Riportiamo la notizia della conferenza stampa alla Camera dei Deputati che ha avuto largo spazio sulla stampa nazionale e che ha riportato al centro dell’attenzione pubblica il dolore di Catherine e Nathan Trevallion, genitori dei tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco”.


Fonte: Avvenire
Data: 22 aprile 2026
Autore: Alessia Guerrieri

Famiglia nel bosco, Brambilla: presentato un ddl per cambiare il sistema

La presidente della Commissione Infanzia incontra Catherine e Nathan a Montecitorio e sottolinea la «violenza di Stato» e la crudeltà che stanno vivendo. Nel testo si introduce il parere di una commissione di esperti che affianchi la relazione degli assistenti sociali su cui il giudice decide i casi di allontanamento dei minori dai genitori

La famiglia Trevaillon sta vivendo una «violenza di Stato», un «calvario» di una «crudeltà inaudita». E «non avrò pace fino a che questa famiglia non sarà riunita». La presidente della Commissione Infanzia Michela Vittoria Brambilla dopo aver incontrato a Montecitorio Catherine e Nathan, i genitori dei tre bimbi che vivevano nel bosco in Abruzzo allontanati dalla famiglia da cinque mesi, spiega di aver presentato un disegno di legge – «firmato da molti dei membri della Commissione infanzia», ci tiene a precisare – in cui, nei casi che riguardano i minori, la relazione dell’assistente sociale su cui si basa la decisione del giudice, «viene affiancata da quella di una commissione interdisciplinare composta da esperti – psciologi, psichiatri e neuropsicologi – che servirà al giudice a decidere con maggiore completezza in queste situazioni delicate». Questa coppia, spiega perciò Brambilla, «rappresenta tante altre famiglie che subiscono allontanamenti di minori sbagliati. Deve essere riformato il modo in cui i minori vengono tolti alle famiglie». Nel suo intervento, la parlamentare ha richiamato anche il principio del superiore interesse del minore, sostenendo che secondo lei «in questo caso non sia stato così». Infine, l’appello alle autorità competenti: «Io vi chiedo di riunire questi bambini alle loro famiglie. E’ stato fatto un grande errore, non continuiamo a farlo». E mostrando un disegno realizzato da uno dei piccoli che mostra la famiglia riunita ma nascosta dentro una caverna, conclude: «Oggi loro possono essere felici solo se nascosti, perchè tutta questa situazione ha creato loro un grande trauma».

E questa è una anomalia del sistema. Un sistema, aggiunge la Garante per l’Infanzia Marina Terragni, che «consente di spostare i minori come sacchi di patate senza ascoltarli. Non funziona più questo metodo». La garante quindi chiede venga riformato un meccanismo che ad oggi vede lontano dalle loro famiglie 41mila minori per la cui permanenza fuori casa vengono spesi oltre 1 miliardo e 400mila euro, che «potrebbero invece essere spesi per aiutare queste famiglie».

Dopo l’incontro con la presidente della Commissione Infanzia, Catherine e Nathan hanno voluto raccontare quello che stanno vivendo. «Non avrei mai potuto immaginare il dolore e la sofferenza che abbiamo vissuto come famiglia negli ultimi cinque mesi, soprattutto i bambini», racconta il papà, aggiungendo che «il nostro più grande desiderio è essere riuniti come una famiglia amorevole». Nel raccontare le sue giornate, Catherine spiega che come genitori «siamo affranti perché sappiamo che i nostri bambini soffrono, siamo affranti perché non possiamo riportare in una casa dove sappiamo sarebbero accuditi e amati. L’unica cosa che desidero è di risvegliarmi da quello che mi sembra essere il peggiore degli incubi, senza fine, è terribile». Quindi la denuncia finale: «Se mi è concesso dire la mia verità, mi dispiace molto affermare che questo è stato di gran lunga l’atto più crudele che abbia mai vissuto e visto fare ai bambini in tutta la mia vita».

