La cultura del sollievo: dignità nella cura del dolore

Per il Prof. Tonino Cantelmi, il dolore è un’esperienza totale che va oltre l’aspetto fisico e coinvolge anche mente, relazioni e spiritualità. Per questo serve una cultura del sollievo globale, non riservata solo ai malati terminali, ma estesa anche a chi vive con malattie croniche e degenerative. Il sollievo, secondo Cantelmi, non è solo farmacologico: nasce dalla relazione, dalla comprensione e dalla compassione, che diventano strumenti clinici fondamentali. In un mondo sempre più tecnologico, la compassione resta il tratto distintivo dell’umanità nella cura.

Uno sguardo preoccupato. Il coronavirus visto dallo psichiatra

Mi spiace contraddire la retorica (stucchevole) dell’ “andrà tutto bene” e quella (ancora più stucchevole) “ne usciremo migliori”. Non è andato tutto bene: abbiamo pagato un prezzo incalcolabile in dolore, vite umane, lutti e relazioni interrotte brutalmente, senza neanche la possibilità di accompagnare le persone negli ultimi istanti o celebrare riti funebri per dare un senso alla perdita. No, non è andata bene: dare per scontato che “andrà tutto bene” è solo wishful thinking, certo non serio senso della realtà.