Intelligenza artificiale e salute. La vera sfida è la relazione medico-paziente

L’intelligenza artificiale in sanità non è solo innovazione tecnologica, ma un profondo cambio di paradigma che ridefinisce cura, responsabilità e relazione terapeutica. È quanto sottolinea Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di indirizzo INMP, in occasione della presentazione del Manifesto “Singolarità tecnologica verso malattia zero” al Ministero della Salute. Per Cantelmi l’AI non è neutrale e pone decisive questioni etiche, giuridiche e psicologiche, soprattutto sul rischio di svuotare la relazione medico-paziente. La vera sfida è “umanizzare” la tecnologia, evitando deleghe acritiche agli algoritmi e preservando ascolto, empatia e responsabilità clinica. Il Manifesto propone una sanità proattiva e universale, fondata su un’etica della responsabilità e sulla presa in carico globale della persona.

Rassegna stampa: Singolarità tecnologica verso Malattia zero

Il convegno “Singolarità tecnologica e AI. Verso malattia zero – Un manifesto per un think tank”, svoltosi il 12 dicembre a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute, ha offerto un rilevante momento di confronto sul futuro della sanità nell’era dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale. Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il Manifesto “Singolarità tecnologica verso Malattia zero”, documento che propone una nuova alleanza tra medicina e tecnologia, fondata sulla centralità della persona e sull’umanità della relazione di cura, ponendo le basi per la nascita di un think tank interdisciplinare. Tra i protagonisti, il prof. Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di Indirizzo dell’INMP e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, ha evidenziato come l’IA in sanità rappresenti prima di tutto una sfida etica, sottolineando che «il progresso tecnologico deve essere governato affinché rafforzi, e non sostituisca, la relazione umana nella cura

Il paziente digitalmente modificato – Intervento del Prof. Cantelmi

Nel suo intervento, il Prof. Tonino Cantelmi ha ripercorso la storia dei suoi studi a partire dalla fine degli anni ’90 – dagli esordi sulla psicopatologia delle condotte on-line e sulle prime descrizioni della dipendenza da Internet, fino alla formulazione della categoria di mente tecno-liquida e di società incessante. In questo quadro ha parlato di “insurrezione digitale” e “mutazione antropologica. Successivamente ha affrontato il tema della “recessione cognitiva” e del cosiddetto brain rot.