II Congresso Nazionale far- Famiglia

Si svolgerà a Roma, presso il «Seraphicum», il II Congresso Nazionale dell’associazione far-Famiglia, un’associazione di Promozione Sociale fondata a Roma nel 2005 con l’obiettivo principale di aiutare i genitori a educare i propri figli e sviluppa la sua azione attraverso la promozione di Scuole di Famiglia. Tra i relatori Tonino Cantelmi

Sempre più connessi, sempre più depressi

Una ragazzina di 15 anni si accorge dello sconforto del padre. L’uomo sta per impiccarsi e anzi lo fa. La ragazza irrompe nella stanza e, gridando aiuto, lo sorregge per le gambe, impedendogli di soffocare. L’ uomo si salverà. È accaduto pochi mesi fa in Italia. Su questo drammatico fatto di cronaca “Punto famiglia” raccoglie le riflessioni del Prof. Cantelmi.

Tra genitori e figli, la sfida della comunicazione

Al Torrino la tavola rotonda organizzata dall’emittente Radiopiù e dal Centro Culturale San Paolo. Il dialogo in famiglia non è facile perché si confrontano generazioni diverse con competenze comunicative diverse, ha sottolineato Tonino Cantelmi, psichiatra, «Dai dieci anni in poi i bambini smettono di chiedere informazioni ai genitori ma chiedono a “Google”. tra gli altri relatori: Aldo Maria Valli, vaticanista Rai, monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico della diocesi di Roma e Serena Cammelli.

Quando il pericolo si chiama social network

Che cosa spinge alcune vittime di cyberbullismo ad atti estremi come il suicidio? Ma che cosa è accaduto? cosa porta i ragazzi a maturare una scelta così drammatica? È sufficiente sorvegliare superficialmente sulle attività che i figli svolgono su internet? Perché i genitori, oggi così accudenti rispetto a ieri, fanno così difficoltà a comprendere i pericoli della rete? Il prof. Tonino Cantelmi, psichiatra, esperto delle nuove tecnologie e pioniere della riflessione sui rischi e sui pericoli cui sono sottoposti i ragazzi oggi, ha risposto alle domande di Giovanna Abbagnara, direttore responsabile di Punto Famiglia, evidenziando un dato inquietante: i genitori hanno perso la capacità di trasmettere narrazioni di senso, valori alle nuove generazioni.

Soli davanti a videogiochi e tv e senza limiti d’orario, i minori fotografati dal Moige

ROMA – Il 40% dei ragazzi di età superiore ai 14 anni non ha mai avuto limiti di orario da parte dei propri genitori rispetto all’utilizzo dei videogiochi ed è anche libero di navigare senza alcun limite. Solo un esiguo 21% ha dei tempi stabiliti per l’utilizzo del computer e il 28% dei bambini non ha alcun limite di orario in cui guardare la Tv. Lo rivela ‘La Dieta Mediatica dei nostri figli’, un’indagine del Moige (Movimento italiano genitori) presentata oggi e curata da Tonino Cantelmi, professore incaricato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione alla Lumsa di Roma, nonché presidente dell’Istituto di Terapia cognitivo interpersonale, che ha esaminato un campione di 941 studenti dai 6 ai 20 anni di 11 scuole di diverse regioni italiane (tra elementari, medie inferiori e medie superiori) per saperne di più in merito alla nuova cultura tecnomediata nella quale i nativi digitali stanno crescendo. On line anche il file della la presentazione del Prof. Tonino Cantelmi.

Degenera lite in strada a Roma: un morto e un ferito

Ha suscitato scalpore l’ennesimo episodio di violenza in città: ieri a Roma, nel quartiere di San Basilio, una lite tra automobilisti è degenerata in tragedia con l’accoltellamento di un ragazzo e l’uccisione dell’aggressore a colpi di pistola da parte di una guardia giurata, padre del giovane. I parenti della vittima hanno poi assalito l’ambulanza per impedire i soccorsi del figlio dell’omicida, picchiando tre sanitari, uno dei quali ha riportato la frattura della spalla. Un episodio inaccettabile per il neosindaco Ignazio Marino. Ma come interpretare tanta ferocia? Paolo Ondarza lo ha chiesto a Tonino Cantelmi

Nativi digitali orfani di maestri

Predigitali, generazione di mezzo, nativi digitali: il silenzio degli adulti, la grande fuga dei genitori e la nuova sfida educativa. I “figli orfani di maestri” sono però “nativi digitali”, dunque capaci costruire comunità tecnoreferenziate di bambini e di adolescenti, dotate di tecnologie e saperi propri, che non hanno più bisogno di adulti.

Italiani stregati dal gioco d’azzardo tre milioni a rischio di ludopatia

Dal 2008 al 2011 la percentuale di chi ha tentato la fortuna almeno una volta è passata dal 42% al 47%. Si tenta la sorte soprattutto nel Centro-Sud. Il fenomeno riguarda in particolare uomini e disoccupati. E’ boom tra gli adolescenti, oltre un milione nel 2012. “Stiamo crescendo una generazione di giovanissimi giocatori – commenta all’Adnkronos Salute Tonino Cantelmi, professore di psicologia dello sviluppo alla Lumsa -. Bambini e adolescenti che, magari con il compiacente permesso dei genitori, fin dalle elementari si dilettano con Gratta e Vinci e scommesse”.