Follia, aggressività e rappresentazioni sociali
Il fantasma del pregiudizio in psichiatria si chiama stigma. Lo stigma è una sorta di fatale e invisibile marchio, che segna chi “soffre nella testa”, chi “perde il senno”, chi “impazzisce”. È quel muro di gomma fatto di isolamento, emarginazione, finta accoglienza, che caratterizza molte vite devastate dalla depressione o dalla schizofrenia o da altro ancora. E la rappresentazione della follia attraverso i media, la sua spettacolarizzazione e i vari tentativi di spiegare ciò che a volte appare incomprensibile, non contribuisce forse ad aumentare a dismisura lo stigma? Che fare dunque? Come “parlare” di follia? In questo convegno si cercherà di rispondere a queste domande attraverso due riflessioni: la prima riguarda la necessità di adeguare i servizi per la salute mentale alle attuali esigenze di cure; la seconda si propone di rivisitare la rappresentazione mediatica della follia attraverso la ricerca di nuove trame narrative, capaci di restituire dignità all’uomo sofferente.
