Social sotto processo: il parere scientifico sui rischi dei social per adolescenti e preadolescenti

Social media sotto processo: Il parere scientifico pro veritate firmato dal prof. Tonino Cantelmi e dalla prof.ssa Marta Cacciotti, presentato in occasione della causa Moige contro Meta e TikTok, porta al centro del dibattito il rapporto tra social media, adolescenza e salute mentale. Il documento analizza i meccanismi che rendono le piattaforme digitali particolarmente coinvolgenti per i più giovani: algoritmi di raccomandazione, notifiche, like, scroll infinito e rinforzi intermittenti che possono favorire comportamenti compulsivi. Una riflessione scientifica importante, che non si limita al tempo trascorso online, ma guarda al modo in cui i social influenzano attenzione, gratificazione, confronto sociale, immagine di sé e sviluppo emotivo. Il parere richiama l’urgenza di una maggiore tutela dei minori nell’ambiente digitale e invita famiglie, istituzioni ed educatori a interrogarsi sui rischi di un’esposizione sempre più precoce e intensa alle piattaforme social. LEGGI IL DOCUMENTO

Cantelmi: “Servizi sociali e salute mentale devono lavorare insieme. Sul tema dell’integrazione c’è ancora tanto da fare”

Tonino Cantelmi, psichiatra e professore, è intervenuto a Radio Cusano affrontando il tema della salute mentale come emergenza sociale e sanitaria. Dall’integrazione delle seconde generazioni alla povertà come fattore di rischio, Cantelmi richiama la necessità di ascoltare la rabbia e la fragilità delle persone più vulnerabili, rafforzando i servizi e investendo in un piano triennale per la salute mentale. In chiusura, un passaggio anche sulla vicenda della Famiglia nel Bosco e sulle criticità rilevate nella perizia contestata dai consulenti.

Il caso Modena, la salute mentale e le risposte che mancano. «Così si finisce fuori dai radar»

Dopo i drammatici fatti di Modena, il dibattito torna su una domanda cruciale: come evitare che persone con fragilità psichiche complesse escano dai percorsi di cura e finiscano “fuori dai radar”? Nell’articolo di Avvenire, Tonino Cantelmi sottolinea la necessità di un lavoro più stretto tra servizi sociali e salute mentale, capace di intercettare non solo la patologia, ma anche il disagio sociale, l’isolamento e le difficoltà di integrazione. Una prevenzione efficace richiede continuità assistenziale, presidi territoriali più forti, équipe multidisciplinari e investimenti adeguati: perché la salute mentale non può essere affrontata solo nell’emergenza, ma deve diventare una priorità stabile del sistema sanitario e sociale.

Salute mentale, come la famiglia può essere fattore di cura

Al XXVII Convegno nazionale di Pastorale della Salute, in corso a Falerna, psichiatri, psicoterapeuti ed esperti si sono confrontati sul tema della salute mentale, mettendo al centro il ruolo della famiglia, della comunità e degli adulti educanti nella cura e nell’accompagnamento delle nuove generazioni. Nel corso della sessione dedicata alla salute mentale, il prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e direttore sanitario del Centro Don Guanella di Roma, ha portato l’attenzione su uno dei segnali più preoccupanti del disagio giovanile contemporaneo: la solitudine degli adolescenti, sempre più spesso affidata all’intelligenza artificiale e ai social network. Cantelmi ha evidenziato come molti ragazzi arrivino a confidare stati d’animo, paure e angosce a una IA, percepita quasi come un “amico principale”, mentre nella loro vita appare sempre più fragile la presenza di adulti autorevoli, capaci di ascolto e guida. Particolare rilievo è stato dato anche ai rischi legati all’attuale architettura dei social, progettati con meccanismi simili a quelli delle slot machine e capaci di generare dipendenza nei minori. Secondo Cantelmi, il problema non può essere ridotto al tempo di esposizione o ai contenuti, né attribuito semplicemente alle famiglie: occorre invece ripensare piattaforme davvero adeguate a bambini e adolescenti, libere da dinamiche che favoriscono dipendenza e isolamento. Un confronto importante, dunque, che ha rilanciato la necessità di una cura comunitaria della salute mentale, fondata su famiglie sostenute, adulti presenti e contesti educativi capaci di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita.

