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		<title>Internet fa male?</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:31:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte Radio24. Bianco e Nero, la rubrica di Radio 24 Mattino, intervista il Prof. Tonino Cantelmi per comprendere cosa cambia nella mente dei nativi digitali. 
Ascolta L’intervista ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><img class="alignleft" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/foto/internet-fa-male-radio-24-intervista-tonino-cantelmi.jpg" alt="" width="272" height="133" />Internet fa male?</h1>
<p>Intevista radiofonica</p>
<p>Bianco e Nero, la rubrica di Radio 24 Mattino, insieme al professore <strong>Tonino<a class="thickbox" title="Tonino Cantelmi, Psichiatra " href="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/test/img_4887.jpg"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/test/thumbs/thumbs_img_4887.jpg" alt="Tonino Cantelmi " /></a> Cantelmi</strong> prova a rispondere alla provocatoria domanda se Internet e il mondo della rete possano danneggiare in qualche modo i più giovani e tutti noi.</p>
<p><a href="http://chocolat3b.podomatic.com/player/web/2012-01-13T13_00_02-08_00" target="_blank">ASCOLTA L&#8217; INTERVISTA </a></p>
<p>Fonte: http://chocolat3b.podomatic.com/</p>
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		<title>Il settimanale Panorama intervista Tonino Cantelmi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:52:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte Panorama- In Italia c’è un autentico boom di persone che si rivolgono ai sacerdoti chiedendo di essere liberati dal demonio. I presunti “indemoniati” sono oltre 500 mila casi l’anno Lo riferisce Panorama sul numero in edicola da giovedì 2 febbraio che racconta, in esclusiva, la storia di un indemoniato e del suo esorcista. Nello stesso servizio di Panorama lo psichiatra Tonino Cantelmi spiega come si fa a distinguere un indemoniato da un malato psichico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/foto/panorama.jpg" alt="" width="431" height="258" />Cercasi esorcista. In Italia c’è un autentico boom di persone che si rivolgono ai sacerdoti chiedendo di essere liberati dal demonio. I presunti “indemoniati” sono oltre 500 mila casi l’anno, il 30 per cento in più dal 2006, e provengono non solo dalle regioni del Sud, ma anche dal Nord più sviluppato e secolarizzato, come il Veneto. Lo riferisce <strong>Panorama</strong> sul numero in edicola da giovedì 2 febbraio che racconta, in esclusiva, la storia di un indemoniato e del suo esorcista.<br />
E non sono solo i credenti a rivolgersi ai sacerdoti per farsi liberare dalla «possessione», scrive Panorama. Secondo l’Associazione psicologi e psichiatri cattolici ci sono anche non credenti, a dispetto di tutti i dati che descrivono la nostra come una società laica e secolarizzata. Di fronte a questa «emergenza esorcisti», la Chiesa corre ai ripari e organizza corsi di formazione, seleziona preti adatti a questo particolare ministero e predispone norme di comportamento.<br />
Nello stesso servizio di Panorama lo psichiatra T<strong>onino Cantelmi</strong> spiega come si fa a distinguere un indemoniato da un malato psichico.<br />
In Italia c’ è un autentico boom di persone che si rivolgono ai sacerdoti chiedendo di essere liberati dal demonio. I presunti “indemoniati” sono oltre 500 mila casi l’anno Lo riferisce Panorama sul numero in edicola da giovedì 2 febbraio che racconta, in esclusiva, la storia di un indemoniato e del suo esorcista. Nello stesso servizio di Panorama lo psichiatra Tonino Cantelmi spiega come si fa a distinguere un indemoniato da un malato psichico.</p>
<h1 style="text-align: justify;">Intervista al Prof. Cantelmi</h1>
<p style="text-align: justify;">Prima d&#8217;intraprendere un rito di esorcismo è obbligatoria una visita con lo psicologo. Lo prevedono le direttive della<img class="alignright" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/foto/intervista-esorcismo-panorama-int_page_1.jpg" alt="" width="448" height="189" /> Chiesa in materia. E sempre di più gli esorcisti,di fronte alla straordinaria crescita di richieste di riti di liberazione dal demonio, si rivolgono agli specialisti. Uno tra i piùaccreditati è lo psichiatra <strong>Tonino Cantelmi</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Come fa a distinguere un presunto indemoniato da un malato psichiatrico?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non sta a me decifrare l&#8217;eventuale intervento soprannaturale nella sofferenza di un ammalato. Il mio servizio come medico consiste nel fare una diagnosi e offrire la terapia più corretta al paziente. Molte persone che gli esorcisti mi indirizzano soffrono di disturbi psichiatrici. Propongo loro una terapia, ma li lascio liberi di tornare dal sacerdote per affrontare gli aspetti spirituali dei loro disturbi. I due profili, medico e spirituale, non sono in contrasto tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E come dispone una diagnosi per un «indemoniato»?</strong></p>