A sottolineare come l’istituzionalizzazione dei tre minori «non abbia risolto i problemi per cui sono stati allontanati dai genitori, come la socialità, l’istruzione e le vaccinazioni» è Tonino Cantelmi, docente della Pontificia università gregoriana e consulente della famiglia Trevaillon, per cui «non si può ignorare la crudeltà che c’è in questa situazione, nei confronti dei bambini ma anche della madre continuamente screditata». Mentre Rosaria Chieffo, responsabile dell’unità di Psicologia clinica del Gemelli si sofferma sui traumi permanenti che il distacco dai genitori potrebbe provocare sui minori, eppure oggi – dice – «abbiamo tutti gli strumenti per poterli evitare. Non è vero che i bimbi si adattano alle nuove situzioni, depositano e poi anche dopo molti anni questi traumi riemergono». Anche per Massimo Ammaniti, docente dell’università La Sapienza di Roma, sembra «incredibile che nel 2026 possano ancora succedere queste cose, nonostante siano ormai più di 50 anni che nel campo della psicologia e non solo si è capito che l’istituzionalizzazione pesa sullo stato psicologico ed emotivo. Tanto è vero che in molti settori, in primis quello sanitario, si sta andando da tempo nella direzione opposta».


Fonte: LaPresse
Data: 22 aprile 2026
Autore: Lorenzo Sorrentino

Famiglia nel bosco, i genitori alla Camera, Brambilla: “È violenza di Stato”

In un incontro alla Camera i genitori della ‘famiglia nel bosco’ hanno espresso tutto il loro dolore per la separazione dai figli.

“Non avrò pace finché questa famiglia non sarà riunita: oggi sono la voce di questi bambini che non hanno modo di essere ascoltati da nessuno”. È perentoria Michela Vittoria Brambilla – presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza – nell’introdurre l’incontro coi coniugi Trevallion alla sala stampa della Camera.

È stata lei a organizzare l’incontro coi genitori della ‘famiglia nel bosco’, accompagnati dall’avvocato Marco Femminella, dallo psichiatra consulente di parte Tonino Cantelmi e dagli psicoterapeuti Massimo Ammaniti della Sapienza di Roma e Daniela Pia Rosaria Chieffo, responsabile Uos clinica del Policlinico Gemelli.

Una vicenda che per Brambilla “è iniziata male e sta proseguendo peggio: è violenza di Stato”, incalza. “Il sistema con cui i minori vengono tolti alle famiglie va riformato. In questa Italia moralizzatrice si giudica con arroganza uno stile di vita diverso dal proprio. Le autorità riuniscano questa famiglia, non continuiamo a sbagliare come Paese”.

Nathan Trevallion, il padre della ‘famiglia nel bosco’, ha affidato a una breve lettera il racconto del suo stato d’animo. “Non ci saremmo mai aspettati di dover vivere il dolore degli ultimi cinque mesi”, ha esordito davanti ai giornalisti nella sala stampa di Montecitorio.

Il pensiero di Nathan va soprattuto al dolore dei bambini. “La separazione dalla loro casa e dagli animali, dalla mamma e quindi lo stress, l’ansia e il trauma: è stato tremendo dal punto di vista mentale ed emotivo. La loro gioia è stata distrutta. Noi genitori – aggiunge – siamo ancora più uniti nell’amore tra di noi e verso i bambini. Il nostro più grande desiderio è essere riuniti come famiglia”.

Non meno affranta la mamma, Catherine Trevallion. “Sappiamo che i nostri bambini soffrono e non possiamo riportarli a casa dove sono amati. Ho visto la loro sofferenza nella casa rifugio e sento Nathan che piange e si lamenta nel sonno”, racconta. “Mi sento impotente ed è terribile, da donna che ha speso tutta la vita aiutando gli altri. È stata la cosa più crudele che ho visto fatta a dei bambini in tutta la mia vita”.

Ed è proprio la parola ‘crudeltà’ che lascia il segno in Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente di parte della famiglia Trevallion. “Crudeltà vuol dire screditare il raccontare della madre, che non viene creduta, accusata di danneggiare i figli senza evidenze cliniche e scientifiche. Vengono espressi giudizi clinici da chi non ha le competenze per farlo”.

Ma nel racconto corale della vicenda c’è spazio anche per la voce dei bambini, condensata nella parole che Utopia, la più grande dei tre, ha scritto alla mamma in occasione del suo compleanno lo scorso 13 aprile. “Mamma, ti auguro buon compleanno insieme a tutti i nostri animali. Vorrei tanto essere lì, ti vogliamo bene, ci manchi moltissimo ma ci stiamo facendo forza per uscire da qua”.


