Enciclica, l’IA deve restare dentro la relazione di cura

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più profondamente nelle relazioni umane, fino a diventare confidente, consulente e supporto nei momenti di maggiore fragilità. Tonino Cantelmi riflette sulle opportunità e sui rischi dell’IA in medicina e in salute mentale, ricordando che nessun algoritmo può sostituire la responsabilità, l’ascolto e l’empatia del professionista. La tecnologia può aiutare a curare, ma deve rimanere al servizio della persona e dentro una relazione autenticamente umana.

Magnifica Humanitas: la Persona oltre l’algoritmo

Proponiamo l’intervista di Roberto Milani a Tonino Cantelmi, dedicata ai temi della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale e della custodia dell’umano nell’epoca della tecnoliquidità. A partire dalle riflessioni dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, Cantelmi invita a interrogarsi su un rischio sempre più attuale: non stiamo delegando alla tecnologia solo compiti operativi, ma anche funzioni interiori come il giudizio, l’attesa, la creatività e persino il modo di comprendere ciò che proviamo. Dal brain rot alla dipendenza cognitiva, dall’economia dell’attenzione alla necessità di una nuova igiene digitale, l’intervista richiama l’urgenza di educare giovani e adulti a un uso della tecnologia che non impoverisca la relazione, la libertà e il desiderio dell’altro. Perché, come ricorda Cantelmi, non basta rendere l’IA più umana: occorre impedire che l’uomo diventi meno capace di umanità.

Social sotto processo: il parere scientifico sui rischi dei social per adolescenti e preadolescenti

Social media sotto processo: Il parere scientifico pro veritate firmato dal prof. Tonino Cantelmi e dalla prof.ssa Marta Cacciotti, presentato in occasione della causa Moige contro Meta e TikTok, porta al centro del dibattito il rapporto tra social media, adolescenza e salute mentale. Il documento analizza i meccanismi che rendono le piattaforme digitali particolarmente coinvolgenti per i più giovani: algoritmi di raccomandazione, notifiche, like, scroll infinito e rinforzi intermittenti che possono favorire comportamenti compulsivi. Una riflessione scientifica importante, che non si limita al tempo trascorso online, ma guarda al modo in cui i social influenzano attenzione, gratificazione, confronto sociale, immagine di sé e sviluppo emotivo. Il parere richiama l’urgenza di una maggiore tutela dei minori nell’ambiente digitale e invita famiglie, istituzioni ed educatori a interrogarsi sui rischi di un’esposizione sempre più precoce e intensa alle piattaforme social. LEGGI IL DOCUMENTO

Salute mentale, come la famiglia può essere fattore di cura

Al XXVII Convegno nazionale di Pastorale della Salute, in corso a Falerna, psichiatri, psicoterapeuti ed esperti si sono confrontati sul tema della salute mentale, mettendo al centro il ruolo della famiglia, della comunità e degli adulti educanti nella cura e nell’accompagnamento delle nuove generazioni. Nel corso della sessione dedicata alla salute mentale, il prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e direttore sanitario del Centro Don Guanella di Roma, ha portato l’attenzione su uno dei segnali più preoccupanti del disagio giovanile contemporaneo: la solitudine degli adolescenti, sempre più spesso affidata all’intelligenza artificiale e ai social network. Cantelmi ha evidenziato come molti ragazzi arrivino a confidare stati d’animo, paure e angosce a una IA, percepita quasi come un “amico principale”, mentre nella loro vita appare sempre più fragile la presenza di adulti autorevoli, capaci di ascolto e guida. Particolare rilievo è stato dato anche ai rischi legati all’attuale architettura dei social, progettati con meccanismi simili a quelli delle slot machine e capaci di generare dipendenza nei minori. Secondo Cantelmi, il problema non può essere ridotto al tempo di esposizione o ai contenuti, né attribuito semplicemente alle famiglie: occorre invece ripensare piattaforme davvero adeguate a bambini e adolescenti, libere da dinamiche che favoriscono dipendenza e isolamento. Un confronto importante, dunque, che ha rilanciato la necessità di una cura comunitaria della salute mentale, fondata su famiglie sostenute, adulti presenti e contesti educativi capaci di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita.