<p>Li sottopongo a due serie di test: una proiettiva e una descrittiva. Questo mi consente di diagnosticare il tipo di disturbo da cui sono affetti. Molto spesso, chi ritiene di essere indemoniato è affetto da schizofrenia, disturbi della personalità, ansia, disturbi deliranti, compulsivi. Perciò suggerisco una psicoterapia e una terapia farmacologica. Agli esorcisti, se richiesto, faccio un quadro dei disturbi riscontrati nel paziente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I presunti indemoniati si sottopongono volentieri alle sue terapie?</strong></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 156px"><img src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/test/img_4896.jpg" alt="" width="146" height="219" /><p class="wp-caption-text">Tonino Cantelmi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non sempre. Spesso addebitare a una potenza soprannaturale la responsabilità dei disturbi serve a rimuovere i sensi di colpa, rende più accettabile la malattia. Perciò molti pazienti preferiscono andare dall&#8217;esorcista piuttosto che dallo psichiatra. Ma per fortuna molti sacerdoti ascoltano anche il parere dei medici e suggeriscono a queste persone di completare la terapia psichiatrica prima di fare un esorcismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ha mai partecipato a qualche esorcismo? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mai. Credo che la figura del medico e del sacerdote debbano rimanere chiaramente distinte, ciascuno nel suo ruolo.<br />
<strong>Qual è il profilo dei pazienti che si rivolgono a lei, convinti di essere posseduti? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In maggioranza sono donne e questo è legato soprattutto ai disturbi dell&#8217;ansia. Quello che mi sorprende è che sono sempre più persone di buona cultura: anche in una società secolarizzata che ha messo da parte la religione c&#8217;e nostalgia del sacro che si esprime in forme estreme.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I disturbi lamentati dagli «indemoniati» sono quelli delle possessioni diaboliche?</strong><br />
Spesso si. Ma mi sono capitati anche pazienti che lamentano sofferenza diffusa, indecifrabile, non riconducibile ad alcuna patologia precisa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei crede nell’esistenza del demonio?</strong><br />
Ci credo. Ma non credo che il demonio per manifestarsi abbia bisogno delle forme classiche delle possessioni come le intendiamo comunemente. Satana è troppo intelligente: penso che si manifesti in maniera più subdola, nella smania di potere, di successo o di possesso sulle altre persone. Ma non escludo che possano esserci anche forme di possessione diaboliche come quelle che leggiamo nella Bibbia o che ci sono state tramandate dalla tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte:<a href="http://blog.panorama.it/italia/2012/02/01/esorcista-cercasi-ci-sono-500-mila-indemoniati-allanno-e-la-chiesa-arruola-preti-per-fronteggiare-satana/"> Panorama 8 febbraio 2012 </a></p>
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		<title>Sesso estremo, tra eros e perversione. Ora le donne diventano protagoniste</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:39:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il quotidiano “La Repubblica” nel suo sito dedicato alle inchieste affronta il tema delle nuove dipendenze,  tra le voci autorevoli anche quella di Tonino Cantelmi,  autore di un testo sulle nuove tendenze dell'eros femminile: "Un tempo comportamenti di questo tipo erano sacrificati al soddisfacimento dei bisogni erotici maschili, oggi hanno trovato un loro diritto di cittadinanza". Ma lancia l'allarme: "Ogni 'addiction' promette un paradiso che poi si trasforma in un lager"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/foto/intestazione-repubblica-inchiesta-nuove-dipendenze-intervista-tonino-cantelmi.jpg" alt="" width="439" height="79" /></p>
<p style="text-align: right;">L&#8217;INTERVISTA <em> di ANNA RITA CILLIS</em></p>
<h1></h1>
<h1><span style="color: #ffffff;">sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss</span></h1>
<h1>Sesso estremo, tra eros e perversione. Ora le donne diventano protagoniste</h1>
