Singolarità tecnologica e AI. Verso malattia zero. Un manifesto per un think tank

In un tempo in cui l’innovazione tecnologica sta cambiando il volto della medicina, nasce il manifesto “Singolarità tecnologica e AI. Verso malattia zero. Un manifesto per un think tank”, firmato da Angelo Barbato e Tonino Cantelmi. Il documento rappresenta una proposta e un impegno concreto dentro la trasformazione in atto: richiama le tre forze tecnologiche che hanno preparato il terreno all’Intelligenza Artificiale, definita dagli autori un “moltiplicatore di velocità e forza per il pensiero umano”, e indica una visione strategica per la sanità in un contesto di crescita esponenziale. Il manifesto sarà presentato nel convegno ECM “Singolarità tecnologica e AI – Verso malattia zero. Un manifesto per un think tank”, in programma il 12 dicembre 2025 alle ore 16:00 presso l’Auditorium del Ministero della Salute, Lungotevere Ripa 1, Tra i protagonisti dell’incontro:
Orazio Schillaci*, Paolo Lojudice, Luciano Ciocchetti*, Massimiliano Maselli, Paola Comite, Tonino Cantelmi, Angelo Barbato, Antonio Magi, Consuelo del Balzo, Gino Scaccia, Giorgio Guariglia, Giuseppe Quintavalle, Fabrizio d’Alba, Cristiano Camponi, Gabriella Nasi (*in attesa di conferma).

Strade di felicità. Basta con relazioni “tecnoliquide”

Dal settembre ’97 all’aprile 2020, quasi ventitré anni, più mille pagine per 250 numeri. Un anniversario che Noi famiglia e vita ha voluto sottolineare con un momento di riflessione, ancora più intenso e problematico in questa situazione di grande difficoltà per tutti a causa dell’emergenza sanitaria. La redazione ha chiesto ad alcuni esperti di famiglia, di tracciare le loro ipotesi per il futuro. Il numero ospita anche un articolo del Prof. Cantelmi.

Identità tecno-liquide: l’amore e l’amicizia ai tempi di internet

Proponiamo la lettura di un interessante articolo del prof. Tonino Cantelmi dal titolo “Identità tecno-liquide: l’amore e l’amicizia ai tempi di internet” pubblicato nella rivista “Insight” dell’Accademia delle Belle Arti di Roma. Il testo presentato sviluppa i temi legati alla mutevolezza dell’identità e della relazione nell’epoca tecnoliquida ed esplica le principali dimensioni estetiche che soddisfano alcuni bisogni dell’uomo post-moderno.

Be the inspiration

Il Rotary Club Roma Sud Ovest – Distretto 2080 Rotary International ha pubblicato un volume per l’anno Rotriano 2018-2019. Tra gli articoli introduttivi al volume quello del Governatore del distretto 2080, Patrizia Cardone, quello dell’Assistente del Governatore, Tonino Cantelmi, e quello del Presidente del Rotary Club Roma Sud Ovest Luca De Rosa. Proponiamo l’articolo del prof. Cantelmi.

Trasformare e non negare il conflitto

Articolo di Tonino Cantelmi. La dimensione conflittuale, sia nella sua versione intrapsichica che in quella interpersonale, appartiene inevitabilmente all’umano. Non possiamo fare a meno di confliggere con noi stessi: se ciò non avviene trasforma la persona in un fanatico o in un antisociale, se ciò avviene troppo la paralizza in una sorta di dramma interiore perpetuo. Non possiamo fare a meno di confliggere con alcuni: la dimensione conflittuale interpersonale attiene alla realtà dell’umano

Lo scippo del futuro

Si chiama ACT, un modello di psicoterapia che, oltre a ripristinare abilità relative alla consapevolezza di sé, lega il benessere all’impegno, alla presa di coscienza che non si può vivere scollegati dai valori, cioè da quegli aspetti concreti ed ideali di noi stessi che non possiamo barattare con nulla e che costituiscono la meta di un percorso che richiede impegno, merito, fatica e fiducia nel futuro. E’ compito degli adulti, almeno degli ultimi adulti responsabili, restituire la certezza del futuro ai nativi precari, così tanto deideologizzati e così tanto abituati al provvisorio da non essere in grado neanche di balbettare il loro “no” allo scippo del futuro, condannati ad una sorta di sospensione esistenziale.

Monopoli, Taranto, Pontelangorino: perché i ragazzini non percepiscono le conseguenze reali del loro agire?

Per spiegare tanta crudeltà dobbiamo pensare ad un processo più radicale, che porta alla inesorabile accelerazione di una perdita dell’umano, una sorta di de-umanizzazione sociale (e social), dove le vittime, anziani o genitori o coetanei, sono spogliati dell’umano e oggettificati. Siamo più crudeli, perché i processi di de-umanizzazione sono più prepotenti, più pervasivi e più persistenti. E forse in questo il trionfo della tecnologia gioca un ruolo non proprio innocente. Articolo di Tonino Cantelmi

Il treno impazzito, il camion assassino, il golpe sanguinario. Benvenuti nell’era della paura

La postmodernità tecnoliquida ci ha scaraventato nell’incertezza, nel fluire delle forme cangianti senza sostanza, nell’istante e nel provvisorio. Insomma la rinuncia all’identità, alla stabilità, alla progettualità ha creato la premessa. E così il terrorismo “totale” non ha avuto difficoltà a sbriciolare le ultime certezze. E così dopo le tragedie si fa strada una domanda inquietante: cosa accadrà domani? quando succederà di nuovo? dove? in che modo? Siamo entrati cioè nel tunnel del pensiero catastrofista. Articolo di Tonino Cantelmi.

L’Europa ha paura e piange. Ora, guardiamoci dentro…

L’Europa potrebbe ancora rialzarsi. Sì, potrebbe rialzarsi se avesse il coraggio di guardare alla profondità delle sue radici. Quelle radici che hanno inventato gli ospedali, l’attenzione per gli ultimi, il diritto e la giustizia, la solidarietà e la fratellanza, quelle radici che ancora inventano l’economia di comunione, il valore della persona, l’accoglienza e la bellezza della vita, quelle colossali radici cristiane che hanno la pretesa di fondare una società autenticamente umana. Articolo di Tonino Cantelmi.