L’attesa dell’alba – intervento video del Prof. Tonio Cantelmi

Nel suo intervento il prof. Tonino Cantelmi affronta con profondità il tema del morire come processo complesso, in cui si intrecciano dimensioni psicologiche, relazionali, sociali e spirituali. Da psichiatra, impegnato ogni giorno a contrastare il desiderio di morte nei pazienti depressi e nei giovani segnati dall’autolesionismo, Cantelmi si interroga sul significato delle richieste di suicidio assistito ed eutanasia, ponendo domande radicali: quanto pesano la solitudine, l’abbandono, la perdita di speranza? Attraverso un’intensa testimonianza personale e un richiamo alla centralità delle cure palliative, sottolinea che la risposta più autentica alla sofferenza non è l’anticipazione della fine, ma la prossimità, l’amore e la tutela della dignità umana, che è sempre infinita.

L’eutanasia si diffonde nella società triste, preda della depressione

Si sono affrettati a dire che la prima vittima minorenne dell’eutanasia non fosse depressa, anzi che ha espresso un consenso pieno e con lei anche i genitori. Davvero? Un adolescente, che non viene ritenuto capace di votare, di sposarsi, di trattare affari economici e persino di gestire la sua sessualità, è davvero così maturo per esprimere una volontà tanto complessa come scegliere di morire? E davvero un adolescente (e i suoi genitori) provato da una malattia devastante può essere sereno, di buon umore, certamente non depresso, come si sono catapultati a sostenere? Articolo di Tonino Cantelmi