<p style="text-align: justify;">Il giudizio di <strong>Tonino Cantelmi</strong>, psicoterapeuta e professore  universitario, autore di un testo sulle nuove tendenze dell&#8217;eros  femminile: &#8220;Un tempo comportamenti di questo tipo erano sacrificati al  soddisfacimento dei bisogni erotici maschili, oggi hanno trovato un loro  diritto di cittadinanza&#8221;. Ma lancia l&#8217;allarme: &#8220;Ogni &#8216;addiction&#8217;  promette un paradiso che poi si trasforma in un lager&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nel 2020, secondo l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, l&#8217;umanità sarà più depressa. Tanto che la depressione sarà la principale causa di invalidità nel mondo, e quindi più dipendente da &#8220;comportamenti&#8221; come il lavoro, l&#8217;uso della  tecnologia, il sesso, il gioco, la ricerca di relazioni affettive&#8221;. Non ha dubbi <strong>Tonino Cantelmi,</strong> psicoterapeuta e professore universitario, tra i primi in Italia a occuparsi dell&#8217;impatto della tecnologia digitale nella mente umana e fondatore del Cedis di Roma, un ente per lo studio delle dipendenze tecnologiche e sessuali. Ha da poco pubblicato un nuovo libro &#8220;<em><strong>Donne che osano troppo. Pratiche sessuali estreme e nuove tendenze dell&#8217;eros femminile</strong></em>&#8220;,<img class="alignright" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/foto/donne-che-osano-troppo-copertina.jpg" alt="" width="112" height="164" /> scritto con <strong>Noemi Grappone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Professor Cantelmi, perché le dipendenze comportamentali hanno così presa?</strong><br />
&#8220;Si tratta di comportamenti piacevoli, comuni, che fanno parte della vita di ogni giorno, ma che possono via via per alcuni diventare tiranni, senza pietà, trasformando la persona in uno schiavo, costretto a  ripetere il comportamento all&#8217;infinito, prigioniero di un vortice  senza fondo. Queste nuove dipendenze sembrano particolarmente affascinanti per uomini e donne costretti in una società forse troppo efficiente, troppo veloce e consumistica, dove a essere in crisi è proprio la relazione interpersonale, l&#8217;incontro con l&#8217;altro e la capacità di costruire percorsi autentici di condivisione e solidarietà&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel suo ultimo libro lei affronta un tema scottante: le perversioni femminili. Un mondo parallelo o in crescita?</strong><br />
&#8220;L&#8217;eros e la perversione al femminile hanno trovato un diritto di cittadinanza in passato negato, sacrificato al soddisfacimento dei bisogni erotici maschili. Oggi assistiamo a un emergere di quelli femminili e persino di perversioni al femminile. Il sesso estremo, per esempio, sembra conquistare nuove protagoniste, sempre più numerose&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono le conseguenze sulla vita delle persone? </strong><br />
&#8220;Le dipendenze comportamentali costano tempo e danaro, interferiscono con il lavoro e con le relazioni interpersonali, isolano e producono danni alla vita della persona e dei suoi familiari. Ogni dipendenza promette un paradiso artificiale che più o meno rapidamente si trasforma in un doloroso lager&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra tutte, qual è la più &#8220;pericolosa&#8221;?</strong><br />
&#8220;Il gioco d&#8217;azzardo da un punto di vista economico, quella da sesso è forse la più devastante rispetto ai familiari e alle persone che sono vicine al dipendente, quella dalla tecnologia ha un potere isolante straordinario&#8230; Ma in generale lo sono tutte e ognuna a suo modo&#8221;.</p>
<p>27 gennaio 2012</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/01/27/news/intervista_cantelmi_donne_sesso_dipendenza-28213902/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2012%2F01%2F27%2Fnews%2Fle_nuove_dipendenze-25923523%2F" target="_blank">La Repubblica</a></p>
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		<title>“Se tu conoscessi il dono di Dio” – Albano 5 febbraio 05/02/12</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:44:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Albano 5 febbraio 05/02/12 h. 16.00 - Ciclo di conferenze “Se tu Conoscessi il dono di Dio”. Il Prof. Cantelmi guiderà la discussione “Non farò la fine dei miei genitori. Come iniziare all’amore i figli in una relazione coniugale e genitoriale divisa”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>“Se tu conoscessi il dono di Dio” – Albano 5 febbraio 05/02/12</strong><br />
Il giorno 5 febbraio ore 16, presso il seminario di Albano, piazza S. Paolo 6 alle ore 18 il <strong>prof. Cantelmi</strong> guiderà la discussione “ Non farò la fine dei miei genitori. Come iniziare all’amore i figli in una relazione coniugale e genitoriale divisa”. L’incontro fa parte di un ciclo di conferenze organizzate dall’Ufficio per la Pastorale della Famiglia di albano a cura di don Carlino <strong>Panzeri.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/foto/albano-intervento-tonino-cantelmi.jpg" alt="" width="423" height="276" /></p>
