Un messaggio forte di speranza: si può vincere la depressione!

Pierluigi Diaco, ospite a Domenica In, ha condiviso una testimonianza intensa e autentica sul suo percorso attraverso una depressione clinicamente significativa. Con parole sincere, ha raccontato il dolore vissuto e la strada che lo ha aiutato a uscire da un periodo molto buio. Abbiamo scelto di proporre questo video perché offre un messaggio importante: parlare apertamente di depressione aiuta a combattere lo stigma e a rompere il silenzio che spesso circonda il disagio psichico. Una testimonianza reale che può dare sostegno e ricordare che, anche nei momenti più difficili, è possibile ritrovare la speranza.

Pil e felicità – Articolo

In questo articolo, Tonino Cantelmi analizza in modo critico il rapporto tra PIL, felicità e salute mentale, mettendo in luce le contraddizioni delle società contemporanee: all’aumento della ricchezza e del progresso tecnologico non corrisponde un reale incremento del benessere psicologico. Il testo, tratto dal volume Tutela del creato, transizione ecologica e nuovo modello di sviluppo, invita a ripensare i criteri con cui misuriamo il progresso, spostando l’attenzione dalla sola economia alla qualità delle relazioni, al senso della vita e alla cura della persona. Un contributo lucido e attuale per comprendere perché senza salute mentale non può esserci vera felicità né sviluppo autentico.

L’attesa dell’alba – intervento video del Prof. Tonio Cantelmi

Nel suo intervento il prof. Tonino Cantelmi affronta con profondità il tema del morire come processo complesso, in cui si intrecciano dimensioni psicologiche, relazionali, sociali e spirituali. Da psichiatra, impegnato ogni giorno a contrastare il desiderio di morte nei pazienti depressi e nei giovani segnati dall’autolesionismo, Cantelmi si interroga sul significato delle richieste di suicidio assistito ed eutanasia, ponendo domande radicali: quanto pesano la solitudine, l’abbandono, la perdita di speranza? Attraverso un’intensa testimonianza personale e un richiamo alla centralità delle cure palliative, sottolinea che la risposta più autentica alla sofferenza non è l’anticipazione della fine, ma la prossimità, l’amore e la tutela della dignità umana, che è sempre infinita.

Autismo e grave psicopatologia: una sofferenza inascoltata

In questo intervento il prof. Tonino Cantelmi richiama con forza l’attenzione su un tema ancora largamente trascurato: i disturbi psichiatrici associati nelle persone con disturbi del neurosviluppo, in particolare disabilità intellettiva e disturbo dello spettro autistico ad alto bisogno di sostegno. ndividua in questa comorbilità “invisibile” una vera e propria nuova frontiera per la salute mentale: se non si imparano a riconoscere e trattare adeguatamente i disturbi psichiatrici nelle persone con disturbi del neurosviluppo (autismo e disabilità intellettiva in primis), ogni progetto di cura, riabilitazione, inclusione sociale e qualità di vita rischia di fallire. Guarda il video

Il giubileo un supplemento di speranza

Articolo di Tonino Cantelmi – La speranza è molto più di un’emozione vaga: è un fattore psicologico vitale, la chiave per affrontare la realtà, per credere che esista una via d’uscita, anche nel buio.
La sua assenza genera disperazione, depressione, fino al desiderio di morte. Chi perde la speranza perde la motivazione a vivere. La speranza non è un’illusione, ma un potente motore psicologico: attiva la motivazione, sostiene l’identità, costruisce legami. È nelle relazioni di attaccamento, fin dall’infanzia, che apprendiamo a sperare: per questo, la speranza è un processo interpersonale e dialogico. Posso sperare per me, con altri, o per altri: è un atto umano e comunitario che ci responsabilizza gli uni verso gli altri. Non è desiderio, è consapevolezza: un equilibrio tra affetto e ragione, tra fiducia e realtà. In un’epoca dominata dalla solitudine, dalle passioni tristi e dal narcisismo tecnoliquido, la speranza si fa fragile, e l’umanità soffre.
Viviamo una crisi globale di speranza, sperare vuol dire riaccendere il senso, per guardare a futuri possibili, per ritrovare fiducia, significato e orizzonti di felicità. Perché il futuro che speriamo cambia il nostro presente. La speranza è davvero «un’ancora sicura e salda per la nostra vita».

La depressione colpisce i giovani. L’intervista al prof. Tonino Cantelmi

Da sempre l’adolescenza è un’età in cui si mettono in discussione le certezze della fase evolutiva precedente e questo processo può provocare una sensazione di insoddisfazione che influisce negativamente sull’umore e sul benessere psicologico. Negli ultimi decenni questo fenomeno è peggiorato e a causa di modelli educativi sbagliati, del mondo finto dei social e delle dipendenze, sono sempre di più i giovani che vivono questa stagione della vita con tanta tristezza e molti di loro cadono nel tunnel della depressione. Interris.it ha intervistato il Prof. Tonino Cantelmi, psichiatria e psicoterapeuta che ha spiegato perché i giovani di oggi sono tristi e ha indicato che questo sentimento negativo verso se stessi e nei confronti del mondo si può manifestare con comportamenti aggressivi e autolesionisti.

Pandemia, cambiamento sociale

Intervista al Prof. Tonino Cantelmi “Nei prossimi tempi dovremmo fare i conti con la depressione, una patologia con un impatto sociale altissimo, con giornate di lavoro perse, disabilità, invalidità, blocchi di carriere. La depressione è una patologia in grado di rovinare la persona colpita e sconvolgere la struttura familiare intorno. Nei giovani il disagio riguarderà la disgregolazione emotiva e dell’impulsività…, aggressività, cortocircuiti sessuali, comportamenti oppositivi e provocatori… emergeranno disturbi del comportamento alimentare e tutte le dipendenze: gioco, shopping, relazioni affettive, sessuali, comprese quelle da sostanze”.

La ricerca incessante della felicità nell’epoca postmoderna

Autore: Tonino Cantelmi. L’umanità sarà sempre più depressa? L’affermarsi di una cupa cultura della morte, dell’inquietante incremento dei suicidi, del malessere diffuso, preoccupa. Qualcosa non funziona perché non aumenta il senso di felicità dell’uomo contemporaneo. Che società stiamo decostruendo e ricostruendo in tempo di crisi? Qual è la qualità umana della nostra società? Questa generazione di ragazzi e di adolescenti sembra sia vulnerabile soprattutto alle patologie depressive, perché chi è depresso smette di sperare. Chi smette di sperare è depresso. E soprattutto sente di essere inaiutabile.