Fonte: ANSA
Data: 22 aprile 2026, ore 21:10
Autore: Valentina Roncati

La mamma della famiglia nel bosco: “Mai vista tanta crudeltà con i bimbi”

Emozionati a tratti con gli occhi umidi, in alcuni momenti mano nella mano, decisi a riportare a casa i loro figli.

Così sono apparsi alla stampa Nathan e Catherine Trevaillon, che accompagnati dal loro legale Marco Femminella, hanno preso parte alla conferenza stampa alla Camera convocata dalla presidente della commissione infanzia Michela Vittoria Brambilla, dal titolo significativo: ‘Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco’.

La coppia ha portato con sè in un cestino di vimini i disegni e le letterine dei loro bambini. In uno in particolare, all’interno di una caverna, si vedono i componenti della famiglia che si tengono per mano.

“Mi sembra di vivere un incubo, sono franca: non ho mai visto, né sentito, una forma di crudeltà così estrema come quella che stanno subendo i miei figli”, ha detto Catherine Trevaillon in un messaggio che ha letto in inglese durante l’incontro con la stampa.

La donna, vestita di bianco e rosa e con un foulard color salmone, a tratti molto emozionata, ha letto anche un messaggio ricevuto da dei figli nel giorno del suo compleanno. “Auguri mamma, ti auguro buon compleanno e ti penso con tutti i nostri animali. Con gli altri miei fratelli vorrei fossimo lì, mi manchi moltissimo e ci stiamo facendo forza per uscire da qui”.

Anche il marito Nathan ha sottolineato “il dolore, non potete immaginare quanto, che abbiamo passato negli ultimi 5 mesi e specialmente i bambini. Prima la separazione dalla loro casa e dal papà e poi la separazione dalla mamma. Hanno avuto stress, dolore, paura. La loro gioia è stata distrutta. Mia moglie e io siamo uniti più di prima, il nostro amore e più forte che mai: il nostro desiderio più grande è di essere ricongiunti, essere una famiglia come prima”.

Per il professor Tonino Cantelmi, consulente di parte, “la prima parola che è risuonata qui è stata ‘crudeltà’, e crudeltà è anche screditare il racconto di una madre che non viene creduta, che viene rappresentata come colei che danneggia i figli. Sono stati espressi giudizi clinici da persone che non hanno competenza clinica”.

Nettamente contrari all’allontanamento dei bambini dai genitori si sono mostrati il professor Massimo Ammmaniti e la professoressa Daniera Pia Rosaria Chieffo, che hanno parlato dei danni causati nei minori da questa esperienza.

La garante per l’Infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni ha detto che sono 41 mila i bambini sottratti alle famiglie “per i quali spendiamo oltre 1 miliardo che potrebbe essere usato per aiutare i nuclei familiari” e ha detto di aspettare il momento del ritorno a casa dei bambini, “coraggio!”, ha augurato alla coppia.

“Nathan e Catherine stanno vivendo un vero calvario”, ha detto Brambilla “questa è una violenza di Stato. Io non avrò pace -ha proseguito – fino a che questa famiglia non sarà riunita. Due giovani educatrici non hanno la professionalità e la competenza per dare tanto dolore a questa famiglia, non ne hanno la competenza”.

Per il legale Femminella, infine, “non siamo in presenza di abusi o maltrattamenti ma di una genitorialità fortemente attenta ai bisogni dei minori con una scelta di ritorno alle radici alla natura: forse questo ha creato un problema. Ed il sistema processuale evidentemente è fallace”.


Fonte: Il Giornale
Data: 22 aprile 2026
Autore: Francesco Curridori

Famiglia nel bosco, Brambilla: “Violenza di Stato. Sistema da riformare”

Alla Camera dei Deputati si è tenuta la conferenza stampa dal titolo ‘Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco’, alla presenza dei coniugi Trevallion.

“Ho voluto promuovere questo incontro per fare chiarezza a spero giustizia. Questa coppia sta vivendo un vero calvario”. Lo ha detto la deputata Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione infanzia, entrando alla Camera tenendo per mano Catherine Birmingham e Nathan Trevallion prima dell’inizio della conferenza stampa dal titolo ‘Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco’.