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		<title>&#8220;La Discussione&#8221; intervista il Prof.Tonino Cantelmi &#8211; 29 gennaio 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 19:47:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Discussione" - Famiglia,IVG, Ipersessualizzazione dei media e psiche, ospedali psichiatrici giudiziari sono alcuni dei temi affrontati da Tonino Cantelmi nelle pagine del quotidiano La Discussione, intervistato domenica 29 gennaio 2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/foto/testata-la-discussione-intervista-tonino-cantelmi.jpg" alt="" width="481" height="103" /><em>Chi l’ha detto che lo</em><em> studio della psiche umana non può andare a braccetto con la Fede? L’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri cattolici (Aippc) è un’associazione cattolica senza scopo di lucro costituita da circa 400 soci ordinari e da oltre 1500 aderenti e simpatizzanti la cui mission è proprio quella di coniugare questi due mondi apparentemente non collegati tra di loro. Fondato nel 1998 da alcuni diaconi permanenti e da fedeli laici &#8211; tutti professionisti operanti nell’ambito della salute mentale &#8211; il sodalizio favorisce il dibattito sulle premesse antropologiche che sottendono la prassi professionale, nonché la formazione degli operatori. Ne abbiamo parlato con il presidente, professor <strong>Tonino Cantelmi.</strong></em></p>
<p><strong>Cosa comporta la vostra opzione per una psicologia non disgiunta dalle profonde verità sull’uomo, nella sua realtà di mistero e di immagine di Dio? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’Aippc ha rotto due tabù. Il primo era costituito dalla “diffidenza” della Chiesa verso la psicologia, percepita come troppo lontana da una antropologia cristiana e come portatrice di visioni antropologiche implicite e a volte contro l’uomo. Si pensi al determinismo freudiano: davvero l’uomo è prigioniero di “istinti” che lo determinano in modo coercitivo e inesorabile? Davvero vicende infantili precoci “determinano” uno sviluppo fatalmente immodificabile?<br />
Davvero l’uomo è “vittima” di un inconscio tirannico ed imprevedibile? Oppure si pensi al concetto di autorealizzazione di alcune psicologie umanistico-esistenziali: davvero l’uomo felice deve soddisfare ogni suo bisogno per auto-realizzare se stesso? Il secondo tabù ha coinvolto psichiatri e psicologi: davvero la dimensione spirituale e religiosa dell’uomo può essere ignorata o irrisa o addirittura considerata psicopatologica, secondo la logica riduzionista e scientista che ha dominato nel recente passato la teoria e la prassi psicoterapeutica? Oggi penso che i due tabù siano crollati. Nel 2000, in occasione del Giubileo, l’Aippc fu scelta come un esempio di diaconia moderna per l’uomo d’oggi e io fui chiamato a presentarla ai diaconi di tutto il mondo nell&#8217;aula Nervi. E d’altro canto il fattore spirituale e religioso è stato ampiamente sdoganato dal cono d’ombra in cui è stato rilegato, come dimostrano le numerose pubblicazioni scientifiche sul tema. Oggi la maggior parte dei terapeuti si impegna nel rispettare la dimensioni valoriali dei pazienti anche nell&#8217;ambito spirituale e religioso. Su questi temi abbiamo pubblicato moltissimo e sono ben riassunti in un libro dal titolo “Cattolici e Psiche” delle edizioni San Paolo, cui hanno contribuito psicologi e psichiatri cattolici e non.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È vero che le donne che hanno abortito registrano l’81 per cento di aumento del rischio di soffrire di problemi mentali? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un altro argomento tabù che abbiamo affrontato. L’Ivg (interruzione volontaria della gravidanza) è un fattore di rischio per la salute mentale della donna. Lo dimostrano numerose ricerche internazionali. In Italia questo tema è stato colpevolmente taciuto. Abbiamo raccolto dati, testimonianze, riflessioni e studi e con il contributo di molti ricercatori pochi mesi fa abbiamo pubblicato tutto (“Maternità interrotte” Edizioni San Paolo). Tuttavia ancora reclamiamo una corretta informazione. La donna che decide di abortire deve sapere che l’igv è un fattore di rischio per la sua salute mentale: incrementa il rischio di depressione e di comportamenti autolesivi e di numerose psicopatologie. Questo deve essere detto in tutti i luoghi dove si autorizza l’aborto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Internet e la Tv offrono una immagine del sesso che può turbare l’equilibrio dei minori: cosa si può fare per tutelarli? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche questa è una battaglia che stiamo conducendo. I dati da noi raccolti indicano che i bambini vengono in contatto in modo troppo precoce e troppo pervasivo con immagini e contenuti nettamente sessuali. Questa clamorosa erotizzazione dell&#8217;infanzie è piena di conseguenze negative sullo sviluppo psico-affettivo dei bambini. Si tratta di un grave abuso all’infanzia, perpetrato nell&#8217;indifferenza degli adulti e delle istituzioni. Tuttavia qualche segnale positivo c&#8217;è: alcuni mesi fa, in seguito alle nostre denunce, la Commissione Parlamentare per l’Infanzia ci ha audito. È stato impress<img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/test/img_4880.jpg" alt="Tonino Cantelmi, " width="222" height="333" />ionante vedere lo sconcerto dei parlamentari quando abbiamo snocciolato i dati sulla pornografia e sul suo impatto attuale su bambini e adolescenti.<br />
