10 febbraio 2026, alle ore 17.00, presso la Scuola Paritaria San Giovanni Battista di Roma, si terrà un incontro per genitori ed educatori dedicato all’uso della tecnologia in famiglia. Il prof. Tonino Cantelmi offrirà spunti di riflessione e strumenti concreti per comprendere le sfide educative dell’era digitale e rafforzare il dialogo tra genitori e figli.

Tecnologia: quale chiavetta USB scegliere e come promuovere un’azienda con sostenibilità

Lo psichiatra Tonino Cantelmi nel trattare l’argomento della rivoluzione digitale afferma, non a torto, che oramai la tecnologia è diventata un’estensione della mente dell’uomo nella quale il mondo fisico si interfaccia al mondo digitale. Nella routine quotidiana, infatti, non possiamo fare a meno di uno smartphone, di un computer e di tutti quegli oggetti esterni che ci aiutano a spostare file ed a mettere da parte la grossa quantità di gigabyte che negli anni stiamo accumulando.

La google generation criminale: i giovani della camorra su Facebook

Proponiamo l’articolo “La google generation criminale: i giovani della camorra su Facebook”, una ricerca che applica lo «sguardo storico» (Gruzinski, 2016) all’uso di Facebook da parte dei ragazzi affiliati ai clan di camorra. Nel saggio l’autore descrive il fenomeno dell’iperconessione alla rete citando il prof. Cantelmi: “parliamo di una rivoluzione digitale perché la tecnologia è diventata un ambiente in cui vivere, un’estensione dello spirito umano, un mondo intrecciato con il mondo reale e che determina la vera ristrutturazione cognitiva, emotiva e sociale dell’esperienza, un mondo che può ridefinire la costruzione di identità e relazioni, nonché l’esperienza degli individui”.
L’articolo è stato anche tradotto e pubblicato in lingua francese sulla rivista “Cahiers de Narratologie”.

Come la tecnologia ci ha cambiato la vita!

Siamo alle soglie di una mutazione antropologica dell’uomo. I nostri ragazzi si rivelano capaci di atti sempre più violenti ed efferati. La tecnologia è così innocente? Ne parliamo oggi con Tonino Cantelmi, psicologo e psicoterapeuta. “Quando la tecnologia irrompe nella vita di una persona la cambia in modo radicale. Costruisce un mondo da abitare. Alcuni studi testimoniano che già il cervello dei nostri bambini è diverso dal nostro. Un esempio è il calo dell’attenzione o della capacità di concentrarsi. L’altro cambiamento è l’immaginazione”.

Il potere della connessione

Il potere della connessione ha generato una mutazione psicosociale e forse antropologica. Il potere della tecnologia è infatti prima di tutto, un potere sulla mente. Ma i new media potrebbero anche rappresentare una risposta alla crisi della democrazia. Le manifestazioni di piazza e le rivoluzioni dell’epoca predigitale appaiono risposte insufficienti. La formazione del consenso e dell’opinione potrebbero ripartire dal basso e rifondare una democrazia partecipata proprio grazie ai social.

La sfida della Rete: per i comunicatori e per i minori

Comunicato Stampa Co.Per.Com del 18/10/2012. La tecnologia è un fatto profondamente umano. Anonimato, velocità, narcisismo e ambiguità nella Rete sono i rischi da non sottovalutare. Sono state queste le affermazioni più suggestive ricavabili dall’incontro di studio “La sfida della Rete: per i comunicatori e per i minori” del Copercom che si è svolto a Roma il 18 ottobre.

La famiglia nella sfida digitale, quale speranza?

Convegno diocesano 14 novembre presso il seminario di Cesena. Alla giornata, sviluppatasi anche attraverso laboratori creativi, ha portato un preziosissimo contributo Tonino Cantelmi, psichiatra, docente di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione all’Università Lumsa di Roma. “Stiamo facendo crescere una generazione che non ha più legami veri”, ammonisce Cantelmi in apertura della sua relazione con titolo “E-duc@re. Le relazioni delle giovani generazioni nello scenario digitale: quale speranza per la famiglia?”.