Salute mentale, come la famiglia può essere fattore di cura

Al XXVII Convegno nazionale di Pastorale della Salute, in corso a Falerna, psichiatri, psicoterapeuti ed esperti si sono confrontati sul tema della salute mentale, mettendo al centro il ruolo della famiglia, della comunità e degli adulti educanti nella cura e nell’accompagnamento delle nuove generazioni. Nel corso della sessione dedicata alla salute mentale, il prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e direttore sanitario del Centro Don Guanella di Roma, ha portato l’attenzione su uno dei segnali più preoccupanti del disagio giovanile contemporaneo: la solitudine degli adolescenti, sempre più spesso affidata all’intelligenza artificiale e ai social network. Cantelmi ha evidenziato come molti ragazzi arrivino a confidare stati d’animo, paure e angosce a una IA, percepita quasi come un “amico principale”, mentre nella loro vita appare sempre più fragile la presenza di adulti autorevoli, capaci di ascolto e guida. Particolare rilievo è stato dato anche ai rischi legati all’attuale architettura dei social, progettati con meccanismi simili a quelli delle slot machine e capaci di generare dipendenza nei minori. Secondo Cantelmi, il problema non può essere ridotto al tempo di esposizione o ai contenuti, né attribuito semplicemente alle famiglie: occorre invece ripensare piattaforme davvero adeguate a bambini e adolescenti, libere da dinamiche che favoriscono dipendenza e isolamento. Un confronto importante, dunque, che ha rilanciato la necessità di una cura comunitaria della salute mentale, fondata su famiglie sostenute, adulti presenti e contesti educativi capaci di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita.

Presentazione del libro “La famiglia nel bosco” di Corrado Zunino

Sabato 16 maggio, alla Libreria ELI di Roma, sarà presentato il libro “La famiglia nel bosco” di Corrado Zunino, un reportage che ricostruisce la storia della famiglia che ha scelto di vivere nella natura e che, dopo l’intervento delle istituzioni, ha acceso un intenso dibattito nazionale su libertà educativa, tutela dei minori e responsabilità genitoriale. All’incontro parteciperà anche il Prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente della difesa della famiglia, con un intervento dedicato agli aspetti psicologici, relazionali e familiari di una vicenda che continua a interrogare il Paese.

Famiglia nel bosco, la conferenza alla Camera: il dolore dei genitori e la denuncia di una crudeltà estrema

Riportiamo la notizia della conferenza stampa alla Camera dei Deputati, che ha avuto ampio spazio sulla stampa nazionale e ha riportato al centro dell’attenzione il dolore di Catherine e Nathan Trevallion, genitori dei tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco”. L’incontro, promosso da Michela Vittoria Brambilla a Montecitorio, ha visto la partecipazione dell’avvocato Marco Femminella, della Garante per l’Infanzia Marina Terragni e di esperti come Tonino Cantelmi, Massimo Ammaniti e Daniela Pia Rosaria Chieffo. Particolarmente forte l’intervento del professor Cantelmi, che ha richiamato la parola “crudeltà”, sottolineando come sia crudele screditare il racconto di una madre, rappresentarla come dannosa per i figli senza evidenze cliniche e scientifiche, ed esprimere giudizi clinici senza adeguate competenze. Una vicenda intensa e drammatica, che richiama la necessità di ripensare il sistema degli allontanamenti, mettendo davvero al centro il superiore interesse dei minori.

Il dolore di Catherine

Il dolore di Catherine emerge in queste ore con una forza difficile da ignorare: sapere che i suoi figli stanno male, senza poterli vedere, accudire o confortare, trasforma la distanza in una ferita ancora più profonda. Nelle parole riportate dalla stampa si avverte tutta l’impotenza di una madre che si domanda quale colpa possa giustificare una separazione tanto dura, mentre immagina i suoi bambini spaventati, fragili, lontani da tutto ciò che per loro ha rappresentato casa, affetto e continuità. In questo quadro si colloca con chiarezza la posizione del prof. Tonino Cantelmi, che invita a leggere questa vicenda partendo anzitutto dalla sofferenza umana. Cantelmi parla di un dolore autentico, non di ostilità, e chiede che a Catherine venga restituita dignità, ascolto e rispetto. Il suo richiamo è netto: una madre che soffre per i propri figli non può essere liquidata con superficialità. Al contrario, quella sofferenza chiede di essere accolta e accompagnata, soprattutto quando al centro ci sono il legame familiare, la fragilità dei bambini e le conseguenze emotive di una separazione tanto prolungata.