L’erotizzazione dell&#8217;infanzia è un furto: Tv, internet, pubblicità, film e riviste con la complicità del silenzio di adulti e genitori stanno rubando la possibilità di uno sviluppo sano ad una intera generazione.<br />
<strong><br />
Perché la famiglia, come società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, non è più al centro del dibattito politico e culturale? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia ha subito una infinità di attacchi. Negli anni ‘70, ad esempio, la psicologia sembrava accanirsi sulla necessità di dimostrare che la famiglia fosse il luogo della patologia mentale. Un caso per tutti, quello dell&#8217;autismo. Per un ventennio i genitori furono colpevolizzati: l’autismo, si diceva, era causato da genitori incompetenti. Nulla di più sciocco e di più ideologico: l’autismo è una patologia a genesi neurobiologica. Negli anni successivi si colpevolizzò la famiglia indicandola come il luogo della violenza e dell’abuso sui bambini. Oggi sappiamo che la famiglia è il principale fattore protettivo dell’abuso: l’abuso è là dove non c’è famiglia. L’ultimo decennio è stato caratterizzato dal tentativo di mettere in crisi l&#8217;identità stessa della famiglia.<br />
<strong><br />
Come giudica l’abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia tendiamo a fare riforme di grande civiltà senza gli strumenti adeguati.<br />
È ovvio che ogni persona affetta da disturbi psichici debba ricevere le giuste cure nel pieno rispetto della sua dignità. È altrettanto ovvio che laddove il disturbo psichico è correlato a comportamenti gravemente antisociali occorra coniugare l&#8217;esigenza di cura con la esigenza di controllo sociale. Credo quindi che, in assenza di adeguate risorse e di strutture territoriali idonee per pazienti psichiatrici che abbiano emesso comportamenti gravemente antisociali, faremo la solita riforma all&#8217;italiana: già recentemente un paziente dimesso da un Opg e accolto in una Comunità Terapeutica a Roma ha ferito e ucciso di nuovo. Non è colpa sua, ma di un sistema cieco e ideologico. Negare la patologia mentale e la sua gravità non giova ai pazienti in primo luogo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>di <span>Carmine Alboretti </span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: La Discussione  &#8211; 29/01/2012</p>
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		<title>La natura come terapeuta</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:49:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rinnovata la convenzione tra IFO e Parco di Veio: la natura come terapeuta. Le attività sono coordinate dall'Area di Supporto alla Persona dell'IFO diretta dal Prof. Tonino Cantelmi. In allegato la rassegna stampa dell'esperienza già effettuata nel 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">La natura come terapeuta <img class="alignleft" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQFP1dVZOefP5Fw0Mcez3iNwUwL7YMomKsf9Vh5ml1SZIxkOJFlkA" alt="" width="233" height="122" /></h1>
<p style="text-align: center;">Continua la collaborazione tra il <a href="http://www.parcodiveio.it/" target="_blank"><strong>Parco di Veio</strong></a> e  <strong><a href="http://www.ifo.it/AspOne.aspx?990014277" target="_blank">l&#8217; Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e l&#8217;Istituto Dermatologico San Gallicano (IFO)</a> </strong>con il rinnovo della convenzione:</p>
<h2 style="text-align: center;"><em><strong>La natura come terapeuta </strong></em></h2>
<p style="text-align: justify;">La convenzione, nata nel 2011, ha l’intento di promuovere attività ricreative volte al miglioramento della qualità di vita dei pazienti oncologici e dermatologici e regalare loro ore di distensione e di contatto con la natura aiutandoli, anche in questo modo, a superare il difficile momento della malattia. Le attività sono coordinate dall&#8217;<strong>Area di Supporto alla Persona dell&#8217;IFO </strong>diretta dal Prof. Tonino<strong> Cantelmi</strong>.</p>
