Enciclica, l’IA deve restare dentro la relazione di cura

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più profondamente nelle relazioni umane, fino a diventare confidente, consulente e supporto nei momenti di maggiore fragilità. Tonino Cantelmi riflette sulle opportunità e sui rischi dell’IA in medicina e in salute mentale, ricordando che nessun algoritmo può sostituire la responsabilità, l’ascolto e l’empatia del professionista. La tecnologia può aiutare a curare, ma deve rimanere al servizio della persona e dentro una relazione autenticamente umana.

Magnifica Humanitas: la Persona oltre l’algoritmo

Proponiamo l’intervista di Roberto Milani a Tonino Cantelmi, dedicata ai temi della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale e della custodia dell’umano nell’epoca della tecnoliquidità. A partire dalle riflessioni dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, Cantelmi invita a interrogarsi su un rischio sempre più attuale: non stiamo delegando alla tecnologia solo compiti operativi, ma anche funzioni interiori come il giudizio, l’attesa, la creatività e persino il modo di comprendere ciò che proviamo. Dal brain rot alla dipendenza cognitiva, dall’economia dell’attenzione alla necessità di una nuova igiene digitale, l’intervista richiama l’urgenza di educare giovani e adulti a un uso della tecnologia che non impoverisca la relazione, la libertà e il desiderio dell’altro. Perché, come ricorda Cantelmi, non basta rendere l’IA più umana: occorre impedire che l’uomo diventi meno capace di umanità.

Sanità e IA: il medico è già sostituibile dall’intelligenza artificiale?

Proponiamo un articolo pubblicato sul sito di Gianluigi Bonanomi dal titolo “Sanità e IA: il medico è già sostituibile dall’intelligenza artificiale?”, che riprende e approfondisce la provocazione lanciata da Tonino Cantelmi al convegno Health-AI 2026: Intelligenza, Dati e Persone. Secondo Cantelmi, «il medico è già sostituibile dalla AI»: la vera domanda, però, non è più tecnologica ma etica. In una sanità in cui molte attività diagnostiche, predittive e decisionali diventano sempre più automatizzabili, occorre chiedersi quale sarà il ruolo dell’umano nella cura. Da qui la proposta di formare “specialisti in umanità”, capaci di integrare dati, algoritmi, responsabilità, empatia e relazione, perché se l’intelligenza artificiale potrà svolgere sempre meglio la parte calcolabile della medicina, all’essere umano resterà la parte più difficile: custodire il senso, la fiducia e la responsabilità della cura.

Cantelmi: Il medico è già sostituibile dalla IA. Ci sarà bisogno di medici specialisti in umanità

Al convegno “Health-AI 2026: Intelligenza, Dati e Persone”, promosso da UCID Lazio presso la Regione Lazio, Tonino Cantelmi ha posto al centro del dibattito la vera sfida dell’intelligenza artificiale in sanità: non più solo tecnologica, ma profondamente etica. «Il medico è già sostituibile dalla AI», ha dichiarato Cantelmi, aprendo una riflessione decisiva sul futuro della cura: quale sarà il ruolo dell’umano? In una sanità sempre più guidata da algoritmi, dati e sistemi predittivi, la priorità diventa formare “specialisti in umanità”, capaci di custodire relazione, empatia, responsabilità e centralità della persona.

Health-AI 2026: Intelligenza, Dati e Persone. Tonino Cantelmi alla tavola rotonda promossa da UCID Lazio

Il 1° luglio 2026, presso la Sala Tevere della Regione Lazio, si terrà il convegno “Health-AI 2026: Intelligenza, Dati e Persone”, promosso da UCID – Gruppo Regionale del Lazio. L’incontro sarà dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale, governance dei dati, etica e modelli di sussidiarietà nella sanità. Tra i protagonisti anche Tonino Cantelmi, che modererà la tavola rotonda e interverrà nelle conclusioni finali.

