Sanità e IA: il medico è già sostituibile dall’intelligenza artificiale?

Proponiamo un articolo pubblicato sul sito di Gianluigi Bonanomi dal titolo “Sanità e IA: il medico è già sostituibile dall’intelligenza artificiale?”, che riprende e approfondisce la provocazione lanciata da Tonino Cantelmi al convegno Health-AI 2026: Intelligenza, Dati e Persone. Secondo Cantelmi, «il medico è già sostituibile dalla AI»: la vera domanda, però, non è più tecnologica ma etica. In una sanità in cui molte attività diagnostiche, predittive e decisionali diventano sempre più automatizzabili, occorre chiedersi quale sarà il ruolo dell’umano nella cura. Da qui la proposta di formare “specialisti in umanità”, capaci di integrare dati, algoritmi, responsabilità, empatia e relazione, perché se l’intelligenza artificiale potrà svolgere sempre meglio la parte calcolabile della medicina, all’essere umano resterà la parte più difficile: custodire il senso, la fiducia e la responsabilità della cura.

Cantelmi: Il medico è già sostituibile dalla IA. Ci sarà bisogno di medici specialisti in umanità

Al convegno “Health-AI 2026: Intelligenza, Dati e Persone”, promosso da UCID Lazio presso la Regione Lazio, Tonino Cantelmi ha posto al centro del dibattito la vera sfida dell’intelligenza artificiale in sanità: non più solo tecnologica, ma profondamente etica. «Il medico è già sostituibile dalla AI», ha dichiarato Cantelmi, aprendo una riflessione decisiva sul futuro della cura: quale sarà il ruolo dell’umano? In una sanità sempre più guidata da algoritmi, dati e sistemi predittivi, la priorità diventa formare “specialisti in umanità”, capaci di custodire relazione, empatia, responsabilità e centralità della persona.

Famiglia nel bosco, i coniugi Trevallion alla Camera

Il 22/04/20226, alle 17.30, nella sala stampa di Montecitorio, la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, invita a un incontro pubblico “sull’allontanamento giudiziale dei minori dai nuclei familiari e sul caso della cosiddetta ‘famiglia nel bosco‘”. Lo comunica una nota in cui si informa che interverranno, oltre a Brambilla, Nathan e Catherine Trevallion, il loro avvocato Marco Femminella e tre esperti psicoterapeuti: il consulente di parte professor Tonino Cantelmi, della Pontificia Università Gregoriana di Roma, il professor Massimo Ammaniti dell’Università La Sapienza di Roma e la professoressa Daniela Pia Rosaria Chieffo, Responsabile dell’Unità Operativa Semplice Psicologia Clinica del Policlinico Agostino Gemelli e docente di Psicologia generale all’Università Cattolica di Roma.

Corriere della Sera: “Famiglia nel bosco, come hanno trascorso il Natale. Ora il super psichiatra per ribaltare il caso”

Nel complesso caso giudiziario che coinvolge la famiglia Trevallion, separata dai figli per decisione del Tribunale, entra come consulente di parte Tonino Cantelmi, psichiatra e professore associato alla Pontificia Università Gregoriana. Il suo contributo si inserisce in una fase delicata, segnata da valutazioni sul benessere psicologico dei minori e sul rapporto tra modelli educativi alternativi, convinzioni personali e tutela dei diritti dei bambini. L’obiettivo è favorire una lettura clinica ed equilibrata della vicenda, ponendo al centro lo sviluppo psicoaffettivo dei minori e il dialogo tra famiglia e istituzioni, in un contesto giuridico e umano di particolare complessità.