Il caso Modena, la salute mentale e le risposte che mancano. «Così si finisce fuori dai radar»

Dopo i drammatici fatti di Modena, il dibattito torna su una domanda cruciale: come evitare che persone con fragilità psichiche complesse escano dai percorsi di cura e finiscano “fuori dai radar”? Nell’articolo di Avvenire, Tonino Cantelmi sottolinea la necessità di un lavoro più stretto tra servizi sociali e salute mentale, capace di intercettare non solo la patologia, ma anche il disagio sociale, l’isolamento e le difficoltà di integrazione. Una prevenzione efficace richiede continuità assistenziale, presidi territoriali più forti, équipe multidisciplinari e investimenti adeguati: perché la salute mentale non può essere affrontata solo nell’emergenza, ma deve diventare una priorità stabile del sistema sanitario e sociale.

Autismo e grave psicopatologia: una sofferenza inascoltata

In questo intervento il prof. Tonino Cantelmi richiama con forza l’attenzione su un tema ancora largamente trascurato: i disturbi psichiatrici associati nelle persone con disturbi del neurosviluppo, in particolare disabilità intellettiva e disturbo dello spettro autistico ad alto bisogno di sostegno. ndividua in questa comorbilità “invisibile” una vera e propria nuova frontiera per la salute mentale: se non si imparano a riconoscere e trattare adeguatamente i disturbi psichiatrici nelle persone con disturbi del neurosviluppo (autismo e disabilità intellettiva in primis), ogni progetto di cura, riabilitazione, inclusione sociale e qualità di vita rischia di fallire. Guarda il video

Comunicare il mondo delle persone con disabilità

Lunedì 3 novembre, al Borgo Guanella di Roma, le ACLI di Roma promuovono – in collaborazione con l’Agenzia Comunicatio e con il riconoscimento dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio – il corso di formazione “Comunicare il mondo delle persone con disabilità”. Un appuntamento pensato per offrire ai giornalisti strumenti e prospettive per raccontare la disabilità in modo corretto, rispettoso e consapevole.
Tra i relatori interverrà anche Tonino Cantelmi, direttore sanitario dell’Opera Don Guanella, insieme a esperti del mondo dell’informazione, della sanità e dell’associazionismo. L’incontro sarà un’occasione di confronto aperto per promuovere una narrazione mediatica capace di valorizzare la diversità e favorire una cultura dell’inclusione.