Social sotto processo: il parere scientifico sui rischi dei social per adolescenti e preadolescenti

Social media sotto processo: Il parere scientifico pro veritate firmato dal prof. Tonino Cantelmi e dalla prof.ssa Marta Cacciotti, presentato in occasione della causa Moige contro Meta e TikTok, porta al centro del dibattito il rapporto tra social media, adolescenza e salute mentale. Il documento analizza i meccanismi che rendono le piattaforme digitali particolarmente coinvolgenti per i più giovani: algoritmi di raccomandazione, notifiche, like, scroll infinito e rinforzi intermittenti che possono favorire comportamenti compulsivi. Una riflessione scientifica importante, che non si limita al tempo trascorso online, ma guarda al modo in cui i social influenzano attenzione, gratificazione, confronto sociale, immagine di sé e sviluppo emotivo. Il parere richiama l’urgenza di una maggiore tutela dei minori nell’ambiente digitale e invita famiglie, istituzioni ed educatori a interrogarsi sui rischi di un’esposizione sempre più precoce e intensa alle piattaforme social. LEGGI IL DOCUMENTO

Salute mentale, come la famiglia può essere fattore di cura

Al XXVII Convegno nazionale di Pastorale della Salute, in corso a Falerna, psichiatri, psicoterapeuti ed esperti si sono confrontati sul tema della salute mentale, mettendo al centro il ruolo della famiglia, della comunità e degli adulti educanti nella cura e nell’accompagnamento delle nuove generazioni. Nel corso della sessione dedicata alla salute mentale, il prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e direttore sanitario del Centro Don Guanella di Roma, ha portato l’attenzione su uno dei segnali più preoccupanti del disagio giovanile contemporaneo: la solitudine degli adolescenti, sempre più spesso affidata all’intelligenza artificiale e ai social network. Cantelmi ha evidenziato come molti ragazzi arrivino a confidare stati d’animo, paure e angosce a una IA, percepita quasi come un “amico principale”, mentre nella loro vita appare sempre più fragile la presenza di adulti autorevoli, capaci di ascolto e guida. Particolare rilievo è stato dato anche ai rischi legati all’attuale architettura dei social, progettati con meccanismi simili a quelli delle slot machine e capaci di generare dipendenza nei minori. Secondo Cantelmi, il problema non può essere ridotto al tempo di esposizione o ai contenuti, né attribuito semplicemente alle famiglie: occorre invece ripensare piattaforme davvero adeguate a bambini e adolescenti, libere da dinamiche che favoriscono dipendenza e isolamento. Un confronto importante, dunque, che ha rilanciato la necessità di una cura comunitaria della salute mentale, fondata su famiglie sostenute, adulti presenti e contesti educativi capaci di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita.

Social sotto processo: la prima class action inibitoria europea a tutela dei minori

Venerdì 8 maggio 2026, a Roma, presso la Sala Conferenze dell’Associazione Stampa Estera, si terrà “Social sotto processo”, un appuntamento di grande rilievo dedicato alla tutela dei minori nell’ambiente digitale. L’iniziativa, promossa dal MOIGE, dallo Studio Legale Ambrosio & Commodo e da un gruppo di famiglie, si inserisce nel contesto della prima class action inibitoria europea contro Meta e TikTok, nata per chiedere il blocco di meccanismi come scroll infinito, profilazione algoritmica e tecniche persuasive ritenute potenzialmente dannose per milioni di minori italiani. Tra i partecipanti anche il Prof. Tonino Cantelmi, che ha curato la parte scientifica del parere pro veritate alla base dell’azione. Le sue parole mettono in evidenza una questione decisiva: i social, attraverso contenuti e algoritmi di ingaggio continuo, rischiano di sbilanciare il cervello in sviluppo dei ragazzi, iperstimolando il circuito della ricompensa e rendendoli più dipendenti, impulsivi e vulnerabili.

Un confronto tra esperti, istituzioni e associazioni familiari per riportare al centro una domanda urgente: come proteggere davvero bambini e adolescenti nell’era delle piattaforme digitali?

Il danno biologico di natura neuropsichiatrica come conseguenza dell’uso del social

Nella consulenza tecnico-scientifica, redatta per la class action promossa dal MOIGE e dallo Studio Ambrosio & Commodo contro Meta e TikTok, Tonino Cantelmi riporta le evidenze relative a come l’uso prolungato dei social da parte dei minori possa determinare un danno biologico di natura neuropsichiatrica. Anche grazie al contributo della collega Prof.ssa Marta Cacciotti, emerge che questi strumenti possono alterare alcuni processi di pensiero, aumentare l’impulsività, favorire ansia e depressione e, soprattutto, incidere sul circuito della ricompensa in un cervello ancora in sviluppo, fino a determinare possibili modificazioni cerebrali permanenti. Si tratta di dati che rafforzano la necessità di regole molto più stringenti per tutelare davvero i giovani nell’uso dei social media.