Educazione: Todi, il 7 e 8 settembre un convegno per “fare il punto” su giovani, famiglia e scuola

Fonte: AgenziaSIR del 04/09/2019


Pubblicato il 04/09/2019

Dall’abuso di sostanze alla pornografia, dalla dipendenza da Internet al fenomeno dei cosiddetti Hikikomori – i giovani che si autorecludono fuori dalla vita reale e di cui in Italia si contano ormai più di centomila casi -, dal gioco d’azzardo alle diverse forme di devianza. Sono alcuni temi al centro del convegno “Educare per il domani. Il punto su giovani, famiglia e scuola in Italia”, in programma a Todi il 7 e l’8 settembre per iniziativa dell’associazione Articolo 26, in collaborazione con il Comune di Todi con il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati e dell’Ufficio scolastico per l’Umbria. Un incontro nazionale di formazione rivolto a genitori, educatori e operatori della scuola, al quale parteciperanno specialisti, famiglie, rappresentanti delle istituzioni ed esperti di politiche scolastiche provenienti da tutta Italia “non solo per un’analisi a tutto tondo dei fenomeni e delle loro cause sociali e familiari, ma per offrire strumenti concreti a genitori ed insegnanti che devono aiutare adolescenti sempre più fragili, tramite un’alleanza tra scuola e famiglia”, precisano gli organizzatori in una nota. Protagonista sarà anche il grande cinema come strumento di prevenzione dalle dipendenze, con l’anteprima nazionale del film “Una canzone per mio padre” di Andrew e John Erwin.
“Nonostante la sua diffusione, il fenomeno è tuttavia ancora poco conosciuto e coloro che ne soffrono si sentono spesso soli e incompresi nel proprio disagio”, spiegaMarco Crepaldi, presidente e fondatore dell’associazione nazionale Hikikomori Italia, che dal 2017 ha come scopo quello di sensibilizzare sul tema dell’isolamento sociale volontario e supportare tutti coloro che ne soffrono, direttamente o indirettamente, come nel caso delle famiglie. Nel corso dell’evento di Todi, verranno presentati anche alcuni risultati della ricerca “Venduti ai minori”, che indaga sull’offerta di prodotti vietati ai ragazzi sotto i 18 anni, condotta – per conto del Movimento genitori italiani (Moige) – dal team del professor Tonino Cantelmi, docente di Cyberpsicologia all’Università Europea di Roma. Il campione è composto da circa 1.400 ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni delle scuole medie e superiori, provenienti da varie regioni d’Italia. “Il quadro che ne esce – spiega Cantelmi – è sconcertante ed evidenzia la diffusa deresponsabilizzazione dei rivenditori di questi prodotti nocivi per i più giovani, che ogni giorno vengono offerti ai minori nell’indifferenza generale degli adulti e nella latitanza delle autorità deputate ai controlli di legge”.

Articolo 26 è un’associazione no-profit composta da genitori ed educatori che promuove la funzione formativa della famiglia e della scuola, sostiene i genitori e docenti nei loro compiti educativi, in funzione della continuità educativa scuola famiglia, operando nel rispetto dei valori della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del fanciullo e della Costituzione italiana. Svolge attività di formazione e informazione sul territorio nazionale, attraverso un numero crescente di sedi locali.

 

________________

  

 

Attenzione ai nostri figli – I dati sconcertanti su fumo, droghe e alcol venduti ai minori

 

Fonte: la-Riviera.it del 02/09/2019

 

La ricerca “Venduti ai minori” che indaga sull’offerta di prodotti vietati ai ragazzi sotto i 18 anni, condotta per conto del Movimento genitori italiani dal team del professor Tonino Cantelmi

 

Il 40% del tabacco viene venduto ai minori nelle tabaccherie e il 15% attraverso i distributori automatici, che non richiedono una tessera; quasi il 70% dei cannabis shop vendono il prodotto ai minorenni; il 60% dei ragazzi ha potuto giocare d’azzardo senza mostrare un documento d’identità e un gestore su due non si è rifiutato di farli giocare nonostante la minore età. Tre ragazzi su quattro non hanno alcun filtro sui propri pc, tablet e smartphone che impedisca l’accesso ai siti porno. Quasi il 60% dei rivenditori di videogiochi vende ai minori prodotti loro vietati.
Sono alcuni dei risultati della ricerca “Venduti ai minori” che indaga sull’offerta di prodotti vietati ai ragazzi sotto i 18 anni, condotta – per conto del Movimento genitori italiani (Moige) – dal team del professor Tonino Cantelmi (docente di Cyberpsicologia – Università Europea di Roma) prendendo in esame un campione di circa 1.400 ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni delle scuole medie e superiori, di varie regioni d’Italia.
«Il quadro che ne esce – spiega il professor Cantelmi – è sconcertante ed evidenzia la diffusa deresponsabilità dei rivenditori di questi prodotti nocivi per i più giovani, che ogni giorno vengono offerti ai minori nell’indifferenza generale degli adulti e nella latitanza delle autorità deputate ai controlli di legge».
Di “divieti trasgrediti” e della “eclissi dell’adulto” si parlerà i prossimi 7 e 8 settembre a Todi nell’ambito del convegno “Educare per il domani. Il punto su giovani, famiglia e scuola in Italia”.
Per due giorni specialisti, famiglie, rappresentanti delle Istituzioni ed esperti di politiche scolastiche provenienti da tutta Italia, si confronteranno sui temi della devianza e violenza giovanile, abuso di sostanze, pornografia e dipendenza da internet e sul fenomeno dei cosiddetti Hikikomori, i giovani che si autorecludono fuori dalla vita reale e di cui in Italia si contano ormai più di centomila casi.