Mamma, scrivi che stiamo sempre insieme». La verità di Catherine e Nathan

All’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma si è svolta la presentazione del libro “La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco” di Catherine Louise Birmingham, un incontro intenso e partecipato che ha riportato al centro la vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco attraverso il racconto diretto dei genitori. La frase dei bambini — “Mamma, scrivi che stiamo sempre insieme” — ha restituito il cuore più profondo della storia: il desiderio di continuità affettiva, presenza e legame familiare. Tonino Cantelmi ha proposto una riflessione equilibrata sul valore della diversità educativa, ricordando che ogni scelta familiare va compresa con attenzione e valutata sempre a partire dal bene concreto dei bambini.

Dvořák, Gaudí and ‘the Family in the Woods’

L’articolo propone una riflessione intensa sulla vicenda della famiglia nel bosco, mettendola in dialogo con le storie di Dvořák e Gaudí, due grandi artisti la cui creatività è stata profondamente nutrita dal contatto con la natura. Il testo invita a interrogarsi sul confine tra tutela dei minori e rispetto della diversità educativa, ricordando che crescere tra alberi, silenzio, semplicità e libertà non significa necessariamente essere privati di relazioni o opportunità. In questa prospettiva viene richiamata anche la posizione di Tonino Cantelmi, secondo cui la separazione familiare rischia di rappresentare la situazione più dannosa per i bambini, soprattutto quando i genitori sono affettuosi, presenti e capaci di cura. Una lettura che spinge a guardare oltre gli standard dominanti e a chiedersi se, talvolta, ciò che viene percepito come “diverso” non possa invece custodire possibilità preziose di crescita, identità e futuro.

Famiglia nel bosco, depositata la perizia finale. Cantelmi: “Restano non risolte le criticità sollevate dai CTP”

Depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila la perizia finale sul caso della famiglia nel bosco. Nelle conclusioni, la CTU auspica che possano realizzarsi quanto prima le condizioni per il rientro a casa dei bambini, compatibilmente con il loro benessere. Tonino Cantelmi e Martina Aiello, periti di parte della famiglia, ribadiscono tuttavia le criticità già formulate: secondo Cantelmi, resta non risolto il nodo della distinzione tra difficoltà pregresse, effetti del collocamento, trauma da separazione, stress procedimentale e fattori ambientali sopravvenuti. La vicenda è stata approfondita anche nelle trasmissioni “10 Minuti” di Nicola Porro, in onda su Rete 4 il 9 giugno, e “Storie Italiane” di Eleonora Daniele, in onda su Rai 1 il 10 giugno, entrambe con ospite Tonino Cantelmi.

Famiglia nel bosco, Cantelmi: “Abbassiamo tutti le armi e puntiamo su Nathan per salvare i bambini”

In un’intervista a la Repubblica, il prof. Tonino Cantelmi interviene sul caso della “famiglia nel bosco” con un appello chiaro: fermare lo scontro e cambiare approccio. Secondo lo psichiatra, il dibattito ha raggiunto livelli di forte conflittualità, rischiando di compromettere l’obiettivo principale, che resta il benessere dei minori. Cantelmi invita tutte le parti — istituzioni, professionisti e difesa — a fare autocritica e ad abbandonare contrapposizioni e pregiudizi, per costruire invece un percorso condiviso. Al centro deve esserci la riunificazione familiare, possibile solo attraverso un accompagnamento psicologico autentico, empatico e non giudicante. Sottolinea inoltre l’importanza di non interrompere il legame tra madre e figli e richiama l’attenzione sulla sofferenza dei bambini, evidenziando come la situazione attuale non possa rappresentare una soluzione adeguata. La sua posizione è netta: serve meno conflitto e più responsabilità comune, per restituire stabilità ai bambini e costruire un percorso reale di ricomposizione familiare.

Dolore invisibile: “Serve un cambio di passo” – Rassegna stampa la famiglia nel bosco

Rassegna Stampa e Video – La vicenda della “famiglia nel bosco” entra in una fase decisiva: mentre proseguono perizie e relazioni, cresce l’allarme sullo stato emotivo dei tre bambini, descritti da più articoli come in sofferenza e segnati dalla separazione. In diversi passaggi vengono richiamati pareri e documenti che sottolineano l’importanza della continuità affettiva e la centralità del benessere dei minori, con l’invito a ridurre l’impatto traumatico dell’allontanamento. Sullo sfondo, anche l’attenzione istituzionale (Garante e dibattito pubblico) e il cambio al vertice del Tribunale dei minori dell’Aquila. La posizione finale che emerge con più forza è quella di Tonino Cantelmi: il punto non è alimentare contrapposizioni, ma avviare “una fase nuova” in cui tutti – servizi sociali compresi – lavorino per un’unica meta: accompagnare la famiglia verso una riunificazione virtuosa, perché la distanza prolungata dai genitori rischia di aggravare il disagio dei bambini.