Social sotto processo: la prima class action inibitoria europea a tutela dei minori

Venerdì 8 maggio 2026, a Roma, presso la Sala Conferenze dell’Associazione Stampa Estera, si terrà “Social sotto processo”, un appuntamento di grande rilievo dedicato alla tutela dei minori nell’ambiente digitale. L’iniziativa, promossa dal MOIGE, dallo Studio Legale Ambrosio & Commodo e da un gruppo di famiglie, si inserisce nel contesto della prima class action inibitoria europea contro Meta e TikTok, nata per chiedere il blocco di meccanismi come scroll infinito, profilazione algoritmica e tecniche persuasive ritenute potenzialmente dannose per milioni di minori italiani. Tra i partecipanti anche il Prof. Tonino Cantelmi, che ha curato la parte scientifica del parere pro veritate alla base dell’azione. Le sue parole mettono in evidenza una questione decisiva: i social, attraverso contenuti e algoritmi di ingaggio continuo, rischiano di sbilanciare il cervello in sviluppo dei ragazzi, iperstimolando il circuito della ricompensa e rendendoli più dipendenti, impulsivi e vulnerabili.

Un confronto tra esperti, istituzioni e associazioni familiari per riportare al centro una domanda urgente: come proteggere davvero bambini e adolescenti nell’era delle piattaforme digitali?

DEEP: in fndo ad ogni numero una storia

Il 6 maggio 2026 Roma ospita la tappa conclusiva della prima Giornata Regionale delle Dipendenze, un appuntamento dedicato alla prevenzione, alla consapevolezza e alle nuove fragilità del nostro tempo. Al centro del confronto anche il contributo di Tonino Cantelmi, psichiatra e profondo conoscitore delle trasformazioni psicologiche e sociali legate al mondo digitale. Il suo intervento offrirà una lettura attenta delle nuove dipendenze, con particolare attenzione ai minori, alle famiglie e alle sfide educative poste da una società sempre più connessa. Dopo le tappe territoriali di Viterbo, Frosinone, Rieti e Latina, l’evento di Roma rappresenta una sintesi del percorso regionale e, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza: non solo numeri e dati, ma storie, vissuti e persone da rimettere al centro.

App ITCI Compassion

ITCI Compassion, un’App pensata per accompagnare i percorsi psicoeducativi e psicoterapeutici attraverso esercizi di autocompassione, ascolto di sé e regolazione emotiva. Ispirata al volume “Psicologia della compassione. Accogliere e affrontare le difficoltà della vita”, di Emiliano Lambiase e Tonino Cantelmi, l’App nasce da un’idea semplice ma decisiva: imparare a trattarsi con maggiore consapevolezza, responsabilità e cura può diventare una risorsa concreta nei momenti di difficoltà. ITCI Compassion offre esercizi mirati alla self-compassion e accompagna la persona in un percorso di maggiore ascolto interiore, regolazione emotiva e gentilezza verso se stessa. Non sostituisce la relazione terapeutica, ma può diventare un aiuto concreto e quotidiano nel lavoro personale. Gratuita, semplice da usare e disponibile su Apple Store e Google Play, ITCI Compassion è uno strumento pensato per portare nella vita quotidiana un allenamento interiore prezioso.

Manifesto sulla salute mentale e l’Intelligenza Artificiale

In occasione del convegno “Intelligenza Artificiale e Psicoterapia”, promosso dalla Consulta delle Scuole di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, è stato presentato il Manifesto sulla salute mentale e l’intelligenza artificiale, un documento che ribadisce un principio fondamentale: in psicoterapia l’IA può essere una risorsa, ma non può sostituire la relazione terapeutica. Il testo richiama la necessità di coniugare innovazione, responsabilità clinica, tutela dei dati, trasparenza e centralità della persona. Tra i promotori dell’iniziativa, il prof. Tonino Cantelmi, Consigliere Nazionale della Consulta Italiana delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Processo ai social, la sentenza USA che cambia le regole del gioco

Tonino Cantelmi evidenzia come le piattaforme digitali agiscano direttamente sui meccanismi cerebrali della ricompensa, stimolando il sistema limbico e il nucleo accumbens e favorendo dinamiche di piacere e dipendenza, soprattutto nei minori. Il cervello dei bambini, ancora in fase di sviluppo, risulta particolarmente vulnerabile a una stimolazione tecnologica precoce e intensiva, con il rischio di creare una predisposizione marcata alla dipendenza. Secondo Cantelmi, non è corretto attribuire la responsabilità esclusivamente ai genitori: è necessario introdurre regole chiare sull’accesso dei minori alle piattaforme e sui contenuti, affiancando le famiglie in questo compito. Sottolinea inoltre fenomeni preoccupanti come l’“erotizzazione precoce dell’infanzia”, legata all’accesso anticipato a contenuti inappropriati.
Il punto centrale del suo pensiero è che l’uso della tecnologia nei bambini non può essere lasciato al caso: serve una regolamentazione consapevole e sistemica, capace di tutelare lo sviluppo psicologico dei minori nell’ecosistema digitale.