IA: dall’impresa sanitaria 5.0 alla malattia zero

Il 21 maggio 2026, al Pontificio Seminario Romano Maggiore di Roma, UCID Roma promuove l’incontro “IA: dall’Impresa Sanitaria 5.0 alla Malattia Zero”, un confronto dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione della sanità. Diagnostica, prevenzione, organizzazione dei servizi e relazione con il paziente sono già attraversati da una rivoluzione tecnologica che può rendere la cura più predittiva, personalizzata e sostenibile. Al centro dell’incontro, moderato da Tonino Cantelmi e Daniele Di Giorgio, la sfida di governare l’innovazione senza smarrire la centralità della persona e l’orientamento al bene comune.

La relazione terapeutica nell’era della rivoluzione IA

Autore Tonino Cantelmi. Ed. Cisu 2025. L’IA in sanità non è solo innovazione tecnologica, ma un cambiamento culturale che ridefinisce cura, responsabilità e relazione medico-paziente. La sfida è governare l’IA con un’etica interdisciplinare per tutelare dignità, trasparenza e umanità della medicina. La vera sfida etica non è evitare la tecnologia, ma umanizzarla: l’IA deve rafforzare l’intelligenza relazionale, non rimpiazzarla; non deve oscurare il volto umano della medicina, ma illuminare le decisioni con evidenze migliori. In questa prospettiva, l’IA può – e deve – essere progettata per sostenere la relazione di cura, ampliare la capacità predittiva del clinico e aiutare a prendere decisioni più fondate e giuste. Perché questo accada, servono pilastri chiari: responsabilità condivisa, trasparenza e comprensibilità dei processi decisionali, tutela della dignità, della privacy e dell’autonomia della persona, formazione continua dei professionisti e un confronto pubblico informato. Se intesa e governata come intelligenza aumentata, l’IA può contribuire a una medicina più attenta, equa e vicina alla persona. Solo in questo modo sarà davvero al servizio della cura.

Intelligenza artificiale e salute. La vera sfida è la relazione medico-paziente

L’intelligenza artificiale in sanità non è solo innovazione tecnologica, ma un profondo cambio di paradigma che ridefinisce cura, responsabilità e relazione terapeutica. È quanto sottolinea Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di indirizzo INMP, in occasione della presentazione del Manifesto “Singolarità tecnologica verso malattia zero” al Ministero della Salute. Per Cantelmi l’AI non è neutrale e pone decisive questioni etiche, giuridiche e psicologiche, soprattutto sul rischio di svuotare la relazione medico-paziente. La vera sfida è “umanizzare” la tecnologia, evitando deleghe acritiche agli algoritmi e preservando ascolto, empatia e responsabilità clinica. Il Manifesto propone una sanità proattiva e universale, fondata su un’etica della responsabilità e sulla presa in carico globale della persona.