Il caso Modena, la salute mentale e le risposte che mancano. «Così si finisce fuori dai radar»

Dopo i drammatici fatti di Modena, il dibattito torna su una domanda cruciale: come evitare che persone con fragilità psichiche complesse escano dai percorsi di cura e finiscano “fuori dai radar”? Nell’articolo di Avvenire, Tonino Cantelmi sottolinea la necessità di un lavoro più stretto tra servizi sociali e salute mentale, capace di intercettare non solo la patologia, ma anche il disagio sociale, l’isolamento e le difficoltà di integrazione. Una prevenzione efficace richiede continuità assistenziale, presidi territoriali più forti, équipe multidisciplinari e investimenti adeguati: perché la salute mentale non può essere affrontata solo nell’emergenza, ma deve diventare una priorità stabile del sistema sanitario e sociale.

Salute mentale: Cantelmi (Uneur), “riconquistare felicità ripartendo da capacità di costruire relazioni”

“Alla base di gran parte del disagio psichico c’è quella sorta di mancanza d’amore che ha accompagnato l’esordio della nostra vita psichica. Per riconquistare la felicità dobbiamo ripartire dalla capacità di costruire relazioni di senso e di significato”. Non ha dubbi Tonino Cantelmi, psichiatra e docente di cyberpsicologia all’Università europea di Roma, intervenendo al convegno “La Chiesa italiana e la salute mentale 2. Futuro benessere della mente”, in corso a Roma (Pontificia Università Lateranense).