<p><span style="color: #000000;">Leggi la rassegna stampa dell&#8217;esperienza del 2011:</span><a href="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/uploads/2012/01/Rassegna-stampa-IFO-Parco-di-Veio.pdf"> Rassegna stampa IFO Parco di Veio</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ifo.it/images/testatanew.jpg" alt="" width="453" height="108" /></p>
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		<title>Quando una gravidanza interrotta è un malessere negato</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:20:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tv2000 "Nel cuore dei giorni" ha dedicato particolare attenzione al libro curato da Tonino Cantelmi, Cristina Cacace e Elisabetta Pittino "Maternità interrotte. Le conseguenze psichiche dell’interruzione volontaria di gravidanza". Guarda il video]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www2.tv2000.it/s2ewtv2000/allegati/48/gia-cuore.jpg" alt="" width="177" height="130" /></p>
<h1>Quando una gravidanza interrotta è un malessere negato</h1>
<div><small>23 gennaio 2012</small></div>
<p>La trasmissione &#8220;Nel cuore dei giorni&#8221; ha dedicato particolare attenzione al libro curato da Tonino <strong>Cantelmi</strong>, Cristina <strong>Cacace</strong> e Elisabetta <strong>Pittino</strong> &#8220;<strong>Maternità interrotte. Le conseguenze psichiche dell’interruzione volontaria di gravidanza&#8221;</strong>.</p>
<p>&#8220;Quando una gravidanza interrotta è un malessere negato. Fabio Bolzetta  ne parla durante il programma “Nel cuore dei giorni” con Cristina  Cacace, psicologa e psicoterapeuta . In studio c’è anche il professor  Giuseppe Noia, specialista in ginecologia e ostetricia al Policlinico  “A. Gemelli” di Roma. <a href="http://nelcuoredeigiorni.tv2000.it/quando-una-gravidanza-interrotta-e-un-malessere-negato/2012/01/23" target="_blank"><strong>Guarda il video</strong>.</a></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/foto/tv2000-maternita-interrotte.jpg" alt="" width="336" height="357" /></p>
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		<title>Come curare il post-aborto</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:44:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte Zenit.org. Secondo uno studio pubblicato dal British Journal of Psychiatry, “le donne che hanno abortito registrano l’81% di aumento del rischio di soffrire di problemi mentali”:Per cercare di analizzare il problema e indicarne le strade per la cura, lo psichiatra e psicoterapeuta prof. Tonino Cantelmi, la psicologa, psicoterapeuta e ricercatrice presso l’Istituto di Psicoterapia Cognitivo Interpersonale Cristina Cacace e il Consigliere Nazionale del Movimento per la Vita Italiano Elisabetta Pittino, hanno scritto il libro “Maternità interrotte. Le conseguenze psichiche dell’IVG” pubblicato dalle Edizioni San Paolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Come curare il post-aborto</h1>
<p><img class="alignleft" src="http://www.zenit.org/img/logo.gif" alt="" width="195" height="99" /></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Un libro che </strong><strong>aiuta a superare il trauma delle maternità interrotte</strong></p>
<p>FONTE: <a href="http://www.zenit.org/article-29318?l=italian" target="_blank">www.zenit.org</a></p>
<p>ROMA, sabato, 21 gennaio 2012 (<a href="http://www.zenit.org/">ZENIT.org</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Sono sempre più evidenti i danni psicologici generati dalle interruzioni di gravidanza. Secondo  uno studio pubblicato dal British Journal of Psychiatry, “le donne che  hanno abortito registrano l’81% di aumento del rischio di soffrire di  problemi mentali”:</p>
<p style="text-align: justify;">L’autrice Priscilla Koleman è arrivata a queste conclusioni dopo aver  esaminati 22 ricerche di area anglosassone e incrociato i dati relativi  a 36 diversi disturbi e a quasi 900.000 persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cercare di analizzare il problema e indicarne le strade per la  cura, lo psichiatra e psicoterapeuta <strong>prof. Tonino Cantelmi</strong>, la  psicologa, psicoterapeuta e ricercatrice presso l’Istituto di  Psicoterapia Cognitivo Interpersonale <strong>Cristina Cacace</strong> e il Consigliere  Nazionale del Movimento per la Vita Italiano <strong>Elisabetta Pittino</strong>, hanno  scritto il libro “<strong>Maternità interrotte. Le conseguenze psichiche  dell’IVG” pubblicato dalle Edizioni San Paolo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per la presentazione del volume riportiamo la prefazione del sociologo e psicoterapeuta prof. <strong>Claudio Risé</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/foto/web-maternita-interrotte.jpg" alt="" width="208" height="326" /></p>
