Manifesto sulla salute mentale e l’Intelligenza Artificiale

In occasione del convegno “Intelligenza Artificiale e Psicoterapia”, promosso dalla Consulta delle Scuole di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, è stato presentato il Manifesto sulla salute mentale e l’intelligenza artificiale, un documento che ribadisce un principio fondamentale: in psicoterapia l’IA può essere una risorsa, ma non può sostituire la relazione terapeutica. Il testo richiama la necessità di coniugare innovazione, responsabilità clinica, tutela dei dati, trasparenza e centralità della persona. Tra i promotori dell’iniziativa, il prof. Tonino Cantelmi, Consigliere Nazionale della Consulta Italiana delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

La relazione terapeutica nell’era della rivoluzione IA

Autore Tonino Cantelmi. Ed. Cisu 2025. L’IA in sanità non è solo innovazione tecnologica, ma un cambiamento culturale che ridefinisce cura, responsabilità e relazione medico-paziente. La sfida è governare l’IA con un’etica interdisciplinare per tutelare dignità, trasparenza e umanità della medicina. La vera sfida etica non è evitare la tecnologia, ma umanizzarla: l’IA deve rafforzare l’intelligenza relazionale, non rimpiazzarla; non deve oscurare il volto umano della medicina, ma illuminare le decisioni con evidenze migliori. In questa prospettiva, l’IA può – e deve – essere progettata per sostenere la relazione di cura, ampliare la capacità predittiva del clinico e aiutare a prendere decisioni più fondate e giuste. Perché questo accada, servono pilastri chiari: responsabilità condivisa, trasparenza e comprensibilità dei processi decisionali, tutela della dignità, della privacy e dell’autonomia della persona, formazione continua dei professionisti e un confronto pubblico informato. Se intesa e governata come intelligenza aumentata, l’IA può contribuire a una medicina più attenta, equa e vicina alla persona. Solo in questo modo sarà davvero al servizio della cura.

Rassegna stampa: Singolarità tecnologica verso Malattia zero

Il convegno “Singolarità tecnologica e AI. Verso malattia zero – Un manifesto per un think tank”, svoltosi il 12 dicembre a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute, ha offerto un rilevante momento di confronto sul futuro della sanità nell’era dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale. Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il Manifesto “Singolarità tecnologica verso Malattia zero”, documento che propone una nuova alleanza tra medicina e tecnologia, fondata sulla centralità della persona e sull’umanità della relazione di cura, ponendo le basi per la nascita di un think tank interdisciplinare. Tra i protagonisti, il prof. Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di Indirizzo dell’INMP e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, ha evidenziato come l’IA in sanità rappresenti prima di tutto una sfida etica, sottolineando che «il progresso tecnologico deve essere governato affinché rafforzi, e non sostituisca, la relazione umana nella cura

Un Manifesto sulla “Singolarità Tecnologica verso Malattia Zero”

Sulle pagine digitali di Quotidiano Sanità è stato pubblicato un documento firmato da Angelo Barbato e Tonino Cantelmi, che rappresenta una proposta e un impegno nella trasformazione che sta ridisegnando il futuro della medicina. Il manifesto richiama tre forze tecnologiche decisive – la Legge di Moore, Internet e la rivoluzione genomica – che hanno preparato il terreno all’Intelligenza Artificiale, definita dagli autori un “moltiplicatore di velocità e forza per il pensiero umano”.È in questo contesto di crescita non più lineare, ma esponenziale, che gli autori hanno sentito l’urgenza di definire una visione strategica per la sanità.