I bambini della casa nel bosco vanno riportati in famiglia

Nel servizio di Gente firmato da Barbara Nevosi, il professor Tonino Cantelmi replica alle dichiarazioni dell’avvocato Annamaria Bernardini de Pace sul caso dei bambini della casa nel bosco di Palombaro. Lo psichiatra contesta con fermezza i giudizi rivolti alla madre, definiti “parole gravi”, e chiarisce di non aver mai riscontrato in lei i tratti di instabilità descritti pubblicamente: “la madre non l’ho mai vista così. La mamma è molto collaborativa”. Cantelmi respinge anche la lettura di una presunta condizione di degrado, spiegando che si tratta piuttosto di “un diverso assetto valoriale”, non di una realtà da stigmatizzare. Centrale, nella sua analisi, è il trauma dell’allontanamento dei minori e la necessità di lavorare al ricongiungimento: “chiediamo il ricongiungimento e l’affiancamento al padre”, fino alla convinzione finale che “il bene dei bambini è che siano restituiti alla famiglia”.

La vita non è in gioco. Evento di sensibilizzazione dedicato al contrasto del gioco d’azzardo

Il prof. Tonino Cantelmi sarà tra i relatori dell’incontro “La vita non è in gioco”, in programma il 26 marzo 2026 alle ore 10.00 presso la Sala Consiliare del Comune di Nettuno. Un appuntamento dedicato alla prevenzione del gioco d’azzardo e alla costruzione di un patto di comunità, nel quale il prof. Cantelmi interverrà con una riflessione su giovani, digitale e rischio di dipendenza nel contributo intitolato “Piccoli gamers crescono”.

Famiglia nel bosco, Cantelmi: “Abbassiamo tutti le armi e puntiamo su Nathan per salvare i bambini”

In un’intervista a la Repubblica, il prof. Tonino Cantelmi interviene sul caso della “famiglia nel bosco” con un appello chiaro: fermare lo scontro e cambiare approccio. Secondo lo psichiatra, il dibattito ha raggiunto livelli di forte conflittualità, rischiando di compromettere l’obiettivo principale, che resta il benessere dei minori. Cantelmi invita tutte le parti — istituzioni, professionisti e difesa — a fare autocritica e ad abbandonare contrapposizioni e pregiudizi, per costruire invece un percorso condiviso. Al centro deve esserci la riunificazione familiare, possibile solo attraverso un accompagnamento psicologico autentico, empatico e non giudicante. Sottolinea inoltre l’importanza di non interrompere il legame tra madre e figli e richiama l’attenzione sulla sofferenza dei bambini, evidenziando come la situazione attuale non possa rappresentare una soluzione adeguata. La sua posizione è netta: serve meno conflitto e più responsabilità comune, per restituire stabilità ai bambini e costruire un percorso reale di ricomposizione familiare.

Anche senza l’algoritmo. Dall’empatia all’ascolto: la cura umana

Nell’inserto MoltoFuturo del quotidiano Il Messaggero si discute di intelligenza artificiale applicata alla medicina, e in questo contesto emerge con forza il messaggio del prof. Tonino Cantelmi. Nel dibattito sull’intelligenza artificiale in medicina, il prof. Tonino Cantelmi lancia un messaggio chiaro: la tecnologia è utile, ma non può rimpiazzare ciò che rende autentica la cura. Nei momenti di fragilità, spiega, il paziente ha bisogno di ascolto, empatia e presenza umana. Ridurre la medicina a una procedura automatizzata rischia di generare solitudine e perdita di senso. La sfida, oggi, è una sola: integrare innovazione e umanità senza sacrificare la relazione terapeutica, cuore insostituibile di ogni percorso di cura.

La dimensione spirituale nella terapia: un dialogo tra psicologia e teologia

l Prof. Tonino Cantelmi parteciperà come relatore al Seminario di Studio “La dimensione spirituale nella terapia: un dialogo tra psicologia e teologia”, che si terrà il 26 febbraio 2026 presso la Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” – Seraphicum di Roma. Nel suo intervento, dedicato a “La prospettiva psichiatrica sulla spiritualità nella cura”, il Prof. Cantelmi affronterà il tema dell’integrazione tra dimensione spirituale e pratica clinica, offrendo una riflessione sul ruolo della spiritualità nei percorsi terapeutici e nei processi di guarigione interiore.

Rassegna Stampa e video convegno “Oltre le barriere”

Al Senato della Repubblica si è svolto il convegno “Oltre le barriere – Storie e azioni per una salute che include”, promosso dal senatore Marco Lisei, con la partecipazione del Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha ribadito come la tutela della salute delle persone più fragili sia pienamente coerente con i valori della Costituzione e del Servizio Sanitario Nazionale. Nel corso dei lavori, il direttore generale dell’INMP Cristiano Camponi ha sottolineato l’impegno quotidiano dell’Istituto nel rimuovere ostacoli psicologici, sociali e amministrativi attraverso il lavoro sul campo e la collaborazione tra istituzioni e terzo settore. Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di indirizzo INMP, ha richiamato con forza la missione dell’Istituto: “non solo stare con gli ultimi, ma con gli invisibili, con chi non ha un posto”, riaffermando una visione di sanità profondamente inclusiva e orientata alla dignità della persona.