<p style="text-align: justify;">“Ciò che turba e scuote l’essere umano, prima di diventare sindrome o  disagio poi variamente classificato nelle diverse culture, è una  condizione esistenziale nella quale la persona si viene a trovare in  conflitto con le richieste elementari dell’esistenza: la sopravvivenza,  il mantenimento dell’integrità psicofisica, la difesa della vita. Di  questo ci parlano le grandi narrazioni: i racco</p>
<p style="text-align: justify;">nti delle diverse  letterature, i miti, le religioni. Gli studiosi del disagio e della  sofferenza, i terapeuti proposti dal modello culturale e scientifico  vigente, collocano quel malessere nelle categorie</p>
<p style="text-align: justify;">utilizzate in una  determinata epoca, arricchendole con i dati forniti dalle ricerche  scientifiche di quel periodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le conferme più attendibili, e per certi versi &lt;&gt;, di ciò che  questo libro definisce e illustra come &lt;&gt; vengono, dunque, fornite  da immagini e narrazioni archetipiche, eterne, lontane dalle categorie  non solo psicologiche e psichiatriche, ma anche politiche e religiose di  oggi. In tali categorie, risalenti spesso a tempi e culture  lontanissime dalla nostra, compare con chiarezza il dramma della madre  spinta, da sé stessa o da altri o da ciò che essa chiama &lt;&gt;, a  sopprimere i propri figli. Diventa difficile, in queste narrazioni,  parlare di influenze ideologiche, di letture opportunistiche di tesi  piegate ai poteri e agli interessi dell’oggi. In esse, allora come oggi,  è l’essere umano, la donna, che grida il suo dolore per non aver saputo  o potuto proteggere la vita che ha generato. Questa lettura mostra (con  una precisione che riceve dettagliate conferme cliniche nelle pagine  del presente volume) come il venir meno all’imperativo naturale della  custodia del piccolo possa realizzarsi solo attraverso una scissione  della personalità della donna-madre. Tale scissione è ben illustrata in  questo ricco e documentato volume, in particolare nel contributo di  Cacace-Cantelmi. Della stessa scissione, per esempio, ci parla Medea,  più di due millenni prima, quando toglie la vita ai suoi due bambini. Il  greco Euripide descrive così il dispositivo attraverso il quale la  madre si divide per compiere il suo atto. Nella tragedia, Medea si  esorta: &lt;&gt;. Dimenticali, per ucciderli. Poi datti il tempo del  lutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa tre secoli dopo, Seneca, sempre parlando di Medea, evidenzia in  modo folgorante la stessa scissione necessaria alla madre per  convincersi a sopprimere la prole: &lt;&gt;. Per uccidere i bimbi è  necessario prima negare la maternità, poi occorre comunque ritornare  all’inevitabile riconoscimento della realtà: sono miei.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si nota, però, anche nel contributo di Cacace-Cantelmi, e in  altre parti del libro, il dispositivo schizogeno che consente alla donna  la soppressione della prole non riesce ad annullare il dramma  identitario rappresentato dal rifiuto di rimanere nella posizione di  madre, ormai sviluppatasi nei diversi aspetti della personalità anche  dal punto di vista cognitivo e cerebrale. Quindi, quando in Seneca  Medea, dopo la soppressione dei figli, annuncia di non essere più madre,  ma di essere tornata nella condizione di vergine (una condizione che,  con l’arrivo della maternità, la donna deve anche simbolicamente  lasciare, assieme a quella di figlia), il suo disperato tentativo di  rovesciare l’ordine simbolico per lei costituito sul piano di realtà si  rivela (come tutti i tentativi simili) appartenere soprattutto  all’ordine del delirio. È proprio su quella falsificazione dell’identità  e della biografia personale, necessaria per consentire la soppressione  della prole, che si sviluppa poi la sindrome post-aborto, con  caratteristiche per certi versi assai simili alle forme che conseguono  agli infanticidi di bambini già nati. Entrambe del resto, come si nota  anche nel presente testo, sono innanzitutto sindromi post traumatiche,  anche se la cultura abortista si arrampica sui vetri per mettere tra  parentesi il trauma.</p>
<p style="text-align: justify;">Il quadro complessivo che accompagna lo sviluppo di questa sindrome,  la compresenza di &lt;&gt;, i conseguenti disturbi d’ansia, da panico,  le depressioni e le fobie qui ricostruiti con precisione trovano  riscontro,</p>
