Un messaggio forte di speranza: si può vincere la depressione!

Pierluigi Diaco, ospite a Domenica In, ha condiviso una testimonianza intensa e autentica sul suo percorso attraverso una depressione clinicamente significativa. Con parole sincere, ha raccontato il dolore vissuto e la strada che lo ha aiutato a uscire da un periodo molto buio. Abbiamo scelto di proporre questo video perché offre un messaggio importante: parlare apertamente di depressione aiuta a combattere lo stigma e a rompere il silenzio che spesso circonda il disagio psichico. Una testimonianza reale che può dare sostegno e ricordare che, anche nei momenti più difficili, è possibile ritrovare la speranza.

L’attesa dell’alba – intervento video del Prof. Tonio Cantelmi

Nel suo intervento il prof. Tonino Cantelmi affronta con profondità il tema del morire come processo complesso, in cui si intrecciano dimensioni psicologiche, relazionali, sociali e spirituali. Da psichiatra, impegnato ogni giorno a contrastare il desiderio di morte nei pazienti depressi e nei giovani segnati dall’autolesionismo, Cantelmi si interroga sul significato delle richieste di suicidio assistito ed eutanasia, ponendo domande radicali: quanto pesano la solitudine, l’abbandono, la perdita di speranza? Attraverso un’intensa testimonianza personale e un richiamo alla centralità delle cure palliative, sottolinea che la risposta più autentica alla sofferenza non è l’anticipazione della fine, ma la prossimità, l’amore e la tutela della dignità umana, che è sempre infinita.

Come vincere contro il disturbo ossessivo compulsivo

Samuele Maccolini, giornalista che convive con il DOC dalla pre-adolescenza, ha visitato l’ITCI del prof. Tonino Cantelmi per raccontare il più noto gruppo di mutuo aiuto in Italia, tenuto da Bruno Vesace: una testimonianza di speranza e orientamento per chi cerca supporto. Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo coinvolge circa il 2–3% della popolazione: ossessioni (pensieri/immagini intrusive) alimentano l’ansia e spingono a compulsioni (rituali) che danno solo sollievo temporaneo. Pur essendo tra i disturbi più invalidanti secondo l’OMS, con diagnosi precoce, terapia cognitivo-comportamentale e, quando indicato, SSRI, molte persone possono tornare a una vita piena.

Il giubileo un supplemento di speranza

Articolo di Tonino Cantelmi – La speranza è molto più di un’emozione vaga: è un fattore psicologico vitale, la chiave per affrontare la realtà, per credere che esista una via d’uscita, anche nel buio.
La sua assenza genera disperazione, depressione, fino al desiderio di morte. Chi perde la speranza perde la motivazione a vivere. La speranza non è un’illusione, ma un potente motore psicologico: attiva la motivazione, sostiene l’identità, costruisce legami. È nelle relazioni di attaccamento, fin dall’infanzia, che apprendiamo a sperare: per questo, la speranza è un processo interpersonale e dialogico. Posso sperare per me, con altri, o per altri: è un atto umano e comunitario che ci responsabilizza gli uni verso gli altri. Non è desiderio, è consapevolezza: un equilibrio tra affetto e ragione, tra fiducia e realtà. In un’epoca dominata dalla solitudine, dalle passioni tristi e dal narcisismo tecnoliquido, la speranza si fa fragile, e l’umanità soffre.
Viviamo una crisi globale di speranza, sperare vuol dire riaccendere il senso, per guardare a futuri possibili, per ritrovare fiducia, significato e orizzonti di felicità. Perché il futuro che speriamo cambia il nostro presente. La speranza è davvero «un’ancora sicura e salda per la nostra vita».

La ricerca incessante della felicità nell’epoca postmoderna

Autore: Tonino Cantelmi. L’umanità sarà sempre più depressa? L’affermarsi di una cupa cultura della morte, dell’inquietante incremento dei suicidi, del malessere diffuso, preoccupa. Qualcosa non funziona perché non aumenta il senso di felicità dell’uomo contemporaneo. Che società stiamo decostruendo e ricostruendo in tempo di crisi? Qual è la qualità umana della nostra società? Questa generazione di ragazzi e di adolescenti sembra sia vulnerabile soprattutto alle patologie depressive, perché chi è depresso smette di sperare. Chi smette di sperare è depresso. E soprattutto sente di essere inaiutabile.

Coronavirus. Cantelmi: “Il Papa coglie il punto centrale. Dall’orizzonte del balcone a quello della speranza”

Quello che salva dall’angoscia è l’orizzonte della speranza. Meglio se coltivato in famiglia nutrendosi di spiritualità, preghiera e perdono reciproco. Ne è convinto il presidente degli psichiatri cattolici, Prof. T. Cantelmi, secondo il quale non bisogna avere paura di litigare e la preghiera in famiglia è una fonte di rassicurazione e di sostegno reciproco che accompagna e rafforza la riconciliazione.