“Non mi darò pace finché questa vicenda, partita male e continuata peggio, non avrà soluzione”, ha assicurato Brambilla. La deputata non ha dubbi sulla sorte dei figli dei coniugi Trevallion: “Dovevano essere lasciati alla loro famiglia, perché oggi soffrono. In questa Italia moralizzatrice – ha aggiunto – si giudicano i comportamenti diversi con l’arroganza di chi troppo spesso contraddistingue chi deve prendere queste decisioni”.

Brambilla ha quindi chiesto di “riunire questa famiglia perché “è stato fatto un grande errore e non va continuato”. E, dopo aver ricordato di aver già presentato una proposta di legge sul tema, ha ammonito: “Deve essere riformato il modo in cui i minori vengono tolti alle famiglie”.

Catherine Birmingham, visibilmente commossa con le lacrime agli occhi e la voce rotta, ha detto: “Siamo distrutti al pensiero che i nostri figli stiano soffrendo e di non poterli riportare a casa, al sicuro, per prenderci cura di loro e amarli”.

Secondo la donna, “questo è straziante, non solo come madre e moglie, ma per una persona che ha passato tutta la vita ad aiutare gli altri e che ora non puo’ aiutare i propri figli”. Per Birmingham non ci sono dubbi: “Questo è stato di gran lunga l’atto più crudele che abbia mai vissuto e visto fare ai bambini in tutta la mia vita”.

Nathan Trevallion, invece, ha letto un messaggio in inglese nel quale ha raccontato la sofferenza di questi mesi: “Non potete immaginare il dolore che abbiamo passato negli ultimi 5 mesi specialmente i bambini. Prima la separazione dalla loro casa e dal papà e poi la separazione dalla mamma. Hanno avuto stress, dolore, paura. La loro gioia è stata distrutta”.

L’uomo ha, poi, concluso: “Mia moglie e io siamo uniti più di prima il nostro amore è più forte che mai: il nostro desiderio più grande è di essere ricongiunti, essere una famiglia come prima”.

Presenti alla conferenza stampa anche la garante per l’Infanzia Marina Terragni e lo psichiatra, consulente di parte, Tonino Cantelmi.

La prima ha rivelato: “Sono sommersa dalle richieste di aiuto, di casi davvero terribili. Questo sistema non funziona più, non possiamo andare avanti così: i bambini devono essere ascoltati, non possono essere prelevati come sacchi di patate dagli assistenti sociali, nessuna persona può essere privata della libertà personale, compresi i bambini. Ci siamo in qualche modo abituati a queste scene e dobbiamo disintossicarci”.

Il secondo, invece, sentenzia: “La prima parola che risuona nelle parole dei genitori è crudeltà, non lo possiamo ignorare. È un vissuto soggettivo, ma significativo.


Fonte: La Repubblica
Data: 22 aprile 2026
Autore: Corrado Zunino

Famiglia nel bosco, Catherine alla Camera: “Non ho mai visto una crudeltà così in tutta la vita”

Dopo l’incontro con La Russa anche la conferenza con Brambilla. Il professor Ammaniti: “Vicenda nata male e finita peggio, i bambini devono tornare ai genitori”. Nel fine settimana sarà depositata la perizia psichiatrica.

ROMA – Dopo l’incontro con il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il 25 marzo scorso, dopo la consegna delle bozze del libro scritto da Catherine Birmingham con l’aiuto di una ghost writer e destinato a diventare un film, nel tardo pomeriggio di oggi la coppia più raccontata degli ultimi cinque mesi – Nathan e Cate – è entrata, le 17,44, alla Camera dei deputati, in sala stampa.

E’ stato l’epilogo di un’amplificazione istituzionale, gestita dal centrodestra prima e dopo il referendum sui magistrati, del dramma della separazione dei genitori dai tre figli. Catherine era agitata, all’ingresso, sempre al limite delle lacrime. Nathan bacia sulle gote il professor Tonino Cantelmi, che ha richiamato i colleghi a spiegare pubblicamente “i traumi definitivi” inflitti ai tre piccoli.

Nessuna domanda per Nathan e Cate, al solito. Si raccontano leggendo dichiarazioni in inglese, mostrando i disegni dei piccoli – ci sono cinque figure, sedute, dalla più piccola al papà, dentro una caverna, “per fuggire da chi li tiene prigionieri”, dirà Brambilla –, spiegando le loro letterine per il compleanno di mamma. “Io tengo duro”, ha scritto la più grande.

