Magnifica Humanitas: la Persona oltre l’algoritmo

Proponiamo l’intervista di Roberto Milani a Tonino Cantelmi, dedicata ai temi della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale e della custodia dell’umano nell’epoca della tecnoliquidità. A partire dalle riflessioni dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, Cantelmi invita a interrogarsi su un rischio sempre più attuale: non stiamo delegando alla tecnologia solo compiti operativi, ma anche funzioni interiori come il giudizio, l’attesa, la creatività e persino il modo di comprendere ciò che proviamo. Dal brain rot alla dipendenza cognitiva, dall’economia dell’attenzione alla necessità di una nuova igiene digitale, l’intervista richiama l’urgenza di educare giovani e adulti a un uso della tecnologia che non impoverisca la relazione, la libertà e il desiderio dell’altro. Perché, come ricorda Cantelmi, non basta rendere l’IA più umana: occorre impedire che l’uomo diventi meno capace di umanità.

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Tonino Cantelmi evidenzia come le piattaforme digitali agiscano direttamente sui meccanismi cerebrali della ricompensa, stimolando il sistema limbico e il nucleo accumbens e favorendo dinamiche di piacere e dipendenza, soprattutto nei minori. Il cervello dei bambini, ancora in fase di sviluppo, risulta particolarmente vulnerabile a una stimolazione tecnologica precoce e intensiva, con il rischio di creare una predisposizione marcata alla dipendenza. Secondo Cantelmi, non è corretto attribuire la responsabilità esclusivamente ai genitori: è necessario introdurre regole chiare sull’accesso dei minori alle piattaforme e sui contenuti, affiancando le famiglie in questo compito. Sottolinea inoltre fenomeni preoccupanti come l’“erotizzazione precoce dell’infanzia”, legata all’accesso anticipato a contenuti inappropriati.
Il punto centrale del suo pensiero è che l’uso della tecnologia nei bambini non può essere lasciato al caso: serve una regolamentazione consapevole e sistemica, capace di tutelare lo sviluppo psicologico dei minori nell’ecosistema digitale.