<p style="text-align: justify;">oltre che nei dati e nelle ricerche cliniche, nelle cronache  dei giornali e nella vita quotidiana delle coppie e famiglie italiane.  Educatori e terapeuti ritrovano più tardi, nei figli che cercano le loro  cure, le tracce e gli esiti del disagio materno.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli aspetti più pericolosi dell’aborto, che sgombra la strada  ai peggiori sviluppi della sindrome da esso provocata, è l’annullamento  che induce sull’&lt;&gt; che la gravidanza comporta, sia sul piano  fisico che su quello psichico. Uno degli effetti è la fortissima  diminuzione del rischio di suicidio assicurata appunto dalla gravidanza.  Quando, invece, questa viene interrotta, &lt;&gt;, come dimostrano le  ricerche internazionali in materia, qui citate.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò accade perché il trauma dell’aborto e la sua mancata elaborazione  (ostacolata da un intero modello culturale e politico che ne nega  proprio il carattere traumatico) non consentono, come è spiegato con  precisione nel libro, &lt;&gt;. La negazione politico-culturale del  carattere traumatico dell’aborto, dopo averlo consentito e in molti casi  promosso (nel caso, per esempio, del consenso all’aborto delle  minorenni, senza informarne i genitori), agisce in rinforzo del blocco  cerebrale, impedendo alla pienezza della coscienza di riconoscere la  traumaticità dell’atto, e di porre così le basi per la sua  trasformazione e integrazione. La cultura abortista, sostenuta e  mantenuta in Italia anche dalla carente raccolta di dati nazionali sulla  psicopatologia ed epidemiologia dei disturbi post-abortivi (ampiamente  dimostrati invece dalle ricerche internazionali qui citate), finisce  così con l’essere direttamente produttrice di malessere psichico, di cui  impedisce il riconoscimento e la cura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è stato scritto per fare luce su questo malessere negato e  per aiutare chi ne è colpito a superarlo, nell’auspicio – umano e non  ideologico – di contribuire a ridurre l’atto che quel malessere genera:  la soppressione del figlio non ancora nato”.</p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Il carcinoma della mammella: Hot topics</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 15:24:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ire, 25 febbraio 2012 - Congresso: Prima, durante e dopo il carcinoma della mammella: HOT TOPICS,Il Prof. Tonino Cantelmi e il Prof. Ettore Cittadini  modereranno la III SESSIONE dal titolo: “Fertilità e cancro della mammella”. La sessione avrà inizio alle 15.00
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.toninocantelmi.it/wp-content/gallery/foto/tonino-cantelmi-ifo-25-bebbraio.jpg" alt="" width="336" height="439" /></p>
<h3><span style="color: #993366;"> </span></h3>
<h3><span style="color: #993366;">25 febbraio 2012<br />
Prima, durante e dopo</span><span style="color: #993366;"> Il carcinoma della mammella:</span><span style="color: #993366;">HOT TOPICS</span></h3>
<p>Presso il Centro Congressi Bastianelli &#8211; Via Fermo Ognibene, 23 &#8211; Roma, 8.30 &#8211; 17.30 &#8211; Corso ECM</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993366;"><strong>Presidenti Congresso:</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Patrizia <strong>Vici</strong>, Luciano <strong>Mariani</strong>, Silverio Tomao e Enrico <strong>Vizza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #993366;">Segreteria Scientifica: </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Domenico <strong>Sergi</strong>, Laura <strong>Pizzuti</strong>, Ermelinda <strong>Baiocco</strong>, Emanuela <strong>Mancini</strong>, Giacomo <strong>Corrado</strong></p>
<p>Il Congresso si aprirà alle ore 8.30 con gli interventi introduttivi di: <strong>Lucio Capurso</strong>, Direttore Generale IFO<br />
<strong>Ruggero De Maria</strong>, Direttore Scientifico IRE, <strong>Amalia Allocca</strong>, Direttore Aziendale IFO, <strong>Sergio Pecorelli</strong>, Presidente AIFA, <strong>Enrico Garaci</strong>, Presidente ISS.</p>
<p style="text-align: center;">Sono previste 4 sessioni.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #993366;">Il Prof. Tonino Cantelmi e il Prof. Ettore Cittadini  modereranno:<br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #993366;">III SESSIONE dal titolo:<br />
“Fertilità e cancro della mammella”. </span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>La sessione avrà inizio alle 15.00</strong></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Relatori:<br />
15.00 &#8211; 15.20 Crioconservazione di cellule germinali ed embrioni &#8211; Sandra Cecconi<br />
15.20 &#8211; 15.40 ovarian tissue transplantation -  Dror Meirow<br />
15.40 &#8211; 16.00 Banca del tessuto ovarico iRe &#8211; Enrico Vizza<br />
16.00 &#8211; 16.20 Discussione</p>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
<a href="http://195.135.200.83/allegatiifo/eventiire/Evento25022012.pdf" target="_blank"><span style="color: #993366;">Programma e le modalità di iscrizione</span></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Referenti organizzativi:<br />
Ellesse Eventi Srl<br />
Tel/Fax 06 36382006 &#8211; info@ellesseeventi.it</p>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 17:06:45 +0000</pubDate>
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