Nathan Trevallion, in giacca grigia, legge e poi traduce: “Non avrei mai immaginato il dolore, la sofferenza, degli ultimi cinque mesi, specialmente quello dei bambini. Prima separati dalla casa, dagli animali, dal loro padre, poi dalla loro mamma. La paura, l’ansia, lo stress e il trauma sono stati orribili mentalmente ed emozionalmente, la loro gioia e felicità è stata distrutta. Io e mia moglie siamo più uniti di prima, la speranza è quella di essere riuniti come una famiglia che si ama”.

Catherine dice di non avere la forza per parlare in italiano, e legge, a sua volta, in inglese: “In casa nostra i bambini erano in sicurezza, erano accuditi e amati. Ora vorrei risvegliarmi dal peggiore degli incubi, che mi sembra senza fine. Siamo affranti. Ho visto la sofferenza dei miei bambini quando vivevano nella facility”, sarebbe la casa protetta di Vasto. “Sento Nathan che piange nel sonno e penso che ho speso la mia intera vita ad aiutare le persone sole e oggi non sono capace di aiutare i miei bambini, sono impotente”. Chiude: “Non ho mai visto né sentito una forma di crudeltà così estrema come quella che stanno subendo i miei figli. Io e Nathan non abbiamo fatto niente di male ai nostri bambini”.

La presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, organizzatrice dell’incontro, dirà: “E’ stato un vero e proprio calvario, non avrò pace fino a quando questa famiglia non sarà riunita. Separare i bambini da padre e madre è stato un errore, non continuiamo a farlo. Restituiamo i tre figli all’amore dei loro genitori”.

L’avvocato Marco Femminella ha esordito dicendo che non avrebbe parlato del procedimento in corso, “la giurisdizione si esercita nelle sue sedi”. Poi si è profuso nel racconto della casa nel bosco, “nessuno ha spiegato a Nathan che non aveva l’agibilità”, delle vaccinazioni, “mancavano solo i richiami, che ancora non sono stati conclusi”, sull’homeschooling e il presunto isolamento dei tre minori, esattamente il cuore del procedimento stesso.

Il legale ha detto, quindi: “C’è qualcosa che stride con i sentimenti, quando l’esercizio della giurisdizione allarga la forbice tra diritto naturale e diritto positivo, quando questo accade in maniera prepotente e un cittadino non comprende quello che sta succedendo. Una volta il processo minorile era marginale, e riguardava pochi sfigati, ora è il front office della società rispetto alle esigenze di legalità, ma ha gli stessi strumenti di 30-40 anni fa”.

Ancora Femminella: “C’è una distanza siderale tra le parti e gli altri protagonisti. Il processo italiano è fatto di carte su carte, i veri protagonisti della vicenda restano estranei. Nathan e Catherine non hanno mai visto il volto dei giudici”.

In verità, quando era ancora affidata all’avvocato Giuseppe Angelucci, la coppia anglo-australiana si è presentata nell’aula dell’Aquila, anche con i bambini, di fronte a un giudice del procedimento. ”Questa vicenda ha una grande anomalia, siamo in presenza di una genitorialità fortemente attenta al bene dei minori, forse in modo eccessivo e sovraesposto, in una scelta, comunque, di ritorno alle radici”.

Il professor Tonino Cantelmi, riprendendo sia Catherine che la Brambilla, esordisce: “E’ risuonata la parola crudeltà, quale è stato, per esempio, screditare il racconto di una madre o agitare lo spettro che lei stessa danneggi i figli. Non c’è alcuna evidenza, in questo procedimento siamo pieni di giudizi clinici rilasciati da persone che non hanno competenze per dare giudizi clinici”.

Il professor Massimo Ammaniti, neuropsichiatra infantile, ha letto le carte offerte dal collega Cantelmi e alla Camera dice: “Mi sembra incredibile che nel 2026 succedano cose così. Nel 1950 un grande studioso di infanzia preparò una monografia per l’Oms sulle carenze nella prassi e mise in luce che nel nostro patrimonio genetico e nel cervello i bambini hanno capacità di costruire legami di attaccamento ai genitori. Quando i figli si distaccano da madre e padre, vivono ansie di separazione profonde. Se oggi i tre figli di Nathan e Catherine sembrano tranquilli, è perché sono caduti in uno stato di depressione. I bambini devono tornare al padre e alla madre”.

