Sanità e IA: il medico è già sostituibile dall’intelligenza artificiale?

Proponiamo un articolo pubblicato sul sito di Gianluigi Bonanomi dal titolo “Sanità e IA: il medico è già sostituibile dall’intelligenza artificiale?”, che riprende e approfondisce la provocazione lanciata da Tonino Cantelmi al convegno Health-AI 2026: Intelligenza, Dati e Persone. Secondo Cantelmi, «il medico è già sostituibile dalla AI»: la vera domanda, però, non è più tecnologica ma etica. In una sanità in cui molte attività diagnostiche, predittive e decisionali diventano sempre più automatizzabili, occorre chiedersi quale sarà il ruolo dell’umano nella cura. Da qui la proposta di formare “specialisti in umanità”, capaci di integrare dati, algoritmi, responsabilità, empatia e relazione, perché se l’intelligenza artificiale potrà svolgere sempre meglio la parte calcolabile della medicina, all’essere umano resterà la parte più difficile: custodire il senso, la fiducia e la responsabilità della cura.

Manifesto sulla salute mentale e l’Intelligenza Artificiale

In occasione del convegno “Intelligenza Artificiale e Psicoterapia”, promosso dalla Consulta delle Scuole di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, è stato presentato il Manifesto sulla salute mentale e l’intelligenza artificiale, un documento che ribadisce un principio fondamentale: in psicoterapia l’IA può essere una risorsa, ma non può sostituire la relazione terapeutica. Il testo richiama la necessità di coniugare innovazione, responsabilità clinica, tutela dei dati, trasparenza e centralità della persona. Tra i promotori dell’iniziativa, il prof. Tonino Cantelmi, Consigliere Nazionale della Consulta Italiana delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Relazione di cura, consenso informato e responsabilità nell’era dell’Intelligenza Artificiale – Parere del CNB

È stato pubblicato il nuovo Parere del Comitato Nazionale per la Bioetica su “Relazione di cura, consenso informato e responsabilità nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, coordinato e redatto anche dal prof. Tonino Cantelmi. Il documento richiama con forza una questione decisiva per il presente e per il futuro della medicina: l’IA può offrire strumenti potenti, ma non può sostituire la responsabilità del medico né la dimensione umana della cura. Come sottolinea il Parere, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella sanità rappresenta una “netta discontinuità epistemica e organizzativa” e impone di custodire principi fondamentali come dignità, autodeterminazione, equità, trasparenza e controllo umano continuo sulla tecnologia. Un testo di grande rilievo bioetico e culturale, che pubblichiamo integralmente.

Come orientare l’uso clinico dell’IA

L’intelligenza artificiale sta cambiando la medicina, ma chi si prenderà cura della relazione medico-paziente, soprattutto quando il malato è fragile? Nel suo articolo, Tonino Cantelmi mostra come gli algoritmi non siano solo strumenti tecnici, ma fattori che ridisegnano responsabilità, fiducia e consenso informato.
Dalla chirurgia robotica alla medicina predittiva, l’innovazione offre precisione e prevenzione personalizzata, ma porta con sé rischi di delega acritica, diseguaglianze e “soluzionismo tecnologico”. Per questo l’IA deve diventare una “seconda opinione controllata”: supporta, non sostituisce, e resta sempre dentro un circuito di decisione umana documentata e responsabile. Spiegazioni multilivello, log delle decisioni, audit indipendenti e clausole di responsabilità congiunta sono le nuove “protezioni etiche” che difendono pazienti e professionisti.
Decisiva è anche l’educazione digitale del paziente, per trasformare la paura della “scatola nera” in partecipazione consapevole alle scelte di cura. “Etica by design” ed “etica by default” diventano così il vero banco di prova di una sanità digitale giusta, trasparente e inclusiva. Solo allora l’algoritmo non erode il patto di fiducia, ma lo rafforza: la cura resta un incontro tra persone, potenziato dalla tecnologia, mai rimpiazzato da essa.