Manifesto sulla salute mentale e l’Intelligenza Artificiale

In occasione del convegno “Intelligenza Artificiale e Psicoterapia”, promosso dalla Consulta delle Scuole di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, è stato presentato il Manifesto sulla salute mentale e l’intelligenza artificiale, un documento che ribadisce un principio fondamentale: in psicoterapia l’IA può essere una risorsa, ma non può sostituire la relazione terapeutica. Il testo richiama la necessità di coniugare innovazione, responsabilità clinica, tutela dei dati, trasparenza e centralità della persona. Tra i promotori dell’iniziativa, il prof. Tonino Cantelmi, Consigliere Nazionale della Consulta Italiana delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Relazione di cura, consenso informato e responsabilità nell’era dell’Intelligenza Artificiale – Parere del CNB

È stato pubblicato il nuovo Parere del Comitato Nazionale per la Bioetica su “Relazione di cura, consenso informato e responsabilità nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, coordinato e redatto anche dal prof. Tonino Cantelmi. Il documento richiama con forza una questione decisiva per il presente e per il futuro della medicina: l’IA può offrire strumenti potenti, ma non può sostituire la responsabilità del medico né la dimensione umana della cura. Come sottolinea il Parere, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella sanità rappresenta una “netta discontinuità epistemica e organizzativa” e impone di custodire principi fondamentali come dignità, autodeterminazione, equità, trasparenza e controllo umano continuo sulla tecnologia. Un testo di grande rilievo bioetico e culturale, che pubblichiamo integralmente.

L’attesa dell’alba – intervento video del Prof. Tonio Cantelmi

Nel suo intervento il prof. Tonino Cantelmi affronta con profondità il tema del morire come processo complesso, in cui si intrecciano dimensioni psicologiche, relazionali, sociali e spirituali. Da psichiatra, impegnato ogni giorno a contrastare il desiderio di morte nei pazienti depressi e nei giovani segnati dall’autolesionismo, Cantelmi si interroga sul significato delle richieste di suicidio assistito ed eutanasia, ponendo domande radicali: quanto pesano la solitudine, l’abbandono, la perdita di speranza? Attraverso un’intensa testimonianza personale e un richiamo alla centralità delle cure palliative, sottolinea che la risposta più autentica alla sofferenza non è l’anticipazione della fine, ma la prossimità, l’amore e la tutela della dignità umana, che è sempre infinita.

Rassegna stampa: Singolarità tecnologica verso Malattia zero

Il convegno “Singolarità tecnologica e AI. Verso malattia zero – Un manifesto per un think tank”, svoltosi il 12 dicembre a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute, ha offerto un rilevante momento di confronto sul futuro della sanità nell’era dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale. Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il Manifesto “Singolarità tecnologica verso Malattia zero”, documento che propone una nuova alleanza tra medicina e tecnologia, fondata sulla centralità della persona e sull’umanità della relazione di cura, ponendo le basi per la nascita di un think tank interdisciplinare. Tra i protagonisti, il prof. Tonino Cantelmi, presidente del Consiglio di Indirizzo dell’INMP e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, ha evidenziato come l’IA in sanità rappresenti prima di tutto una sfida etica, sottolineando che «il progresso tecnologico deve essere governato affinché rafforzi, e non sostituisca, la relazione umana nella cura

Come orientare l’uso clinico dell’IA

L’intelligenza artificiale sta cambiando la medicina, ma chi si prenderà cura della relazione medico-paziente, soprattutto quando il malato è fragile? Nel suo articolo, Tonino Cantelmi mostra come gli algoritmi non siano solo strumenti tecnici, ma fattori che ridisegnano responsabilità, fiducia e consenso informato.
Dalla chirurgia robotica alla medicina predittiva, l’innovazione offre precisione e prevenzione personalizzata, ma porta con sé rischi di delega acritica, diseguaglianze e “soluzionismo tecnologico”. Per questo l’IA deve diventare una “seconda opinione controllata”: supporta, non sostituisce, e resta sempre dentro un circuito di decisione umana documentata e responsabile. Spiegazioni multilivello, log delle decisioni, audit indipendenti e clausole di responsabilità congiunta sono le nuove “protezioni etiche” che difendono pazienti e professionisti.
Decisiva è anche l’educazione digitale del paziente, per trasformare la paura della “scatola nera” in partecipazione consapevole alle scelte di cura. “Etica by design” ed “etica by default” diventano così il vero banco di prova di una sanità digitale giusta, trasparente e inclusiva. Solo allora l’algoritmo non erode il patto di fiducia, ma lo rafforza: la cura resta un incontro tra persone, potenziato dalla tecnologia, mai rimpiazzato da essa.