La dimensione spirituale nella terapia: un dialogo tra psicologia e teologia

l Prof. Tonino Cantelmi parteciperà come relatore al Seminario di Studio “La dimensione spirituale nella terapia: un dialogo tra psicologia e teologia”, che si terrà il 26 febbraio 2026 presso la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” – Seraphicum di Roma. Nel suo intervento, dedicato a “La prospettiva psichiatrica sulla spiritualità nella cura”, il Prof. Cantelmi affronterà il tema dell’integrazione tra dimensione spirituale e pratica clinica, offrendo una riflessione sul ruolo della spiritualità nei percorsi terapeutici e nei processi di guarigione interiore.

Non c’è futuro senza memoria. Video intervento del Prof. Cantelmi

Nel suo intervento, Tonino Cantelmi riflette sul significato del Giorno della Memoria e del Giorno del Ricordo, ponendo una domanda centrale: perché tornare su eventi così orribili a distanza di quasi ottant’anni? La risposta è chiara: non c’è futuro senza memoria. Da psichiatra, Cantelmi ricorda che la memoria non è un semplice sguardo al passato, ma un processo dinamico che collega passato, presente e futuro. Ricordare significa scegliere quale futuro vogliamo costruire. Il futuro non è uno solo: esistono molti futuri possibili, e la memoria ci obbliga a decidere per quale siamo disposti a impegnarci.

Femminicidio Anguillara. Davide, dieci anni e un dolore indicibile. Cantelmi: “Ecco come ricostruire una vita spezzata”

Davide ha solo dieci anni e in poche ore ha perso tutto: la madre uccisa, il padre in carcere, i nonni paterni morti. Un trauma che rischia di spezzare per sempre l’equilibrio emotivo di un bambino.
In questa intervista lo psichiatra Tonino Cantelmi entra nel mondo interiore degli “orfani due volte” e spiega come sia possibile ricostruire una vita devastata dalla violenza: il ruolo decisivo della compassione, l’importanza di adulti capaci di cura stabile, il sostegno ai nonni materni e l’urgenza di servizi specializzati. Un contributo che va oltre il singolo caso e interroga tutta la società sull’aumento della crudeltà nelle relazioni e sul rischio di disumanizzazione. Perché dal dolore più profondo può nascere, con l’aiuto giusto, un cammino di resilienza.

Rassegna Stampa e video convegno “Oltre le barriere”

Al Senato della Repubblica si è svolto il convegno “Oltre le barriere – Storie e azioni per una salute che include”, promosso dal senatore Marco Lisei, con la partecipazione del Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha ribadito come la tutela della salute delle persone più fragili sia pienamente coerente con i valori della Costituzione e del Servizio Sanitario Nazionale. Nel corso dei lavori, il direttore generale dell’INMP Cristiano Camponi ha sottolineato l’impegno quotidiano dell’Istituto nel rimuovere ostacoli psicologici, sociali e amministrativi attraverso il lavoro sul campo e la collaborazione tra istituzioni e terzo settore. Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di indirizzo INMP, ha richiamato con forza la missione dell’Istituto: “non solo stare con gli ultimi, ma con gli invisibili, con chi non ha un posto”, riaffermando una visione di sanità profondamente inclusiva e orientata alla dignità della persona.

Suoni e Colori dello Spettro

Il 28 novembre 2025 il Prof. Tonino Cantelmi sarà ad Agnone, al Teatro Italo Argentino, per aprire il convegno “Suoni e Colori dello Spettro” con la lectio “L’autismo e i suoi enigmi”. Un appuntamento promosso dal Rotary Club Agnone per esplorare, insieme a esperti e testimonianze, le molte sfumature dello spettro autistico e promuovere una cultura dell’inclusione.

Autismo e grave psicopatologia: una sofferenza inascoltata

In questo intervento il prof. Tonino Cantelmi richiama con forza l’attenzione su un tema ancora largamente trascurato: i disturbi psichiatrici associati nelle persone con disturbi del neurosviluppo, in particolare disabilità intellettiva e disturbo dello spettro autistico ad alto bisogno di sostegno. ndividua in questa comorbilità “invisibile” una vera e propria nuova frontiera per la salute mentale: se non si imparano a riconoscere e trattare adeguatamente i disturbi psichiatrici nelle persone con disturbi del neurosviluppo (autismo e disabilità intellettiva in primis), ogni progetto di cura, riabilitazione, inclusione sociale e qualità di vita rischia di fallire. Guarda il video

Il danno biologico di natura neuropsichiatrica come conseguenza dell’uso del social

Nella consulenza tecnico-scientifica, redatta per la class action promossa dal MOIGE e dallo Studio Ambrosio & Commodo contro Meta e TikTok, Tonino Cantelmi riporta le evidenze relative a come l’uso prolungato dei social da parte dei minori possa determinare un danno biologico di natura neuropsichiatrica. Anche grazie al contributo della collega Prof.ssa Marta Cacciotti, emerge che questi strumenti possono alterare alcuni processi di pensiero, aumentare l’impulsività, favorire ansia e depressione e, soprattutto, incidere sul circuito della ricompensa in un cervello ancora in sviluppo, fino a determinare possibili modificazioni cerebrali permanenti. Si tratta di dati che rafforzano la necessità di regole molto più stringenti per tutelare davvero i giovani nell’uso dei social media.

Come vincere contro il disturbo ossessivo compulsivo

Samuele Maccolini, giornalista che convive con il DOC dalla pre-adolescenza, ha visitato l’ITCI del prof. Tonino Cantelmi per raccontare il più noto gruppo di mutuo aiuto in Italia, tenuto da Bruno Vesace: una testimonianza di speranza e orientamento per chi cerca supporto. Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo coinvolge circa il 2–3% della popolazione: ossessioni (pensieri/immagini intrusive) alimentano l’ansia e spingono a compulsioni (rituali) che danno solo sollievo temporaneo. Pur essendo tra i disturbi più invalidanti secondo l’OMS, con diagnosi precoce, terapia cognitivo-comportamentale e, quando indicato, SSRI, molte persone possono tornare a una vita piena.

La cultura del sollievo: dignità nella cura del dolore

Per il Prof. Tonino Cantelmi, il dolore è un’esperienza totale che va oltre l’aspetto fisico e coinvolge anche mente, relazioni e spiritualità. Per questo serve una cultura del sollievo globale, non riservata solo ai malati terminali, ma estesa anche a chi vive con malattie croniche e degenerative. Il sollievo, secondo Cantelmi, non è solo farmacologico: nasce dalla relazione, dalla comprensione e dalla compassione, che diventano strumenti clinici fondamentali. In un mondo sempre più tecnologico, la compassione resta il tratto distintivo dell’umanità nella cura.