Bimbi del bosco, il consulente «Pagano un prezzo troppo alto I giudici tornino indietro ora»

In un intervento sul Corriere della Sera, lo psichiatra Tonino Cantelmi, lancia un appello ai affinché venga riconsiderata la decisione di separare la madre dai tre figli. Cantelmi sottolinea che l’allontanamento della madre dalla casa famiglia si sta trasformando, dal punto di vista psicologico, in «un trauma conclamato». Lo psichiatra chiarisce però che il suo intervento non nasce da uno spirito polemico, ma dal desiderio di offrire un contributo professionale e umano. Il suo è soprattutto un appello alla responsabilità e all’umiltà delle istituzioni, perché – osserva – «l’istituzione è grande quando sa tornare sui propri passi e grandissima quando sa riconoscere eventuali errori». Le preoccupazioni espresse da Cantelmi trovano eco anche in numerosi altri autorevoli esperti della psicologia e della psichiatria infantile. Come ricorda il Secolo d’Italia, tra le voci critiche figurano studiosi di primo piano come Vittorino Andreoli, Massimo Ammaniti e lo stesso Tonino Cantelmi, che, pur provenendo da percorsi scientifici e culturali diversi, convergono su un punto: la separazione dei bambini dai genitori può generare conseguenze psicologiche gravi. Leggi la rassegna stampa

Famiglia nel bosco, parla lo psichiatra Tonino Cantelmi: “Separazione straziante per i bambini”

Ospite della trasmissione Battitori Liberi su Radio Cusano Campus, il prof. Tonino Cantelmi è intervenuto sul caso della famiglia nel bosco, commentando la decisione che ha portato alla separazione dei tre bambini dai genitori. Nel corso dell’intervista lo psichiatra ha sottolineato come il conflitto tra istituzioni e famiglia abbia prodotto una situazione sempre più rigida, nella quale a pagare il prezzo più alto sono soprattutto i minori. Cantelmi ha quindi invitato a rimettere al centro il loro benessere e a valutare con lucidità gli effetti delle decisioni prese. La frase chiave del suo intervento è stata un appello alle istituzioni: «Serve il coraggio di tornare indietro», per evitare che la sofferenza dei bambini continui ad aggravarsi.