Manifesto sulla salute mentale e l’Intelligenza Artificiale

In occasione del convegno “Intelligenza Artificiale e Psicoterapia”, promosso dalla Consulta delle Scuole di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, è stato presentato il Manifesto sulla salute mentale e l’intelligenza artificiale, un documento che ribadisce un principio fondamentale: in psicoterapia l’IA può essere una risorsa, ma non può sostituire la relazione terapeutica. Il testo richiama la necessità di coniugare innovazione, responsabilità clinica, tutela dei dati, trasparenza e centralità della persona. Tra i promotori dell’iniziativa, il prof. Tonino Cantelmi, Consigliere Nazionale della Consulta Italiana delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Relazione di cura, consenso informato e responsabilità nell’era dell’Intelligenza Artificiale – Parere del CNB

È stato pubblicato il nuovo Parere del Comitato Nazionale per la Bioetica su “Relazione di cura, consenso informato e responsabilità nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, coordinato e redatto anche dal prof. Tonino Cantelmi. Il documento richiama con forza una questione decisiva per il presente e per il futuro della medicina: l’IA può offrire strumenti potenti, ma non può sostituire la responsabilità del medico né la dimensione umana della cura. Come sottolinea il Parere, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella sanità rappresenta una “netta discontinuità epistemica e organizzativa” e impone di custodire principi fondamentali come dignità, autodeterminazione, equità, trasparenza e controllo umano continuo sulla tecnologia. Un testo di grande rilievo bioetico e culturale, che pubblichiamo integralmente.

L’attesa dell’alba – intervento video del Prof. Tonio Cantelmi

Nel suo intervento il prof. Tonino Cantelmi affronta con profondità il tema del morire come processo complesso, in cui si intrecciano dimensioni psicologiche, relazionali, sociali e spirituali. Da psichiatra, impegnato ogni giorno a contrastare il desiderio di morte nei pazienti depressi e nei giovani segnati dall’autolesionismo, Cantelmi si interroga sul significato delle richieste di suicidio assistito ed eutanasia, ponendo domande radicali: quanto pesano la solitudine, l’abbandono, la perdita di speranza? Attraverso un’intensa testimonianza personale e un richiamo alla centralità delle cure palliative, sottolinea che la risposta più autentica alla sofferenza non è l’anticipazione della fine, ma la prossimità, l’amore e la tutela della dignità umana, che è sempre infinita.

Rassegna stampa: Singolarità tecnologica verso Malattia zero

Il convegno “Singolarità tecnologica e AI. Verso malattia zero – Un manifesto per un think tank”, svoltosi il 12 dicembre a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute, ha offerto un rilevante momento di confronto sul futuro della sanità nell’era dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale. Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il Manifesto “Singolarità tecnologica verso Malattia zero”, documento che propone una nuova alleanza tra medicina e tecnologia, fondata sulla centralità della persona e sull’umanità della relazione di cura, ponendo le basi per la nascita di un think tank interdisciplinare. Tra i protagonisti, il prof. Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di Indirizzo dell’INMP e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, ha evidenziato come l’IA in sanità rappresenti prima di tutto una sfida etica, sottolineando che «il progresso tecnologico deve essere governato affinché rafforzi, e non sostituisca, la relazione umana nella cura

Come orientare l’uso clinico dell’IA

L’intelligenza artificiale sta cambiando la medicina, ma chi si prenderà cura della relazione medico-paziente, soprattutto quando il malato è fragile? Nel suo articolo, Tonino Cantelmi mostra come gli algoritmi non siano solo strumenti tecnici, ma fattori che ridisegnano responsabilità, fiducia e consenso informato.
Dalla chirurgia robotica alla medicina predittiva, l’innovazione offre precisione e prevenzione personalizzata, ma porta con sé rischi di delega acritica, diseguaglianze e “soluzionismo tecnologico”. Per questo l’IA deve diventare una “seconda opinione controllata”: supporta, non sostituisce, e resta sempre dentro un circuito di decisione umana documentata e responsabile. Spiegazioni multilivello, log delle decisioni, audit indipendenti e clausole di responsabilità congiunta sono le nuove “protezioni etiche” che difendono pazienti e professionisti.
Decisiva è anche l’educazione digitale del paziente, per trasformare la paura della “scatola nera” in partecipazione consapevole alle scelte di cura. “Etica by design” ed “etica by default” diventano così il vero banco di prova di una sanità digitale giusta, trasparente e inclusiva. Solo allora l’algoritmo non erode il patto di fiducia, ma lo rafforza: la cura resta un incontro tra persone, potenziato dalla tecnologia, mai rimpiazzato da essa.