La professoressa Daniela Chieffo, direttrice della Psicologia clinica dell’ospedale Gemelli di Roma, procede con l’ultimo intervento tecnico: “Vorrei concentrarmi sulla mente dei tre bambini e dire che alcuni traumi diventano indelebili e possono diventare tragedie. I figli di Nathan e Catherine hanno perduto il loro ecosistema, è volato via. Questi traumi sono destinati a sviluppare una psicopatologia. Mi chiedo se la socialità imposta, infine, deve avere il prezzo della ferocia”. Ci si riferisce, sempre, alla sistemazione nella casa struttura di Vasto.

Ferocia, crudeltà. La Garante nazionale per l’infanzia, Marina Terragni, chiude la serata senza contraddittorio con il suo pezzo di teatro: fa sentire al microfono le urla di una bambina in una struttura di Napoli, in preda a una crisi convulsiva. “Ne ricevo tutti i giorni”. Non si sa cosa c’entri, riesce, però, a far piangere definitivamente Catherine.

La controparte, nel silenzio, ha chiuso la stesura della perizia psichiatrica. Nel weekend, al massimo all’inizio della prossima settimana, sarà depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila.


Fonte: Adnkronos
Data: 22 aprile 2026
Autore: Redazione Adnkronos

Famiglia nel bosco, la mamma: “I miei figli stanno subendo una crudeltà estrema”

“Siamo affranti perché sappiamo che i nostri bambini soffrono, siamo affranti perché non possiamo riportarli a una casa dove sappiamo sarebbero accuditi e amati”, così Catherine Trevaillon in un messaggio letto a Montecitorio.

La mamma della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’ è intervenuta nella conferenza stampa organizzata dalla presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, sull’allontanamento giudiziale dei minori dai nuclei familiari.

“Sono franca: non ho mai ne visto né sentito una forma di crudeltà cosi estrema come quella che stanno subendo i miei figli”, ha aggiunto Trevaillon.

La donna poi ha letto anche un messaggio mandatele da uno dei figli nel giorno del compleanno: “Auguri mamma, ti auguro buon compleanno, con tutti gli animali e gli altri fratelli vorrei fossimo lì, mi manchi moltissimo e ci stiamo facendo forza per uscire da qui”.

“Ho voluto promuovere questo incontro per fare chiarezza a spero giustizia. Questa coppia sta vivendo un vero calvario. Non avrò pace fino a che questa famiglia non sarà riunita. Io sono la voce di questi bambini che non hanno modo di essere ascoltati. Voglio essere la loro voce. Questa è una violenza di Stato. Questa coppia rappresenta tante altre famiglie che subiscono allontanamenti di minori sbagliate. Deve essere riformato il modo in cui i minori vengono tolti alle famiglie”.

Così la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, nella conferenza stampa alla Camera sull’allontanamento giudiziale dei minori dai nuclei familiari e sul caso della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’.


Fonte: Il Messaggero
Data: 22 aprile 2026
Autore: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Famiglia nel Bosco, il grido di dolore di Nathan: «Stress e paura per i miei figli. La loro gioia è stata distrutta»

La presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla ha organizzato un incontro con esperti e con i genitori della Famiglia nel Bosco sull’allontanamento giudiziale dei minori dai nuclei familiari e sul caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”.

Sono intervenuti Nathan e Catherine Trevallion, il loro avvocato Marco Femminella e tre esperti psicoterapeuti, il consulente di parte professor Tonino Cantelmi, della Pontificia Università Gregoriana di Roma, il professor Massimo Ammaniti dell’Università La Sapienza di Roma e la professoressa Daniela Pia Rosaria Chieffo, Responsabile dell’Unità Operativa Semplice Psicologia Clinica del Policlinico Agostino Gemelli e docente di Psicologia generale all’Università Cattolica di Roma.


Fonte: Leggo
Data: 22 aprile 2026

Famiglia nel Bosco, il grido di dolore di Nathan: «Stress e paura per i miei figli. La loro gioia è stata distrutta»

Accademici e psicoterapeuti a confronto a Montecitorio sul trauma della separazione forzata: lo sfogo di Nathan e Catherine per i figli lontani.

La presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, ha organizzato un incontro con esperti e con i genitori della “famiglia nel bosco” sull’allontanamento giudiziale dei minori dai nuclei familiari e sul caso specifico della cosiddetta “famiglia nel bosco”.