Il danno biologico di natura neuropsichiatrica come conseguenza dell’uso del social

Nella consulenza tecnico-scientifica, redatta per la class action promossa dal MOIGE e dallo Studio Ambrosio & Commodo contro Meta e TikTok, Tonino Cantelmi riporta le evidenze relative a come l’uso prolungato dei social da parte dei minori possa determinare un danno biologico di natura neuropsichiatrica. Anche grazie al contributo della collega Prof.ssa Marta Cacciotti, emerge che questi strumenti possono alterare alcuni processi di pensiero, aumentare l’impulsività, favorire ansia e depressione e, soprattutto, incidere sul circuito della ricompensa in un cervello ancora in sviluppo, fino a determinare possibili modificazioni cerebrali permanenti. Si tratta di dati che rafforzano la necessità di regole molto più stringenti per tutelare davvero i giovani nell’uso dei social media.

Con il ritorno nelle classi scolastiche torna anche la inquietudine adolescenziale

A fine giugno un report della Polizia ha evidenziato che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2023 e febbraio 2024, a Roma sono stati registrati ben 133 casi di aggressione fisica di non lieve entità, denunciati nelle scuole medie superiori: in tutti i casi, gli insegnanti coinvolti hanno dovuto recarsi in ospedale per farsi refertare, come ha riportato il sito ‘OrizzonteScuola’. Analizzando i 133 episodi, emerge un quadro complesso: ben 70 di questi atti di violenza sono stati commessi da studenti.Partendo da questi dati ad inizio del nuovo anno scolastico abbiamo chiesto una riflessione sul disagio giovanile al prof. Tonino Cantelmi. Leggi l’intervista.

Effetti pandemici in età evolutiva: rimodulazione degli assetti familiari e scolastici

Con la giornata di studio “Effetti pandemici nell’età evolutiva: rimodulazione degli assetti familiari e scolastici”, il Centro Clinico Logos Medical Center e la Cooperativa Kairos, forti dell’esperienza maturata nel corso di quest’ultimo anno funestato dalla pandemia, intendono fornire una panoramica sui cambiamenti comportamentali ed emotivi osservati nei bambini/adolescenti e nelle loro famiglie. Lo scopo del convegno sarà quello di dare spazio ad un confronto tra professionisti di diversi ambiti, scolastico, medico e riabilitativo, in modo da fornire una visione integrata degli effetti provocati dal Covid-19 in contesti differenti e proporre nuove strategie di adattamento emergenti. Tra i relatori, lo psichiatra Cantelmi.

Prof. Cantelmi: costruire ponti di dialogo tra adulti e giovani

Notizie delle scorse settimane parlano di baby gang che si fronteggiano nelle piazze, figli che picchiano i genitori e gruppi di giovanissimi che in chat divulgano materiale pedopornografico e inneggiano al nazismo… Però tale fenomeno non può essere spiegato solo con la pandemia ed il lockdown, ma è anche dovuto alla mancanza di punti di riferimento ed alimentato da influencer, come sostiene il prof. Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici (Aippc), che spiega da dove deriva questa violenza, che coinvolge i ragazzi

Droga e “trap”, che nesso c’è

L’inchiesta di Avvenire sul mondo della Trap di domenica 19 luglio. La codeina, il sesso, l’istigazione a trasgredire: viaggio nel mondo della musica che piace ai ragazzi. C’è chi sniffa cocaina in diretta, chi viaggia a 100 all’ora in città. I fenomeni del web spesso accumulano fama postando, oltre ai video musicali, quelli di gesti estremi. Che effetto hanno sugli adolescenti e come si può intervenire. «Ovviamente la musica non è il colpevole, ma in effetti la trap ha sdoganato la droga anche tra i giovanissimi: 12, 13, 14 anni – spiega Tonino Cantelmi.