Magnifica Humanitas: la Persona oltre l’algoritmo

Proponiamo l’intervista di Roberto Milani a Tonino Cantelmi, dedicata ai temi della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale e della custodia dell’umano nell’epoca della tecnoliquidità. A partire dalle riflessioni dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, Cantelmi invita a interrogarsi su un rischio sempre più attuale: non stiamo delegando alla tecnologia solo compiti operativi, ma anche funzioni interiori come il giudizio, l’attesa, la creatività e persino il modo di comprendere ciò che proviamo. Dal brain rot alla dipendenza cognitiva, dall’economia dell’attenzione alla necessità di una nuova igiene digitale, l’intervista richiama l’urgenza di educare giovani e adulti a un uso della tecnologia che non impoverisca la relazione, la libertà e il desiderio dell’altro. Perché, come ricorda Cantelmi, non basta rendere l’IA più umana: occorre impedire che l’uomo diventi meno capace di umanità.

Smartphone addiction across the lifetime during Italian lockdown for COVID-19

La nomofobia (no-mobile-phobia o sindrome da disconnessione) è la paura di non poter utilizzare il proprio cellulare, di non essere connessi o rintracciabili. Una forma di dipendenza, caratterizzata dall’uso eccessivo dello smartphone dovuto alla costante necessità di consultarlo per visualizzare notifiche e aggiornamenti. La presente ricerca, condotta durante l’emergenza da COVID-19, ha ipotizzato che il periodo di lockdown abbia favorito l’aumento dell’uso improprio del cellulare. Nell’articolo è citato anche il lavoro del prof. Tonino Cantelmi e del dr. Emiliano Lambiase.

Quella rivoluzione chiamata telefonino

Fu Martin Cooper quarant’anni fa a comunicare da Manhattan con il primo apparecchio portatile. Da allora una crescita esponenziale: 6 miliardi di sim card pari all’87% della popolazione del pianeta. La diffusione del telefonino comporta non solo opportunità, ma anche lo sviluppo di dipendenze, disturbi e disagi.
Nelle ultime ricerche è stata registrata una nuova sindrome, chiamata nomofobia. L’intervista di Tonino Cantelmi