“La mia verità”, incontro all’ITCI con Catherine e Nathan Birmingham: la rassegna stampa

Si è svolta ieri, presso l’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma, la presentazione del libro “La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco” di Catherine Louise Birmingham, in un incontro promosso e organizzato dal Prof. Tonino Cantelmi. L’evento, dal titolo “AI Conformism or Human Originality. Verso una nuova umanità”, ha riunito voci autorevoli per riflettere sulla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, sul valore della libertà educativa, sulla tutela dei minori e sul bisogno di guardare oltre gli schemi del conformismo contemporaneo. Riportiamo alcune notizie di stampa dedicate all’incontro e alle parole di Catherine e Nathan, in attesa della decisione sul possibile ricongiungimento con i figli.

Famiglia nel bosco, la conferenza alla Camera: il dolore dei genitori e la denuncia di una crudeltà estrema

Riportiamo la notizia della conferenza stampa alla Camera dei Deputati, che ha avuto ampio spazio sulla stampa nazionale e ha riportato al centro dell’attenzione il dolore di Catherine e Nathan Trevallion, genitori dei tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco”. L’incontro, promosso da Michela Vittoria Brambilla a Montecitorio, ha visto la partecipazione dell’avvocato Marco Femminella, della Garante per l’Infanzia Marina Terragni e di esperti come Tonino Cantelmi, Massimo Ammaniti e Daniela Pia Rosaria Chieffo. Particolarmente forte l’intervento del professor Cantelmi, che ha richiamato la parola “crudeltà”, sottolineando come sia crudele screditare il racconto di una madre, rappresentarla come dannosa per i figli senza evidenze cliniche e scientifiche, ed esprimere giudizi clinici senza adeguate competenze. Una vicenda intensa e drammatica, che richiama la necessità di ripensare il sistema degli allontanamenti, mettendo davvero al centro il superiore interesse dei minori.

Soli davanti allo schermo, si credono “avatar”.

Intervista del Prof. Cantelmi al Messaggero del 25/10/2010: «Non dobbiamo stupirci di fatti come quelli accaduti a Torino, dove un ragazzo di 16 anni ha accoltellato il padre per aver staccato la spina della playstation con la quale stava giocando. Sono reazioni perfettamente spiegabili come conseguenza di una situazione che ormai sta diventando davvero critica» spiega Tonio Cantelmi, psichiatra all’Università gregoriana di Roma. «I ragazzi sono di fatto immersi in una realtà virtuale – spiega Cantelmi – che ha come prima conseguenza quella di desensibilizzare i giovani nei confronti dell’aggressività. In pratica saltano tutti gli schemi e non si ha più la percezione della gravità delle proprie azioni come appunto quella di reagire in maniera violenta contro chiunque, perfino contro il proprio genitore.