Noa Pothoven: Cantelmi: “è la vittima di tutti. La sua morte è fallimento totale della società e della medicina”

Proponiamo due interviste al prof. Tonino Cantelmi sul triste caso della morte della diciassettenne olandese, Noa Pothoven. “Un fallimento totale sia della società, per la mancanza di prossimità e vicinanza che essa dovrebbe esprimere, sia della medicina e della psichiatria, in particolare”. Afferma Tonino Cantelmi e continua – “Nel nostro Paese stiamo marciando verso una cultura di morte. Sui tre progetti di legge sull’eutanasia sono stato audito dalla Camera e devo dire che sono aberranti: uno di essi fa riferimento a una condizione di vita insopportabile per la persona, ma qualunque persona depressa considera insopportabile la vita. Trovo che si stia superando una barriera formidabile”

Quale futuro per il benessere della mente?

A Roma il 24 novembre il secondo convegno “Chiesa e salute mentale” con l’obiettivo sulla felicità, «argomento troppo sottovalutato», come sostiene lo psichiatra Tonino Cantelmi, tra i protagonisti dell’evento. «Il mondo che stiamo costruendo è cupo – riflette, introducendo le suggestioni dell’incontro – nel 2020 la depressione supererà come causa di invalidità il tumore e i disturbi cardiocircolatori. Anche le dipendenze· comportamentali, come quelle indotte dal computer e dalla sessualità mal vissuta, conducono a un mondo prigioniero di se stesso. Per questo vogliamo parlare di felicità, come ci ha invitati a fare il Papa nell’Amoris laetitia». Felicità persa, felicità ferita, felicità riconquistata i temi del convegno

Sonno e neuroscienze

Il corso è volto ad approfondire i disturbi legati al sonno della reciprocità tra questi e le patologie neurologiche e psichiatriche. Il Prof. Cantelmi e la Dott.ssa Mariangela Treglia, il giorno 8 ottobre, si occuperanno di ansia/ depressione e sonno.

L’eutanasia si diffonde nella società triste, preda della depressione

Si sono affrettati a dire che la prima vittima minorenne dell’eutanasia non fosse depressa, anzi che ha espresso un consenso pieno e con lei anche i genitori. Davvero? Un adolescente, che non viene ritenuto capace di votare, di sposarsi, di trattare affari economici e persino di gestire la sua sessualità, è davvero così maturo per esprimere una volontà tanto complessa come scegliere di morire? E davvero un adolescente (e i suoi genitori) provato da una malattia devastante può essere sereno, di buon umore, certamente non depresso, come si sono catapultati a sostenere? Articolo di Tonino Cantelmi

Uso dei social network e depressione, una «spirale» infinita che causa dipendenza patologica negli adulti

Uno studio Usa del 2016 ha analizzato il comportamento online di alcuni utenti. I risultati evidenziano come gli individui entrino in una vera e propria spirale patologica, che li porta a sviluppare quella che viene definita “dipendenza da internet”, ovvero un disturbo psichiatrico strettamente collegato alla depressione. A tal proposito è interessante leggere il caso clinico di A. descritto nell’articolo “Le dipendenze comportamentali” del 2004 di T. Cantelmi, E. Lambiase e A. Sessa pubblicato sulla rivista Psicoobiettivo edita dalla FrancoAngeli.

Sempre più connessi, sempre più depressi

Una ragazzina di 15 anni si accorge dello sconforto del padre. L’uomo sta per impiccarsi e anzi lo fa. La ragazza irrompe nella stanza e, gridando aiuto, lo sorregge per le gambe, impedendogli di soffocare. L’ uomo si salverà. È accaduto pochi mesi fa in Italia. Su questo drammatico fatto di cronaca “Punto famiglia” raccoglie le riflessioni del Prof. Cantelmi.

Le pillole non bastano all’anima

La rivista Io acqua e sapone nella rubriba “benessere”riporta un interessante articolo sui disagi psicologici dei nostri tempi. Tra gli esperti intervistati il Prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta di Roma. «Un adulto su quattro – afferma il prof Cantelmi – ha bisogno di cure psichiatriche nel corso della vita, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, e nel 2020 la depressione sarà la prima causa di disabilità: stiamo costruendo un mondo che favorisce la malattia psichiatrica» e prosegue «Le terapie farmacologiche non vanno demonizzate, ma di sicuro scoprire i rapporti umani e la psicoterapia è la risposta più importante. Non bisogna vergognarsi del proprio disagio e di ammettere la fragilità. è necessario fondamentalmente ricostruire i legami affettivi, le trame relazionali».

Il terrore della povertà

Di Tonino Cantelmi
Fatti di cronaca così drammatici ed eclatanti come i suicidi che quasi quotidianamente coinvolgono chi ha perso il lavoro, non possono essere giustificati dalla depressione e dalla crisi economica. Serve una riflessione più profonda capace di interrogarsi sulla qualità dei legami sociali. E’ necessario un nuovo paradigma che parta dalla debolezza in cui si trova chi viene emarginato.